Il difficile percorso verso la sostenibilità

Un percorso di disintossicazione sociale per ricucire la frattura tra uomo ed ecosfera

 

Ormai il sostantivo “sostenibilità” è entrato a pieno titolo nel patrimonio lessicale di molti, non di tutti. Chi fugge da guerre, carestie, persecuzioni, chi tira avanti alla giornata ne ignora il significato. Sa soltanto che la sua vita è diventata insostenibile, ignora che è diventata tale per colpa di pochi e forse di tutti noi (più o meno agiati) che avalliamo, consapevolmente e/o inconsapevolmente, scellerati comportamenti socio-economici.

Invece il sostantivo, da qualche decennio, è utilizzato con abbondante generosità da capi di stato, funzionari governativi, burocrati, banchieri, uomini d’affari, illuminati accademici, intellettuali radical chic, ambientalisti e spesso anche nei bar sotto casa. La mia opinione, e non soltanto mia, è che “la sostenibilità” è diventata una parola alla moda (buzzy word come si direbbe nell’idioma inglese), forse più un collutorio utile per coprire maleodoranti flatulenze. Basti vedere gli obiettivi della sostenibilità (Sustainable Development Goalshttp://www.un.org/sustainabledevelopment/sustainable-development-goals/) per avere un’idea del delirio che ormai avvolge, come una nube di smog, le menti dei decisori e dei burocrati politici. Cosa sono questi obiettivi? A partire dal Settembre del 2015 molti paesi, Italia inclusa, hanno sottoscritto, su pressione delle Nazioni Unite, l’Agenda Globale per lo Sviluppo Sostenibile fatta di 17 obiettivi e 169 target da raggiungere entro il 2030 per un pianeta più sostenibile. L’Agenda è di per sé un mirabile esempio di programma politico ed economico globale, poiché contiene un’eccelsa trasversalità per l’interazione dei domini ambientale, sociale ed economico. Quello che lascia, eufemisticamente parlando, un tantino perplessi è la tempistica di realizzazione degli obiettivi: il 2030. Anche sotto l’effetto delle più potenti sostanze stupefacenti, faccio fatica ad immaginare che entro 12 anni si possano sviluppare politiche globali condivise per il raggiungimento di questi complessi obiettivi. Senza accendere il drone della fantasia per un rapido volo raso sul pianeta, basta soffermarsi sulla realtà italiana. Lascio al lettore la capacità di procedere con le sue riflessioni. Quello che però invito a fare è di leggere il report redatto dall’ASVIS (http://asvis.it), l’associazione che è stata investita nell’arduo compito di monitorare il percorso italiano verso gli obiettivi dell’Agenda. Leggerete in uno striminzito report avido di dati che l’Italia, a due anni dall’attuazione, è ancora al palo su molti obiettivi. Verso alcuni obiettivi si sta muovendo bene, ad esempio sulle energie rinnovabili. Avrò modo più volte di fare notare che le energie rinnovabili rappresentano un mito chimerico oltre che un ossimoro termodinamico, che peraltro sono in odore di malaffare.

 

Questo post introduce una lunga serie di contributi, a firma dello stesso autore, che avranno l’obiettivo di descrivere ed interpretare la complessa tematica della sostenibilità. Intendo strutturare un “percorso di disintossicazione” per ricucire la frattura tra uomo ed ecosfera e restituire quindi all’uomo la reale percezione della realtà; almeno nei lettori che avranno la pazienza e la lungimiranza di seguire. La realtà dominante è quella dei sistemi socio-economici occidentali che sono esplosi con il processo di industrializzazione e che si stanno allargando a macchia d’olio sull’intero pianeta. Questa realtà ha di fatto determinato nella quasi totalità delle popolazioni globali una percezione distorta del funzionamento dei sistemi socio-economici. Questa distorsione della percezione della realtà ha nel surplus energetico “la sostanza dopante” che ha determinato una condizione di “doping sociale”.

La sostenibilità è una tematica complessa e complicata. La complessità è determinata dalle caratteristiche strutturali e funzionali del sistema di analisi, che è costituito dal dominio ambientale e da quello socio-economico. La sostenibilità è complicata per la diversa capacità di percezione, descrizione ed interpretazione del vissuto che ogni singolo individuo, lobby, cultura, società hanno maturato. Il fondamento logico della sostenibilità, che dovrebbe mettere tutti d’accordo, è quello di garantire alle future generazioni le condizioni per continuare a vivere su questo pianeta. Come raggiungere questo obiettivo? Questa domanda rappresenta invece il punto nodale e critico, fortemente influenzato dai modelli descrittivi, analitici ed interpretativi che finiscono per generare diversi punti di vista, falsi miti, eccessiva fiducia nella scienza e nelle tecnologie.

Getto subito la maschera, la visione che si plasmerà attraverso i diversi contributi è quella che, in lingua anglosassone e che molti utilizzano con accezione negativa, viene attribuita ai “prophets of doom” (i profeti della sventura). Una percezione che, se pur pessimistica, è permeata da realistiche evidenze, che i molti rifiutano o, peggio ancora, ignorano.

L’immagine che prenderà progressivamente forma non vuole rappresentare la “verità assoluta” ma una delle “tante verità”. Questo perché la verità è nella testa di ciascuno di noi ed è determinata dalle nostre capacità di interpretare la realtà che ci circonda. L’obiettivo è quello di innescare nel lettore una riflessione critica e, magari e con molto compiacimento del sottoscritto, un apprendimento riflessivo. Userò come perno centrale della discussione “l’ecosfera” come il comune punto di vista perché può aiutare a prescindere nella discussione dalle ideologie e dalle posizioni soggettive, perché è la casa comune di tutti noi. Insomma, intendo applicare quello che nel canone Buddista (Udana 6) viene espresso con la famosa parabola dei ciechi e dell’elefante che esprime la fallacità della verità assoluta (per chi non la conosce potete trovarla agevolmente in rete).

 

Attenzione, quello che leggerete potrà urtare la sensibilità di molti, si sconsiglia vivamente la lettura a persone ciniche di cuore ed insensibili d’animo.

Angelo Fierro

Ricercatore Ecologia Unina
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