Il caso Elena Coccia

Suscita stupore e incredulità la ventilata ipotesi che la Pasionaria Partenopea non sia confermata nel suo incarico

Da un po’ di settimane sono sussurri, come nel celebre romanzo presto potrebbero diventare grida.
Da questo blog, più che altro dedicato “agli addetti ai lavori” abbiamo dimostrato più che simpatia al nostro Sindaco de Magistris, è certificata nel tempo che siamo sempre stati vicino alle sue battaglie e talvolta sogni, ma abbiamo anche raccolto opinioni che non erano favorevoli, o quanto meno critiche, abbiamo cercato, e senza tornaconto di alcun genere di essere leali e al tempo stesso imparziali.

Negli ultimi giorni stiamo assistendo, a nostro modesto avviso, a uno “scollamento” tra le parole infuocate del Sindaco, o il periodo di lotta e di governo del primo mandato.

I sussurri riguardano l’assetto e il programma della prossima Giunta, e se è vero, che come il nostro collaboratore Laperuta afferma “a Napoli di fatto c’è un Consiglio quasi di centrodestra” ci riesce difficile immaginare un programma che prenda alla lettera le parole del Sindaco, che ha acceso i cuori della sinistra in città, Zapata, centri sociali, arte libera, Bagnoli, il Kurdistan, la Palestina e l’allargamento reale del centro a tutta la città, vero che nella serie da noi pubblicata, “non gliela diamo” la richiesta centrale di quasi tutti gli interventi, è stata dettata da questa necessità, inserimento delle periferie al centro, e non solo a chiacchiere, ma nei fatti, servizi efficienti, tempi da Londra e Parigi, assodato che con queste città a livello turistico e culturale vogliamo competere.

coccia 1Cominciamo a immaginare che, di fatto, si stia sognando ad occhi aperti, non c’è consapevolezza nel fatto che la città è cresciuta, a livello turistico ad esempio, ogni lunedì mattina le pagine dei social dei maggiori aficionados del Sindaco, pubblicano le foto di Via Caracciolo e Via Benedetto Croce colme di turisti, sono pubblicate come immagini di vittoria e pagina voltata, non ci siamo abituati, stiamo troppo a pensare da dove si sia partiti piuttosto che dove si voglia e si possa arrivare, non c’è evento culturale che non sia ripreso come fosse una manifestazione di caratura internazionale, rifiutiamo di credere che ormai il turismo e la cultura sono dati consolidati, cui non dovremmo più meravigliarci, come non c’è più da stupirsi sul fatto che la spazzatura è quasi, e sottolineiamo il quasi, scomparsa, eppure ogni tanto qualcuno si prende la briga di ricordarci che la città è pulita, come fosse cosa straordinaria.

Alcuni anni fa alla vigilia del suo primo scudetto, complice una tifoseria quell’anno, buona e tranquilla, la città e i suoi tifosi furono eretti ad esempio di civiltà da seguire, “come sono civili i napoletani!” si gridava i tutta Italia e in tutte le trasmissioni televisive, finché il trainer della squadra, Ottavio Bianchi, stoppò tutte le voci affermando “fossi napoletano, a furia di sentir dire che sono civile, mi offenderei”, e aveva ragione, il fatto che i tifosi non accoltellassero, non facessero razzie nei motel e nelle stazioni di servizio, non mangiassero a sbafo nei ristoranti andandosene dimenticandosi di pagare il conto, e non accendessero risse con tifosi della squadra avversaria, fosse una cosa del tutto “straordinaria” e non assolutamente “normale”, come lo è oggi il turismo a Napoli, la cultura e la pulizia delle sue strade.
coccia 3Nel primo mandato di de Magistris abbiamo assistito a un bel cambio di rotta, i meriti degli amministratori erano dovuti innanzitutto a due fattori, currulum e moralità, sembra si sia camminato bene, la politica dei risultati elettorali, la bilancia dei voti, il “posto” dovuto al seguito personale raggiunto sembrava messo in soffitta.

I sussurri e gli spifferi di corridoio, che potrebbero causare pericolosi raffreddori e influenze che come spesso accade possono portare sviluppi gravi, ci avvertono di cambi di guardia. Il nome che più di tutti circola in queste ore è quello di Elena Coccia, Vice Sindaco della città Metropolitana, cui le è stata affidata la direzione, il suo nome apre scenari e contraddizioni multiple.
Elena Coccia, al di la delle simpatie o meno che il personaggio suscita,  sarebbe sacrificata a vantaggio di un eletto, non di sinistra ma conquistatore di un maggior numero di voti, questa è un’alternanza non richiesta, e visto il lavoro svolto assolutamente inutile, o peggio dannosa.

