Il coronavirus e la matematica

Un Paese in quarantena, un virus che cancella problematiche enormi, il sovranismo che rende il pianeta caotico, dati scientificamente discutibili

Approfitto dello spazio di Umberto Oreste per alcune considerazioni da quando è esploso in caso Corona

Il virus in corso ha provocato un silenzio vergognoso su quanto nel nostro Paese sta accadendo al di fuori di questa…”Epidemia”

Nel tempo, dall’avvento del Corona, ci son state, 48 morti sul lavoro, Personaggi di Fratelli d’Italia, partito che si auto propone alla guida del Paese, arrestati per reati gravissimi, anche di mafia, palinsesti della Rai cancellati e stravolti, tra cui anche uno sceneggiato “antimafia” Mirabella che ci insegna a come lavarsi le mani e a starnutire, Lo spread che ha ripreso a salire, il debito che aumenta, la disoccupazione arrivata fuori controllo, l’abitabilità negata a famiglie indigenti, la povertà che è arrivata a sei milioni di cittadini, Il referendum sul taglio dei parlamentari che lascia nell’ignoranza cittadini che non sanno perché, come e quando si deve votare, l’inquinamento che è causa di cambiamenti climatici che stanno portando il mondo verso l’implosione, la Sanità, che solo ora ci si rende conto quanto sia fallimentare la politica delle regionalizzazioni, nulla sappiamo se e quanti morti ci sono stati nel mare nostrum, e per finire, per gli amanti del calcio due soliti rigori inesistenti concessi alla Juventus nella partita contro la fiorentina.

Viviamo nel silenzio, anzi nel chiasso del corona che tutto sta cancellando, un’informazione faziosa e assordante che sta coprendo tutto, nel TG1 di ieri sera, dei 33.35 minuti di informazione,  per ben 23 minuti si è parlato di questo problema, Canale 5 non ha fatto di meno, 24 minuti, per quello che è forse è si un problema, ma uno dei tanti che offende questo Paese, vero che perfino il Presidente del Consiglio ha chiesto alla RAI di abbassare i toni, l’economia quasi del tutto ferma, con aziende che hanno bloccato la produzione.

Alcuni negozi hanno dovuto abbassare le saracinesche perché la popolazione è in preda ad un virus assai più pericoloso di tutti, il virus dell’ignoranza.  (Dan Tarantini)  

Sembra che il numero dei “casi” di coronavirus sia da rivedere. Infatti l’ISS ieri ha deciso un diverso conteggio dei “casi”: cioè considerare caso non chi ha il virus nei propri fluidi del cavo orale, ma chi ha conclamata grave patologia, cioè quelli che stanno male. Si tratta di due concetti completamente diversi perché molti pazienti che hanno il virus addosso stanno bene.

Qual’è più corretto scientificamente? Per dirlo occorrerebbe seguire ciascun paziente nel tempo. Molte positività che si riscontrano oggi, non è dato sapere da quanto tempo sussistono, perché sono testati per la prima volta; quindi potrebbero non essere nuovi casi.

La positività al virus sicuramente non è indice di stato patologico per cui potrebbe essere giusto non considerarli “casi“. C’è però anche da dire che mentre la presenza del virus è un dato certo (non tenendo conto dei falsi positivi, che sono generalmente un numero piccolo), la definizione “senza patologie rilevanti” è molto più opinabile. Ci sarebbe poi anche da discutere sul concetto di guarito che potrebbe riferirsi alla scomparsa del virus o alla scomparsa della sintomatologia.

La questione è nata dal confronto della rivelazione in altri paesi dove si procede in modo diverso: non si fanno test a tappeto tra la gente venuta in contatto con un “caso“, ma soltanto tra chi sta male. Questo falsifica la classifica delle Nazioni coinvolte e pone l’Italia nella zona più alta. Quindi la nuova direttiva meno restrittiva dell‘ISS tende esclusivamente a tranquillizzare i Paesi esteri, ma non può limitare il controllo dell’epidemia?

Nei prossimi giorni come si aggiorneranno i “casi”? Se col nuovo criterio, dovremmo avere una diminuzione dei numeri, o si fermerà il conteggio aspettando che i casi del nuovo criterio raggiungano la cifra di ieri? Sui guariti si considerano quelli mai ammalati o quelli precedentemente malati? Il problema vero è che l’organizzazione mondiale della sanità dovrebbe richiedere a tutti gli stati omogeneità nei criteri di valutazione dei “casi”.

Invece non è cosi. Perché? Perché le autorità internazionali non hanno alcun potere come dimostrato dalle tante delibere ONU inapplicate o le “raccomandazioni” in materia di salvaguardia ambientale che non trovano verifiche. Il pianeta è unico e avrebbe bisogno di una unica governance, ma, purtroppo, dappertutto prevalgono i sovranismi e il pianeta resta caotico

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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