Il Corpo, metafora del caos nella vita di 3 donne

La nostra recensione di Corpi Scelti, il bellissimo spettacolo in scena al Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli. Si replica anche il 18,19,20 Novembre

Corpi Scelti-trittico carnale, è lo spettacolo andato in scena lo scorso week end  al  Nuovo Teatro Sancarluccio di Napoli, sarà replicato ancora Venerdi 18 fino al 20 Novembre. Un atto unico composto da tre monologhi che diventano un unico racconto nella bella costruzione scenica creata dal regista Peppe Miale.

laura-borrelliAttraverso un colloquio immaginario, i tre personaggi animati dalle bravissime attrici Laura Borrelli, Gioia Miale ed Imma Pagano, mettono a nudo le ansie, le fragilità ed anche le tragedie che condizionano le vite dei tre personaggi. II corpo utilizzato come metafora per misurare il caos in cui sono immerse le loro vite.
Si raccontano tre aspetti della donna che ne condizionano la vita e le relazioni, siano esse affettive, sociali o dell’accettazione di se, tre testi solo apparentemente separati, ma in realtà risultano complementari e legati da un filo conduttore. Il Corpo.

Giulia la protagonista di “Volevo gli occhi blu“, il primo dei tre monologhi, scritto da Angela Matassa ed interpretato dalla brava Laura Borrelli, si sveglia nel corpo di un uomo.
Il corpo sessuato che spaventa ma che allo stesso tempo incuriosisce, la sua metamorfosi è la metafora dei cambiamenti che viviamo nelle varie fasi evolutive, o che ci aspettano nel corso dell’invecchiamento.

Il rivoluzionamento ed i timori di una vita sconvolta da un corpo che cambia, la prova che la metamorfosi non riguarda solo il nostro corpo, ma anche la nostra mente, la diversa percezione di noi stessi e il diverso modo di guardare il mondo.

gioia-mialeLa Imma immaginata nel sofisticato “Taglio netto“, il monologo scritto da Anna Mazza ed interpretato dall’intensa Gioia Miale, è forse il pezzo più forte dello spettacolo, quello che scava più in profondità, anche se non mancano gli aspetti grotteschi a strappare non pochi sorrisi. Imma è una donna tradita ed abbandonata dal marito, scappato con Svletana, una donna ucraina.
Ferita nella sua parte intima, la più preziosa, decide di proteggersi da chiunque possa minacciarla o violarla. Rimasta sola e senza alcuna protezione, vive del suo umile lavoro. Nella narrazione scenica Imma cerca di preservare i suoi organi interni, cerca di non sciuparli, li ha promessi ad ipotetici trafficanti di organi forse in cambio di denaro, la sua ultima risorsa,  il suo annullamento in cambio di un futuro per i suoi figli. Oppure chissà, dietro questa metafora di macelleria sociale,  potrebbe celarsi un messaggio di speranza, il desiderio di preservare il suo mondo interiore per una seconda occasione che Imma aspetta o che si augura disperatamente.

Cu-lotteria di Roberto Russo è il terzo monologo, interpretato da una sorprendente e volitiva Imma Pagano. La storia di Mena, una popolana che suo malgrado si è conquistata la fama di portafortuna tra gli accaniti giocatori del Lotto.

imma-paganoLa storia paradossale di una donna vittima degli stereotipi che circondano il mondo della donna e quello dei ludopatici. Mena viene minacciata da una moglie ingelososita nel vedere il proprio marito uscire dalla casa di Mena, pensando si trattasse di sesso a pagamento, la affronta minacciosamente.

La donna scopre invece che Mena riceve i suoi “clienti” per vendere si il suo corpo, ma solo in parte, una “toccatina” al suo fondoschiena, ritenuto in tutta Napoli un referenziato porta fortuna.
Lo spettacolo vive di un grande ritmo narrativo, alternando sorrisi ed amare riflessioni,  la recitazione è fluida e senza pause o tempi morti, al punto tale che al termine sembra addirittura finire fin troppo presto.
Lo consigliamo vivamente.

Si ringrazia Fiorella Passante per il corredo fotografico.

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