Il caso di Sarno: una cultura familiare sbagliata

Sono convinti di non aver compiuto nulla, come in ogni copione la colpa è della ragazza che ha provocato. L’episodio analogo di Firenze un anno fa

Fa sempre male a qualsiasi comunità l’accadere di episodi che recentemente si sono svolti a Sarno.

I fatti raccontano di una ragazzina di 16 anni, scolara, e anche con buoni risultati di carattere aperto e spigliato, coraggiosa e rispettosa di se stessa e nei riguardi degli altri,  tutto questo fa di lei quello che si può definire la figlia che ogni padre vorrebbe.

La ragazzina è seduta tranquillamente in piazza, è passato un suo vecchio amico, forse fidanzatino, la invita ad andare con lui in un garage ove avrebbero fatto una festa. Ad un primo diniego il ragazzo ha insistito, al secondo ha accettato. Da quel momento l’inferno.

5 si, cinque ragazzi, (ora nel carcere minorile di Nisida) nessuno maggiorenne hanno scambiato il garage per la location di un film visibile su qualsiasi sito porno, quasi in tutti i siti porno ci sono categorie che riguardano la violenza di gruppo.

violenza4Questo non sta a significare che chiunque guardi un film sia soggetto a tutti i costi all’emulazione, quando uscì il film il “cacciatore” a centinaia ne morirono giocando alla roulotte russa, quando andarono di moda i film riguardanti la filosofia del kung fu, a decine furono le persone, adulte o adolescenti che si fecero male, e perfino quando andarono di moda gli “eroi del Wrestling” gli ospedali si riempirono di feriti spinti dall’emulazione dei divi di quel genere, tanto vero al punto che quando questi spettacoli andavano in onda una scritta sovrimpressa alle immagini recitava “attenzione non imitare, sono attori

Questi ragazzini, tutti minorenni, anche alla luce delle loro farneticanti dichiarazioni “non volevamo farle del male” oppure “ammettiamo che è stata una ragazzata, ma volevamo divertirci un po’” non si rendono conto del male che hanno prodotto, hanno “recitato” uno dei tanti film che si vedono in rete, così per divertirsi, e quel che è peggio che hanno perfino pensato che alla fine anche la ragazza si sarebbe divertita.

Cervelli in fuga dalla realtà, vaganti nelle fantasie di video e filmati che a lungo andare come in un video gioco hanno confuso tutto, ruoli, location, divertimento.

Su questa storia si stanno scrivendo pagine di tutti i generi, qualcuna anche non vera.

violenza1Ad esempio non è vero che la ragazzina in questione non abbia ricevuto messaggi di appoggio ma solo attacchi e insulti, non è vero, la ragazza ha ottenuto tanti messaggi di solidarietà e manifestazioni di stima per il coraggio dimostrato nell’andare a raccontare tutto alla legge, cioè al popolo. Ne ha ricevuti dal primo cittadino, agli amici di scuola, ai semplici frequentatori di social.

Purtroppo anche i 5 delinquenti hanno avuto dei messaggi, moltissimi insulti e qualche solidarietà, un centinaio, e comunque sono tantissimi, troppi per una società che voglia definirsi civile, perché in questa storia gli offesi siamo un po’ tutti noi, uomini donne e transgender. Ne esce offesa la sensibilità, l’amore e tutto ciò che ruota intorno alla sfera sentimentale e del buon vivere civile.

Il Padre di uno dei delinquenti ieri fuori il tribunale, molto provato e confuso, ha rotto il silenzio suo e dei parenti dei ragazzi come il suo coinvolto in questa follia degeneratrice e assassina, assassina si, perché alla ragazza è stata data una fine a tutti i suoi sogni, al suo istinto di fiducia nei riguardi del mondo, la ragazza non avrà mai più la vita e i pensieri che avrebbe voluto avere, la sua vita è cambiata in forma irreversibile, oltretutto queste vicende normalmente corrono il rischio di finire sempre più spesso in un modo ancora più tragico di quanto avvenuto nei dintorni di Sarno.

violenza-sulle-donneQuesto padre ha rotto il silenzio con una frase che finalmente rompe un muro di ignoranza, di educazione ai figli, ha dichiarato “se mio figlio è arrivato a tanto sono io il primo che devo porgermi delle domande su che razza di educazione gli ho dato” poi ha scosso il capo aggiungendo “la famiglia con mio figlio è stata carente”.

