I GREEN VERSO L’ASSEMBLEA NAZIONALE A NAPOLI SABATO 11 MARZO

Intervista allo staff dei Green Italia a pochi giorni dall'Assemblea, Carmine Maturo candidato portavoce Nazionale
In un’incontro preparatorio all’Assemblea dei Green che si svolgerà al Maschio Angioino Sabato 11 Marzo (in diretta su Radio Radicale) con partecipazioni importanti come il Governatore della Puglia e candidato alla segreteria nazionale del PD, nonché Civati e con il saluto al movimento del padrone di casa, il Sindaco Luigi de Magistris, abbiamo posto alcune domande agli organizzatori dell’Assemblea Nazionale, sia su cosa ci si aspetta da questo Assemblea, che ha tutta l’aria di essere quello che è per altri partiti e movimenti  un congresso, sia sulle aspettative ambientaliste e la loro importanza nella nostra città e nel Paese
mat greenQuando e perché è nata Green Italia?
“Green Italia” è nata tre anni fa, con l’obiettivo di contribuire a riportare l’ecologia nella politica italiana nel solco di cultura e di programmi dei Verdi europei. “Riportare” perché in passato questa presenza vi è stata, e ad essa si devono molti dei risultati migliori ottenuti dall’Italia in questi campi, dalla legge sui parchi alle norme che hanno consentito il decollo delle energie rinnovabili.
In tre anni ci siamo sentiti ripetere spesso, anche da interlocutori amichevoli, che “l’ecologia e l’ambientalismo non bastano“, che parlarne è un esercizio lodevole ma che ci vuole #Benaltro .
L’orrido signor #Benaltro però ha un pessimo curriculum. E’ anche per colpa sua  se le istanze ecologiste e ambientaliste sono oggi ignorate da quasi tutti i partiti italiani. Il prezzo di questa “eclissi” non lo ha pagato solo l’ambiente: perché l’ecologia sempre di più è un ingrediente essenziale di politiche economiche e sociali avanzate e capaci di contrastare i rischi di declino che corrono l’Italia e l’Europa.
Ma dire, dirci che avevamo ragione noi non basta. Dobbiamo soprattutto
imparare a spiegarci meglio.
Da cosa è nata la vostra esigenza di offrire agli italiani un nuovo soggetto politico come il vostro?
Dobbiamo convincere che migliorare la qualità ambientale significa soprattutto migliorare la vita delle persone: perché l’inquinamento danneggia la salute prima della natura, perché i cambiamenti climatici già oggi provocano danni sociali ed economici rilevanti, perché avere città più sostenibili con meno consumo di suolo e una mobilità non più basata su automobili e autostrade significa rendere più comoda e sana la vita quotidiana degli italiani, perché mettere in sicurezza il territorio dal rischio sismico e idrogeologico vuol dire proteggere la vita e il benessere di milioni di cittadini.
Perché l’Italia si prenda finalmente cura dei suoi grandi problemi, di quelli che condivide con il resto del mondo e di quelli specificatamente suoi, occorre ridare voce e spazio a un soggetto politico ecologista.
architettoCosa vuol dire oggi essere ecologista?
Per noi di “Green Italia”, essere un partito ecologista significa di più che mettere l’ambiente in alto nell’elenco puntato dei propri programmi.
Essere un partito ecologista significa scegliere la chiave ecologista per interpretare la realtà in cui siamo immersi e per costruire la strategia per cambiarla profondamente e radicalmente, visto che non ci piace affatto.
Un partito ecologista lotta per il lavoro?
Certo. Lotta per i dritti dei lavoratori, per la sicurezza sul lavoro, per la dignità che il lavoro deve garantire come esseri umani… Ma si domanda anche: quale lavoro? A quale prezzo? Intorno a noi il mondo sta cambiando rapidamente, cambiano anche il capitalismo e il mercato.
E’ opinione diffusa che le tematiche ambientaliste siano solo sogni nel cassetto e pertanto impresentabili, come rispondete a ciò?
La dematerializzazione dell’economia farà letteralmente scomparire moltissimi dei lavori, dei posti di lavoro così come fino ad ora li abbiamo concepiti. Ancora: troppe persone oggi, anche in Italia, sono costrette a scegliere tra lavoro e salute, perché il lavoro che fanno li fa ammalare e perché fa ammalare comunità e territori.
La conversione ecologica dell’economia e della produzione, dunque, non è solo auspicabile per un generico bene dell’ambiente: è fondamentale e strategica perché il lavoro ci sia e perché sia stabile, solido, sicuro, sano.
Un partito ecologista lotta contro la disuguaglianza?
Certamente sì. Non c’è nulla di più distributivo della sovranità energetica delle persone e dei territori dello strapotere delle oligarchie del petrolio. Nulla di più nemico della sovranità alimentare dei popoli di un’agricoltura dominata dalle multinazionali del “cibo spazzatura”. E, d’altra parte, non c’è nulla di più “socialmente giusto” dell’economia circolare che consente di sconfiggere la logica delle mega-discariche, degli inceneritori, delle eco-mafie.
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Un partito ecologista lotta contro le guerre, per i migranti e per l’accoglienza?
Assolutamente sì, e ancora più duramente perché non si scorda che a nutrire le guerre ci sono le risorse scarse, in particolare quelle fossili (che alimentano un sistema energetico inquinante); perché sa che i cambiamenti climatici sono già ora e saranno sempre di più in futuro la causa di guerre, di tensioni geopolitiche, di grandi migrazioni.
Un partito ecologista si batte per “più Europa”? 
, la scelta di campo europeista è per noi, come per i Verdi europei,  un’opzione strategica irrinunciabile. Vogliamo “più Europa”, vogliamo un’Europa più forte e democratica. Per questo rifiutiamo ogni tentazione di uscita dall’euro o di delegittimazione di istituzioni comuni come la Commissione o la Banca centrale europea, di cui pure non condividiamo molte scelte.
L’uscita dall’euro non è una questione tecnica: è la chiara scelta politica di rinunciare a un quadro di regole e di prospettive comuni, è un’“arma di distrazione di massa” rispetto ai veri nodi da affrontare dall’economia alle politiche energetiche, dall’immigrazione alle questioni culturali.
Non si fermano i cambiamenti climatici, non si limita l’influenza di Putin, non si sconfiggono in Italia l’evasione e l’elusione fiscale rinchiudendoci ognuno – noi italiani e gli altri – nei nostri vecchi confini nazionali: questo, anzi, equivarrebbe a perdere del  tutto la nostra sovranità legandoci mani e piedi al “carro” di chi – la Cina, gli Usa, la Russia – ha dimensioni tali da poter contare e pesare da solo.
Invece bisogna costruire un consenso ampio per cambiare l’Unione europea, rendendo più efficace e trasparente il suo funzionamento e superando il “dogma” dell’austerità: solo così , agendo sia sul piano politico sia su quello istituzionale, si riusciranno a sconfiggere nazionalismi e sovranismi.
Vi definite un piccolo Movimento con grandi idee?
In Italia siamo nati tre anni fa e oggi siamo circa tremila iscritti, le zone dove siamo maggiormente rappresentati sono, Roma il Friuli e Napoli, città fondamentale per i diritti ambientalisti, dove procede la raccolta differenziata e dove dobbiamo condividere con l’attuale amministrazione alcuni successi che hanno reso la nostra città più bella e sostenibile, si, ancora la strada è lunga, ma la liberazione del lungomare dalla massa di auto e piombo e altre scelte hanno fatto si che le nostre istanze siano state accettate e condivise, anche su Bagnoli c’è da ammettere che anche grazie al nostro apporto è finora stata impedita ogni specluazione e colate di cemento.

