Il 4 marzo ricordiamoci di mettere al centro i Parchi

L’infrastruttura verde alla base della pianificazione e gestione del nostro Paese

Di Guido Liotti Lo Sguardo che Trasforma- Gente green

Sono passati quasi trent’anni, per l’esattezza ventisette, dalla promulgazione dell’illuminata legge dello Stato n°394 che completava il quadro di tutela nazionale delle aree protette. Oggi sembra quasi  cha abbiamo dimenticato che questa legge,  con pochi difetti e tanti meriti,  sia  arrivava a culmine di un  lungo percorso di battaglie ambientaliste e di tutela del territorio che partiva allargando esponenzialmente  le esperienze dei due Parchi storici, Abruzzo e Gran Paradiso ,istituiti nei primi anni  dello scorso secolo come nel caso dei nostri gioielli Campani,  il Parco del Vesuvio ed il Parco del Cilento e Vallo di Diano.

Un moto positivo che è andato solo crescendo e  che ha visto anche la diffusione della rete natura di aree più piccole, le riserve dello Stato  o regionali  le riserve marine, le aree SIC e ZPS, le Oasi WWF,  Lipu e Legambiente,  per approdare con un effetto di contagio positivo all’istituzione di Parchi regionali oltre alle riflessioni  avanzate sul verde peri – urbano, il  verde di “risulta” delle nostre aree urbane.

Un’onda  verde che provava ad arginare quella grigia del cemento  e gli inquinanti al seguito che tanto suolo prezioso ha consumato in questi ultimi 70 anni .

Un momento particolarmente felice l’ho registrato in prima persona, appena 15 anni fa. Anch’esso conseguenza diretta della 394 nella nostra Regione. Nel 2003, infatti, si completò il quadro di tutela del nostro territorio, avviato in prima battuta con  l’istituzione dei parchi regionali per la tutela di aree pregiate dal punto di vista naturalistico della legge n° 33 del 1993 , grazie alla legge n°17 per i parchi urbani di interesse regionale. La legge 17 conteneva come modello virtuoso il progetto pilota del Parco Metropolitano delle Colline di Napoli che vede un mio contribuito diretto per la sua costituzione ed un impegno operativo nei  pochissimi primi felici anni nell’Ente preposto alla sua gestione. Si dava forza con questa  legge ad azioni interessanti ed innovative a livello europeo per il riequilibrio ecologico della nostra area metropolitana e per le delicate aree peri urbane di tutta la Regione.

Ma qualcosa si ruppe in quel processo, un giocattolo forse non libero da qualche difetto. Per mia esperienza diretta ora a distanza riesco a  leggere questa contraddizione, questo cambio di tendenza già qualche anno prima delle battute di arresto conclamate del 2009 che a catena toccheranno tutto il sistema Parchi e riserve del Paese su tutte le scale territoriali.  Le avvisaglie a osservare bene erano presenti già all’indomani del punto di massima attenzione sul tema che identifico, nella grande Convention sull’Educazione Ambientale che si tenne a Genova nel 2000, stimolata in particolare da una FederParchi attivissima e realmente influente a quei tempi.

Dopo quel momento mentre, come raccontavo, si andavano completando tasselli fondamentali del sistema in parallelo e gradualmente si  avvio una vera e propria slavina che vede la sua accelerazione finale, il suo deflagrare proprio in questi ultimi anni, la spirale del disastro tra incendi, con la ferita enorme di quest’ultima estate, ed i problemi anche collegati di dissesto idrogeologico , solo per citare qualcuno degli  effetti conclamati. Un analisi delle concause che hanno portato a questo disastro resta complessa e semplice al contempo  ma  pur sempre riconducibile ad una causa più profonda che riguarda la nostra sfiducia profonda sul futuro.

Lo vediamo anche riguardo al fatto che alla  maggiore presa di coscienza da parte di tutti  riguardo al tema del Climate Change non corrispondano azioni coerenti, certo non solo nel nostro Paese. Un’ assenza  inquietante di azioni incisive su un tema così importante per i riequilibri e  le compensazioni a cui dobbiamo pensare anche egoisticamente per la nostra sopravvivenza.

Si c’è ancora molto da fare per diffondere conoscenze senza creare allarmismi, un  pessimismo  prezioso per stimolare l’azione di cui parlava qualche giorno fa anche Camilleri. Non meno di trent’anni di educazione ambientale parlo per la nostra nazione e su esperienza diretta hanno certamente prodotto soggetti più consapevoli, l’illuminazione di pochi  è stata trasmessa, ma com’è mai allora non cambia niente?

Spero sia chiaro che non  si tratta più solo di combattere l’ignoranza riguardo a tali  tematiche  è in atto nel profondo una vera e propria rimozione  collettiva  del problema, non può esserci altra giustificazione.

Sembra quasi che aumenti uno scoramento profondo, una sensazione di impotenza che lascia spazio alla rimozione di cui parlo. La rimozione  si traduce quindi  in una sorta di “imbambolamento” in uno spaesamento collettivo.  

E torno ai Parchi che a mio avviso sono la cartina di tornasole di questa contraddizione

Dopo il 4 marzo cerchiamo di svegliarci da questo “imbambolamento”. Per poterlo fare facciamo un piccolo ma prezioso sforzo in questi ultimi giorni. Con una lente di ingrandimento, osserviamo i programmi minuziosamente, scorgiamo sul serio le competenze che si sono offerte all’agone politico e diamo il voto solo a chi rimette seriamente in agenda il tema della tutela e gestione  del sistema Parchi anche nel rispetto della legge 394 oggetto di assurdi attacchi in questi ultimi anni .

La nostra “infrastruttura verde” deve essere alla  base di qualsiasi ragionamento per la pianificazione del  Paese.

Ritorniamo a parlare seriamente di tutela dell’agricoltura di qualità, sicurezza in termini di protezione  dal dissesto idrogeologico, salute, bellezza conservazione della natura e del paesaggio, turismo sostenibile, empatia con gli elementi e tant’ altro ancora, questi  grandi laboratori e scrigni preziosi  per la nostra vita che sono i Parchi,possano offrire per una nostra sana trasformazione.

Considero  questo scritto solo un primo appuntamento- incipit  per parlare e ragionare con voi in modo approfondito della tematica  su casi che ci interessano molto da vicino.

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  • Marianella Sclavi
    1 marzo 2018 at 9:38 - Reply

    Grazie Guido ! Mi ha interessato molto il tuo accenno alla legge 394.. forse per riaccendere la speranza e fiducia in futuri desiderabili dovremmo fare un elenco delle leggi pionieristiche a livello mondiale che abbiamo e che spetta a noi cittadini far applicare.

    Non so ancora per chi votare. Tu cosa ne pensi della ministra per la agricoltura e verde proposta dai % stelle ? Ho letto finora tutti commenti positivi.

    Mahh..

    un caro saluto

    Marianella

  • Juanma
    5 marzo 2018 at 16:45 - Reply

    Partecipato,grazie