E’ vero, le famiglie sono carenti, in noi uomini non vengono date sin da bambino le basi per potere entrare nel mondo con la testa libera da qualsiasi pensiero sbagliato, dobbiamo affidarci solo alla nostra coscienza, per fortuna nella grandissima maggioranza dei casi, buona.

È accertato che le maggiori violenze e molestie avviene o quando c’è un branco, ma sopratutto tra le mura di casa, il femminicidio:  è praticamente intollerante dalla maggior parte degli uomini essere lasciati, c’è una cultura non dichiarata, quella della sorpresa dell’essere lasciati, effettivamente, io per primo, lo dico da uomo, non ho mai ricevuto da mia madre o padre l’educazione ad aspettarmi nella vita di tutto, anche di perdere la fidanzata o la moglie, e cosa avrei dovuto fare in quel caso.

Le madri e i padri dovrebbero far capire ai figli che nella vita ci saranno molte possibilità di essere lasciati soli, di non essere più accettati, di non piacere più.  Anzi, a volte accade proprio il contrario, quando un adolescente viene lasciato dalla ragazza e entra in un periodo di solitudine e in aperta crisi, i genitori, invece di far porre al ragazzo la domanda di cosa sia accaduto e perché, proteggono il figlio accusando la fidanzatina di non essere alla sua altezza.

brancoLo stesso accade per il branco, difficilmente i genitori insegnano la dolcezza e nella realtà delle cose cosa sia il divertimento, e che il genere considerato più debole vada lasciato in pace, in casa con i figli si parla poco e non si pratica una corretta educazione, l’omofobia è imperante. i figli ammettiamolo, sono abbandonati avanti un pc per giornate intere ove confondono realtà e finzione, ove praticano sulle bacheche di amiche e amici post dal chiaro sapore offensivo e omofobo. Non li ferma niente e nessuno.

La ragazza ora è accusata da quelle poche decine di villici ignoranti “una che se lo cercava

Minigonna, ragazza troppo aperta, disinvolta e troppo spesso sorridente verso gli appartenenti all’altro sesso.

È una storia vecchia quanto il mondo, c’è sempre per costoro la possibilità di farla franca, come la fecero franca sei uomini a Firenze un anno fa assolti perché la ragazza violentata era risaputo a tutta la città quanto fosse “leggera”, quindi se lo è cercato.  Il problema è questo, che bisognerebbe educare anche che ognuno è libero di essere come sceglie, è una lezione difficile e che deve partire prima di tutto tra le mura di casa

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  • valerio levante
    2 luglio 2016 at 2:24 - Reply

    L’anticamera della violenza domestica

    Condivido perfettamente nell’analisi dell articolo, la famiglia è responsabile dell’educazione dei figli, non c’è dubbio-

    Ma nell’articolo si tace ad esempio di tutta un’altra serie di molestie o violenze più psicologiche e subdole ai danni delle compagne della vita.
    Credo ci sia un movimento trasversale che va da destra a sinistra, che è convinto di essere comunque padrona della donna che dicono di amare.
    Uomini che di fatto impediscono alla compagna di casa di svolgere qualsiasi passione che non sia promossa dal lui di turno, quindi impedire qualsiasi attività extracoppia, come quella politica, sindacale o sportiva, e ludica.
    Uomini che controllano i cellulari, che spiano nei segreti della compagna, che artefanno i loro profili sui social, che ripudiano per un po’ di ritardo di ritorno a casa.
    Tutto questo è nascosto dietro un sentimento considerato-gelosia- ma altro non è che senso del possesso, molto pericoloso e pronto ad esplodere alla prima notte negativa

    • Vincenza Muto
      Vincenza Muto
      2 luglio 2016 at 11:22 - Reply

      Condivido pienamente, grazie del contributo