Il branco in gabbia

Terminata la caccia agli stupratori di Rimini. Ora sul tappeto resta il tema della violenza ai danni delle donne. Salvini invoca la sharia. I dieci comandamenti

Sono al sicuro, chi si è costituito perché gli è stato “ordinato dal padre” chi per paura di una vita in perenne fuga, chi invece è stato catturato mentre, a dire dei funzionari di Polizia, cercava di raggiungere la Francia in treno.

La loro triste e scombinata avventura nei mari della libertà si è spesa in due giorni, dal momento che sono state rese pubbliche le  immagini di sbandati di città.

I fatti: una coppia di turisti conosce un gruppo di 4 magrebini, contraddicendo la prima versione che racconta che i due turisti fossero in spiaggia in momenti d’intimità.

Il gruppo chiacchiera e poco dopo tutti insieme si recano sulla spiaggia, ove accade l’irrimediabile, i 4 uomini picchiano e immobilizzano il compagno e stuprano come nelle peggiori e mal riuscite sceneggiature di un film porno la giovane donna polacca.

A stupro consumato i quattro trionfanti della loro virilità abbandonano al loro dolore fisico e mentale i due polacchi.

Ma evidentemente l’appetito per costoro non è terminato, e ripetono la stessa storia ai danni di un trans nella prossimità del centro. È grazie a quest’ultima donna e alla sua lucidità che i quattro ora sono in gabbia.

Da quel momento si scatena una ridda di opinioni, molte razziste,altre sessiste.

Ovviamente dal carrozzone razzista della ditta Salvini-Meloni &C si impreca contro gli immigrati, “vengono rubano delinquono” e, cavalcano i desideri del malessere degli italiani che preferiscono dargli il loro sostegno elettorale, la parola d’ordine è “castrazione chimica” i due, deputati non sanno che proprio loro, antislamici, crociati, di fatto chiedono l’applicazione della Sharia, se agli stupratori si applicasse la castrazione chimica, sarebbe allora giusto che ai ladri venissero tagliate le mani, in quel caso nel partito di Salvini sarebbero in tanti a dovere indossare un uncino al posto delle mani tagliate, a cominciare da alcuni suoi ex dirigenti che devono risarcire lo Stato per quanto rubato.

Eppure i dati parlano chiaro, nella famosa “invasione” che gli immigrati starebbero perpetrando ai danni nostri e del Paese le violenze sessuali sono 904 nell’ultimo anno, tantissime, un numero esagerato, ma sempre inferiore alle 1600 praticate da italiani ai danni di donne, italiane e straniere.

In questi giorni l’ondata razzista ha preso fiato, attraverso manifesti dei fascisti di “Forza nuova” che ha resuscitato un manifesto della Repubblica di Salò, che serviva per mettere paura agli italiani di cosa sarebbe potuto accadere con l’arrivo degli alleati, che come si sa erano bianchi neri e asiatici.

La fronda razzista ha poi preso di mira anche il Presidente della Camera Boldrini, lei, rea di non aver detto nulla a proposito dei fatti di Rimini, l’accusa? Perché nordafricani e pertanto ha preferito il silenzio.

Il principale giornale di Napoli, il Mattino, in un editoriale di oggi a firma del Dott Massimo Adinolfi, si lancia invece in pindarici voli, asserendo che comunque le violenze sessuali perpetrate dagli stranieri sono tantissime, per mantenere la giusta percentuale tra italiani e stranieri quest’ultimi non dovrebbero violentare le donne e il codice per più di 157 volte, e non i 904. Secondo il dott. Adinolfi infatti gli italiani sono 50 milioni e gli stranieri solo 5, il calcolo di percentuale non fa una grinza.

In questi giorni di grandi tesi e parole c’è stato anche uno sgangherato intervento di un mediatore culturale, che non si sa su quali rapporti scientifici ha asserito che “La violenza sessuale all’inizio è brutta e può far male, ma dopo i primi minuti diventa un rapporto normale e la donna riesce anche ad avere un’orgasmo, cioè piacere”.

Ammettiamo che le donne da sempre sono viste come strumento di sollazzo maschile, nonché di supremazia, non c’è invasione che non contempla stupri, e a tutte le latitudini, ricordiamo che un generale sovietico, avvertendo il pericolo di quello che sarebbe potuto accadere a Berlino nei giorni della liberazione chiese a Stalin “delle donne che ne dobbiamo fare?” e Stalin rispose “quello che volete, sono vostre”

La verità è, a mio modesto avviso, nel silenzio che si perpetra ai danni delle donne, non c’è educazione, altri direbbero prvenzione, dalla famiglia alla scuola su questo tema c’è un colpevole silenzio, non se né parla se non a fatti avvenuti.

Chiedo ai lettori di questo modesto blog, soprattutto ai maschi, ma vostra madre, la vostra maestra elementare vi ha mai detto che una donna va rispettata in tutte le sue decisioni? Che non si tocca, che bisogna attendere il suo volere? La violenza sessuale è un crimine, ma le mamme e le maestre c’insegnano a rispettare il padre e la mamma, a non rubare, a non fare falsa testimonianza, a non attraversare la strada col rosso e a praticare la raccolta differenziata, ma quanti di voi hanno avuto l’insegnamento al rispetto della donna, al pericolo che una storia d’amore può finire e che la donna non è proprietà acquisita da un contratto matrimoniale?

Questo rispetto che manca anche nei sacrali 10 comandamenti, scritti in un periodo che lo stupro era attività consolidata ai danni di omosessuali, donne e animali, Forse il Signore Iddio avrà dimenticato d’inserirlo, è stata una grave mancanza

Gli stupratori ora sono al sicuro, purtroppo le donne no

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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