I passi veri e i passi falsi della cannabis

Oggi 218 parlamentari hanno espresso il loro consenso a favore della legalizzazione della cannabis nel nostro paese. Dalla storia al presente, percorriamo il cammino di questa pianta e facciamoci un’idea sulle motivazioni della proposta.

L’Intergruppo Cannabis Legale, fondato la scorsa primavera dal senatore Benedetto della Vedova, ha qualche ora fa presentato alla Camera il disegno di legge definitivo che demolirebbe il proibizionismo italiano. Ben 218 sono state le adesioni al suddetto ddl raccolte a Montecitorio quest’oggi, cerchiamo innanzitutto di capire i dettagli dell’argomento studiando le proprietà della famosa “droga leggera”, infine analizziamo i punti della proposta in specie. Sin dati tempi del Neolitico le fibre di canapa sono state utilizzate per migliaia di anni nel campo tessile e come materiale da produzione di corde, vele, carta, concimi; l’Italia, agli inizi del Novecento, era seconda solo alla Russia nella coltivazione della pianta. Di fondamentale importanza fu l’uso della canapa nella realizzazione delle case e delle prime automobili in serie per esempio (Ford nel 1923), alimentate anche da una sorta di Biodiesel, combustibile derivante dall’olio dei suoi semi. Le proprietà nutritive e terapeutiche della cannabis sono eccezionali: tanto per fare un esempio che confermi allo stesso tempo le due funzioni, l’apporto proteico del seme permette di ottenere il massimo nutrimento per chi soffre di tubercolosi e di altre malattie che provocano un blocco del sistema digestivo, inoltre l’effetto più rivoluzionario sarebbe quello antitumorale. Questo valore nutrizionale e curativo della canapa è unico in natura, ed è stato scientificamente provato, ma certamente non dobbiamo tralasciare la caratteristica psicoattiva della sostanza: l’agente che provoca alterazioni si chiama THC, chiaramente tutto cambia a seconda del quantitativo assunto presente nei fiori o nella resina. Gli effetti variano dall’euforia al rilassamento massimo, passando per percezioni dei sensi alterate ma anche riduzione sostanziale del dolore, eppure mai è stato documentato un caso di overdose. La disputa in atto si gioca in campo neurologico, e mette a confronto due tesi opposte. La prima sostiene la perdita di neuroni, che provoca un danneggiamento alla memoria, e l’altra studia invece la proliferazione degli stessi in seguito al consumo di cannabis. Quali sono i passi veri e quali quelli falsi? La verità è che ogni eccesso è un difetto e può provocare danni, tutta l’industria farmacologica è fondata sugli “effetti collaterali ANCHE GRAVI”, ma gli studi sull’utilizzo in medicina della canapa ci confermano questa tesi tanto quanto quella degli effetti positivi del prodotto che è naturale, e tale dovrebbe restare. Perciò sicuramente una soluzione può essere regolarizzarne il consumo, in modo che ognuno possa scegliere, invece di demonizzarlo e lasciarlo in mano alla malavita. Se è giusto il proibizionismo, come mai l’alcool è legale? Tra gli effetti del consumo eccessivo di cannabis non esiste l’aggressività, prerogativa invece dell’assunzione di alcolici. Per non parlare del tabacco, di cui conosciamo benissimo le conseguenze dannossissime. Con questi preamboli, tornando al disegno di legge presentato oggi, ognuno giudicasse i suoi contenuti:
“- Si prevede la possintergruppo-cannabis-legaleibilità di detenere 15 grammi di cannabis presso il proprio domicilio e 5 grammi quando ci si trova fuori casa. Rimane comunque illecito e punibile il piccolo spaccio di cannabis, anche per quantità inferiori ai 5 grammi. È inoltre consentita la detenzione di cannabis per uso terapeutico entro i limiti contenuti nella prescrizione medica (anche al di sopra dell’uso ricreativo).
– É possibile coltivare piante di cannabis, fino a un massimo di 5 di sesso femminile, in forma sia individuale, che associata. Per la coltivazione personale è sufficiente inviare una comunicazione all’Ufficio regionale dei Monopoli competente per territorio e non è necessaria alcuna autorizzazione. I dati trasmessi sono inseriti tra i “dati sensibili” del Codice Privacy e non possono essere né acquisiti, né diffusi per finalità diverse da quelle previste dalla procedura di comunicazione.
– Per la coltivazione in forma associata, è necessario costituire una associazione senza fini di lucro, sul modello dei cannabis social club spagnoli, cui possono associarsi solo persone maggiorenni e residenti in Italia, in numero non superiore a cinquanta. Anche in questo caso, ciascun cannabis social club può coltivare fino a 5 piante di cannabis per ogni associato.
– È anche prevista la vendita di cannabis al pubblico. Produzione e vendita al dettaglio saranno sottoposte al monopolio di stato e vigerà divieto di importazione ed esportazione. Per le attività soggette a monopolio sono previsti principi (tracciabilità del processo produttivo, autorizzazione per la vendita al dettaglio solo in esercizi dedicati esclusivamente a tale attività, vigilanza del Ministero della salute sulle tipologie e le caratteristiche dei prodotti ammessi in commercio e sulle modalità di confezionamento, ecc. ecc.), la cui attuazione è delegata a tre decreti ministeriali. La violazione delle norme del monopolio comporta, in ogni caso, l’applicazione delle norme di contrasto alla produzione e al traffico illecito di droga.
– Il consumo di cannabis è vietato nei locali pubblici ed anche in ogni spazio aperto al pubblico: sarà cioè vietato consumare cannabis anche per strada e nei parchi.
– Come per l’alcol, la legalizzazione della cannabis non comporta l’attenuazione delle norme e delle sanzioni previste dal Codice della strada per la guida in stato di alterazione psico-fisica. Secondo il testo proposto dall’intergruppo <rimane aperta comunque la questione relativa alle tecniche di verifica della positività al tetroidrocannabinolo che attestino un’alterazione effettivamente in atto, come per gli alcolici>.
– Il ddl stabilisce anche che il 5% dei proventi derivanti dalla tassazione della vendita della cannabis debbano essere destinati al finanziamento dei progetti del Fondo nazionale di intervento per la lotta alla droga. Inoltre, i proventi delle sanzioni amministrative relative alla violazione dei limiti e delle modalità previste per la coltivazione/detenzione di cannabis, saranno interamente destinati ad interventi informativi, educativi, preventivi, curativi e riabilitativi, realizzati dalle istituzioni scolastiche e sanitarie e rivolti a consumatori di droghe e tossicodipendenti.”

No commento

Lascia risposta

*

*