Il caso diciotti, lettera dello spettatore

Domani è passato un anno da quei giorni incredibili e a tratti vergognosi, ma nulla è cambiato, la guerra alle ONG e i salvataggi continuano... il racconto di quei nove giorni che avrebbero dovuto muovere le coscienze

Una di quelle sere del pieno dell’estate, che vieni colto da un boato interiore, una nave della Marina Mlitare Italiana, la “Diciotti” è ferma in mezzo al mare con oltre 190 esseri umani, però come un lavaggio di coscienza ci fanno subito sapere che 15 disperati sono stati gia trasferiti sulla terra ferma per cure mediche, restiamo impressionati a leggere le dichiarazioni di Ministri, sottosegretari, e funzionario dello stato, comincia quella  per noi è una triste commedia, e tanto ci ha colpiti che ne abbiamo fatto un lavoro teatrale.

Il sequestro della nave italiana da parte del governo italiano stupisce donne e uomini di buona volontà, su quella nave ci sono donne incinte, bambini, adolescenti appena affacciati al cammino sul sentiero, “fateli scendere, son come noi, umanità, tanta umanità per persone che per venire da noi ora non mangiano, fateli scendere, accogliamoli!” tuona Francesco Iavarone a nome del popolo catanese che in quei giorni ha dimostrato alla terra e noi, quanto odi le ingiustizie e quanto ami il prossimo.

Per nove lunghi giorni, uomini in cerca di una patria, cui ogni cittadino desidera e ha diritto ad avere, sono sequestrati dall’ira dei politici che tirano l’acqua al proprio mulino come Dracula alle sue prede, Dracula succhia il sangue dei vivi, per vivere, quella parte politica succhia il sangue agli uomini per vivere attraverso la propaganda.

Qualche funzionario di Stato sui social scherza, “nove giorni? Beh il tempo di una vacanza” si è vero, nove giorni al mare danno l’idea dell’allegria, ma andate dall’altra parte della scena, e provate a immaginare quei giorni in un autostrada fermi nell’ automobile da un immenso ingorgo stradale, sotto il sole, stretti tra tante altre auto e persone, e poi la notte, provate a immaginare un recinto di pochi metri, due volte la camera da letto, e mettetevi stretti con altre cento persone, seduti, immobili il mare intorno e nessuna possibilità di uscire da quel vergognoso e ideale recinto che tanti e tanti abbiamo visto nella storia, da quelli di Auschwitz a quelli di Santiago del Cil quando ci fu il colpo di Stato in cui fu ucciso il Presidente eletto democraticamente, Salvador Allede, e come dimenticare i recinti per differenziare le etnie, di Sarajevo, del Kosovo, i recinti che ci sono in Israele, li conosciamo i recinti come quelli sognati da Trump, sono l’abolizione dell’umanità, la loro antireligiosità, i cattolici non possono stare inermi a guardare, i cristiani si rifanno soprattutto a Cristo, che per antonomasia è il più conosciuto degli immigrati, per giunta anche clandestino, in quanto la sua nascita non fu mai dichiarata, quindi privo di documento.

Nove giorni, bevendo piccoli sorsi d’acqua perché è razionata, il cibo sempre in scatola e anche quello razionato.

Deve essere un’esperienza terribile, si cercano le malattie che possano affrettare lo sbarco, arrivare al punto da dispiacersi di non aver un male grave, tale da poterti far scendere, perchè a quanto pare è l’unica possibilità di chiudere con questa triste commedia, ma non basta, provate a immaginere di essere nell’auto bloccata sotto il sole, o in un recinto a pochi metri dalla sabbia inumidita dalle onde del mare, e aggiungete che per essere lì, in quelle disumane condizioni, avete affrontato di tutto, prima di essere su quella nave sotto sequestro.

Lo spettatore di quei giorni ricorda certamente il risveglio a correre a leggere se quel popolo è sbarcato o no, ma viene  frenato nelle sue speranze con cose che ogni giorno è costretto a vedere, un vergognoso scaricabarile, prima l’Italia, poi Malta, poi la Comunità Europea, dove si svolgono vertici atti a risolvere il problema, provo a immaginarli quei vertici per centosettantanove fratelli e sorelle, svolti in sale fresche dall’aria condizionata, tra qualche pasticcino, ottimi e freschissimi succhi di frutta, e qualche tartina, come aperitivo perché tra poco devono cenare, e ogni sera la risposta di quei vertici è sempre medesima alla precedente, “anche oggi non siamo addivenuti ad alcuna decisione”.

Vengono in mente alcune citazioni sull’accoglienza, pensiamo ad una di Ghandi, “nessun uomo potrà mai capire un altro uomo se non vive anche un poco la sua vita” da quelle parole nacque poi la sua decisione che nelle comunità di tutta l’India almeno una volta a settimana ognuno dovesse lavare le latrine per poter capire la vita di un appartenente alla casta degli Intoccabili.