civatiSono battaglie importanti all’apparenza titaniche, avrete dei compagni di viaggio o preferite fare tutto da soli?

Siamo consapevoli che vincere queste sfide richiede forze più grandi delle nostre, per questo abbiamo cercato di dialogare, se possibile di incontrarci con altri che avevano le nostre stesse ambizioni e nutrivano le stesse speranze. In particolare, vista la situazione di fluidità e movimento che si registra nel campo largo della sinistra, riteniamo necessario interloquire e auspicabilmente collaborare, sulla base della nostra “agenda” di priorità, con tutti i soggetti impegnati in questo sforzo di ridefinizione politica e programmatica.
 Negli ultimi mesi, abbiamo sviluppato una collaborazione ricca e proficua con “Possibile”, il movimento – oggi il partito – promosso da Pippo Civati: collaborazione cominciata con la comune battaglia contro il decreto “Sblocca-Italia” e mai più interrotta, dalla promozione dei referendum ecologisti, alla campagna “No-Triv”, al lavoro fatto insieme sui temi della sovranità energetica, al tavolo con le associazioni di categoria e ambientaliste, fino alla recentissima campagna congiunta #PrimaDelDiluvio e alla “Costituente delle idee” che si è tenuta a Roma solo 2 settimane fa.
In uno spirito analogo, vogliamo proseguire e intensificare il nostro dialogo anche con altri “cantieri politici” aperti: naturalmente con i Verdi italiani, cui ci lega il comune riferimento europeo, e poi tra gli altri con il “Campo progressista” promosso da Giuliano Pisapia, con “Sinistra italiana” ma anche con demA che da tempo a Napoli già c’è ampia collaborazione.
L’obiettivo è creare le condizioni per offrire agli italiani l’offerta politica di un “polo” ecologista, progressista, europeista, laico, alternativa credibile e rigorosa ai populismi di ogni colore e alle larghe intese conservatrici che governano l’Italia e gran parte dell’Europa.
Hanno partecipato alla discussione: Carmine Maturo, candidato portavoce del Movimento, Guido Liotti, Graziella Carotenuto, Franceso Escalona, Antimo di Martino
Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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