IL CARO ACQUA

La questione degli aumenti delle tariffe ABC

Ciro e Franco sono incazzatissimi perché hanno appena ricevuto una salatissima bolletta dall’ABC (Acqua Bene Comune).

Ciro è un lavoratore con uno stipendio che si avvicina ai 1.200 euro; Franco è da un lustro in pensione e prende al mese più o meno quanto l’altro.

La bolletta di Ciro segna 360 euro; quella di Franco addirittura 640.

Nessuna perdita d’acqua e nessun restyling con vasche idromassaggi o mini piscine.

Ciro e Franco pagano l’inadeguatezza dell’amministrazione de Magistris e del commissario ABC, due personaggi che un po’ si somigliano.

Quando fu nominato l’attuale commissario, il sindaco di Napoli , a parole contro i commissariamenti, promise che entro due mesi avrebbe nominato un nuovo C.d.A. Sono passati quasi due anni, ma il commissario è ancora lì. Ora però veniamo al “caro acqua”, leggiamo come il commissario ABC ha giustificato gli aumenti.

“Le tariffe idriche sono rincarate perché l’ABC ha acquisito dal Comune di Napoli la gestione della rete fognaria”, dice il commissario.

E’ una falsa affermazione, anzi è furbescamente ingannevole.

E’ vero che la rete fognaria è sempre stata gestita dal Comune, ma è vero pure che il costo del servizio idrico è sempre stato pagato dai cittadini-utenti attraverso le bollette emesse dall’ARIN, poi dall’ABC… Per il servizio riscossione, l’ABC ha sempre ricevuto un corrispettivo (agio) del 4%. Ora quindi il servizio “riscossione” dovrebbe essere per conto proprio, non più per conto del Comune e, di conseguenza, l’Azienda dovrebbe avere la possibilità d’incassare l’intero importo, non solo il 4% del corrispettivo. Considerando che le fogne sono sempre le stesse, “l’acquisizione della gestione della rete fognaria”, dovrebbe per logica alleggerire le bollette, non gravarle di ulteriori costi.

“E’ iniziato un processo di progressiva migrazione delle attività inerenti al ciclo fognario dal comune verso l’ABC”, dice ancora il commissario.

Ed è un’affermazione tutto sommato vera. Qual è però il vero problema?

Due anni fa l’ABC acquisì le pompe di sollevamento (e con esse cento lavoratori) senza alcun piano industriale, lasciando anzi le tariffe delle fogne in titolarità del Comune. Cioè, tradotto in soldoni: un costo di 10.000.000 di euro all’anno in più per l’ABC.

“La possibilità d’investimenti frenati anche da un vecchio sistema tariffario che ne faceva ricadere per intero l’onere sul gestore”, continua a dire il commissario.

E’ una stupidaggine. Il gestore, che non è una banca e quindi non può disporre di risorse proprie, ha sempre fatto investimenti, sia con la vecchia tariffa sia con la nuova, recuperando le “risorse” esclusivamente dai cittadini-utenti. Eccezionalmente, può ricevere finanziamenti straordinari dallo Stato o dall’Unione Europea.

Rispolverando la memoria sui grandi investimenti… l’Arin rifece daccapo l’acquedotto del Serino, lungo 70 km, pagandolo con i fondi della legge 219 sul terremoto.

“Per registrare apprezzabili risultati di miglioramenti del servizio, ci vorrà un tempo variabile tra i diciotto e i ventiquattro mesi”, dice sempre il commissario.

Mah, che dire? A me arriva come una scappatoia, un modo per spostare in avanti il problema. E a voi?

Le tariffe idriche di Napoli, tra i comuni capoluogo, si posizionano ancor oggi tra le più basse d’Italia”, tuona fiero il commissario.

Ed è un tuonar bugiardo. Nel novembre del 2018 su Repubblica Napoli uscì un’articolata analisi, nella quale emergeva che fino a pochissimi anni fa Napoli, tra le grandi città, era quella con le tariffe più basse. Ora, invece, è diventata quella con le tariffe più alte.

Come scrissi in un precedente articolo (Il grande bluff del 3/12/2017), le precedenti gestioni dell’ABC approvarono per il quadriennio 2016-2019 un aumento tariffario pari al 6% annuo (come da media nazionale). L’attuale commissario, nel novembre del 2017, con delibera 42, rincarò la dose di un altro 6 %, a partire dai due anni precedenti e su bollette già pagate!

Di ciò che sta avvenendo anch’io ho qualche responsabilità. Avrò probabilmente commesso qualche errore comunicativo nel momento in cui ho tentato di svelare le maldestre manfrine del Palazzo.

Mi credete, però, se dico che comincia a darmi molta noia puntare il dito sul sindaco di Napoli?

E’ chiaro a me, e ormai pure a voi, che lui con la “sinistra” non ha nulla da spartire.

Così come non mi hanno per niente sorpreso le “giustificazioni” del commissario ABC. E’ un imprenditore…

La mia rabbia, semmai, è rivolta verso quella parte della compagneria che ogniqualvolta si alza una critica verso il sindaco (ABC, ANM, servizi sociali, la questione schifosa della Nino Bixio…) preferisce girare la testa da un’altra parte.

Se oggi Ciro e Franco, un lavoratore e un pensionato (la nostra classe, diavolo!), patiscono un ulteriore patimento, forse la responsabilità è soprattutto nostra

 

 

 

Un commento

Lascia risposta

*

*

  • Amilcare
    9 maggio 2019 at 15:32 - Reply

    Ci spremono come limoni e poi ci butteranno via…facendoci morire prima di arrivare alla pensione…gia’ oggi per arrivare a riprenderci i soldi nostri dovremmo arrivare a 96 anni…
    Le bollette dell’acqua aumentavano lentamente negli anni…adesso i “vampiri” assetati del nostro sangue non hanno remore
    e colpiscono ben sapendo che noi non abbiamo armi per difenderci e possiamo solo esprimere qualche protesta, magari scendere nella famosa piazza a manifestare…ma non cambia nulla, questi continuano a campare allegramente sulle nostre spalle…