L’Italia con questi  atteggiamenti s’inerpica di antipatia ovunque, anche l’ONU in sostanza chiede che i migranti migrino nel nostro Paese, lo dice la Chiesa, lo dice il popolo di Catania, che ogni giorno in quel porto aumenta sempre di più, e non solo di attivisti o militanti di qualche sigla, scendono al porto intere famiglie, mamme vestite di nero e all’apparenza anziane, uomini che finiscono il turno di lavoro, una comunità che in quel porto s’incontra come in un Ramadan, la città a sera si stringe su quella nave. Gridano da tutto il mondo che vogliono che siano accolti, ma il tribuno del Ministero tira fuori parole inaccettabili per la coscienza, parole esaltanti per depravati dal sistema belle e spendibili, per altre terribili, penso alla “pacchia è finita”, “nemici in Europa? “Molti nemici tanto onore”, sembra essere tornati indietro, incuranti del male che quelle parole hanno fatto a centinaia di migliaia di persone, spesso si pensa  che alcune massime del periodo fascista venissero cancellate, mai più proposte, in Germania è accaduto che alcune massime naziste venissero cancellate, escluse dal vocabolario,  in Italia siamo ancora infarciti di frasi fasciste, che ogni tanto emergono, “volere e potere, molti nemici molto onore, spezzeremo le reni, taci il nemico ti ascolta”, e altre scemenze simili.

Il tribuno del Ministero ha tirato fuori la peggiore, come un salto indietro di oltre mezzo secolo vuole tirare fuori l’orgoglio italiano e che abbiamo tutti contro perché lui è giusto, gli altri no, se non è fascismo questo, qualcuno spieghi allo spettatore qual è.

Giorni di attesa, beffati dai ruoli di mass media, “essere salvati da una nave è l’ultima delle beffe per un migrante” gli organi di stampa e i social che amplificano il caso, rendendolo di “pubblico dominio”. È un occasione ghiotta per i Dracula della politica, succhiare quel sangue per fini elettorali, adunare attorno a sè il peggio del Paese, che si sa è maggioranza, e dargli l’orgoglio ed esternare la propria cattiveria, la poca attenzione ai diritti elementari, cose che invece di essere vergogna diventano virtù, il piacere di essere capace di “tirare fuori budella maleodoranti e putride dalla pancia, fatelo, oggi è possibile e andatene  fieri ” mentre loro, salvati da una nave di Stato, pagano lo scotto dell’opinione pubblica, a Lampedusa, Pozzallo e Siracusa gli sbarchi continuano al ritmo di cento al giorno, ma la luce da catturare è quella sulla Diciotti.

Furoni giorni terribili per lo spettatore, che sentiva frasi del tipo “che sono venuti a fare? Sono per lo più delinquenti, oppure da un aspirante Ministro donna come la Meloni, “bisogna bombadare le navi”, come fossimo nel pieno delle guerre tra Roma e Cartagine.

Come in tutte le favole tristemente belle, ammantate spesso di cattiveria e ingiustizia alla fine si trova una soluzione, la Comunità europea dividerà donne uomini e bambini, e non si sa con quale criterio,  in diversi stati, il tribuno del Ministero grida vittoria, “siamo riusciti a incastrare la Comunità Europea”.

Di questa storia ne abbiamo tratto una commedia documentario, commedia che nella prima parte del cammino è stata diretta da Carmina Melania Tramite, con apprezzabili risultati, commedia che sarebbe felice di girare e di essere vista, affinché quello che accadde in quei giorni non accadesse mai più…

Questo era l’auspicio di quel racconto rappresentata al Maschio Angiono il 24 giugno, purtroppo ci siamo sbagliati, questi episodi ormai sono sempre più comuni, e nel frattempo il Tribuno del Ministero utilizza la Madonna come una spada, gettandola in pasto ai fan come fosse un Iman invasato di odio, nella vera sfida che sta preparando, la supremazia cristiana sul resto degli abitanti del Paese, eppure nella carta Costituzionale è scritto che sono proibite nei comizi l’utilizzo di immagini e cose appartenenti a utilizzo confessionale.

Oggi come allora gli sbarchi su alcune spiagge italiane continuano grazie a barconi che funzionao come jet e garantiscono l’approdo su una spiaggia, però il viaggio su quel barcone costa di più, ma per chi li ha, ne vale la pena,  quelli che sono sulle navi e salvati, al contrario restano li, fermi, Dracula deve succhiare.

Tutte le immagini sono tratte dalla commedia “il caso Diciotti” e sono di Ferdinando Kaiser

 

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