Il segnale che ci arriva dalla questione “Coccia” è che è finito il tempo dei sogni e del coraggio e si è tristemente tornati a tempi bui di baratti e di calcoli con la bilancia del politichese, che eccezion fatta negli ultimi anni e proprio a Napoli, è stata la prerogativa di tutti i governi e amministrazioni del Paese, da Roma e per finire a Garbagnate Milanese, tutto sempre eguale, spartizioni legate a voti e non a risultati reali. Elena, che grazie alla sua storia, di combattente nelle piazze, nelle aule di giustizia e nel palazzo, merita l’appellativo della “Pasionaria”.

coccia 4Pasionaria perché nel suo tempo c’è stato tutto, le organizzazioni degli anni degli “eskimo” “soccorso rosso”, l’aiuto a centinaia di compagni nei guai, l’esperienza editoriale con “Paese Sera” il filtro che ha esercitato in città tra “movimentisti”, “autonomi” e “partitocratici” negli anni bui del terrorismo, per finire ai giorni nostri, con la stesura dello Statuto della città e il battersi contro l’idea di una TAV che congiungerebbe direttamente Roma a Pompei, dando così una mazzata terribile a tutto il circondario vesuviano, e facendo diventare gli scavi pompeiani un’appendice dei Fori imperiali.
Grazie, (o purtroppo) a lei esplode in città una delle tante anomalie, Napoli, definita la “città più rossa d’Italia” nelle ultime elezioni comunali ha visto la presenza di due liste marcatamente di Sinistra, la prima, “Napoli in Comune” con la partecipazione di Sel e Rifondazione e pochi altri sparpagliati, e “Napoli Bene Comune” lista di fuoriusciti o delusi di Rifondazione che strizzano l’occhio a Fassina e la sua personalissima “Sinistra Italiana”.
Entrambe le liste nella “città più rossa del Paese” hanno raccolto il sei per cento, troppo poco… Il senso di tutto questo porta a pensare che queste liste sono state lasciate sole nelle mani dei soliti noti, addirittura oscurate o boicottate da chi al contrario avrebbe dovuto alimentarle, proteggerle.

Napoli Bene Comune in particolare è arrivato a quasi l un per cento partendo e lavorando da un Bar del Centro Storico, se non fosse per le antipatie e il fuoco amico, lo si dovrebbe conservare come dato sorprendente.
La Pasionaria mette in luce anche la litigiosità storica che purtroppo vive all’interno della sinistra, più propensa a divisioni interne che a dove si voglia arrivare, soprattutto “insieme”.

coccia 5È possibile che dal gruppo che ha eletto la Coccia consigliera non ci sia una levata di scudi a solo sentire queste che per ora sono ancora chiacchiere? Possibile che nessuno fa presente che un risultato elettorale non possa valere più di quanto si sia speso per il popolo nella propria vita? La spiegazione l’abbiamo avuta proprio ieri in una chiacchierata con un addetto ai lavori ex rifondazione “il caso Coccia metterà in luce che a Napoli il Partito della rifondazione non esiste, quando in un Partito non si alzano le barricate per difendere uno di noi, vuol dire che è meglio cercare altre strade, è consuetudine essere lasciati soli come sta accadendo ora con Elena”.
Nei sessanta giorni della campagna elettorale Elena ha combattuto conquistando un suo seguito personale che altrimenti o avrebbe votato altrove, o peggio si sarebbe astenuto, attorno a lei si è creato un gruppo di candidati e collaboratori, più che altro appassionati e volenterosi ma nulla di più, questi non le hanno portato i risultati sperati, ha fatto tutta da sola riuscendo a essere eletta come ultima nella lista e perdendo rispetto alle precedenti elezioni un considerevole consenso, tutto questo amplifica e di molto il suo risultato. Questo ha raccontato la tornata elettorale, ma c’eravamo abituati all’idea che i voti fossero si importanti, ma non determinanti, ma davvero sessanta giorni possono valere più di una vita piena di successi e risultati tuttora tangibili?

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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  • Elena Coccia
    25 agosto 2016 at 18:43 - Reply

    Carissimi,il vs articolo mi piace ma un po’ mi inquieta.Ci sono cose che io non so e che voi sapete? Io so che sto lavorando alle zone omogenee e che anche ultimamente sono andata con i sindaci della baffer zona al Ministero per rappresentarli a proposito della ventilata hub. E vero nella tovagliata di deleghe della c. M. non compare il nome del vicesindaco. Ma non c’è neanche una nuova nomina, che significa ciò? Forse che dobbiamo attendere le elezioni metropolitane che si terranno ad ottobre?Ma forse bisogna chiedersi con chi sono state partecipare queste nomine e chi le ha scritte.Non voglio credere che la partecipazione non riguarda noi consiglieri.Sarebbe questa si una caduta di stile e un precedente pericoloso.Bonapartismo?Peronismo? Come lo vogliamo chiamare?quanto poi all’alzata di scudi del mio gruppo attendo che si torni dalle vacanze estive sia per fare un’alisi del voto ragionato.sia per le mie personali decisioni.

  • Ciro
    26 agosto 2016 at 10:11 - Reply

    Si vuole dare nuova identità ad un partito che sta collassando perché nulla di buono ha fatto a Napoli in particolare dopo lo slancio creato da me e da tantissimi altri migliaia al Congresso fondativo tenutosi alcuni anni fa all’interno del porto di Napoli; abbiamo assistito solo a sete di poltrone di persone sbagliate ai posti sbagliati. Oggi non siete più credibili! E’ solo grazie a De Magistris se siete ancora in vita a Napoli, e prima ancora di avviare un’azione collaborativa dalla parte della gente, cercate invece di ostacolare l’attività amministrativa di chi ha stravinto dimostrando di nuovo la vostra sete di poltrone e potere.