Horror vacui ed espressione del dissenso nel Consiglio Comunale di Napoli….

“Essere in aula o non essere in aula… questo è il dilemma dei consiglieri comunali?”

7 agosto. Sono le sei e trenta del mattino ed ho gli occhi arrossati. Sono attaccato alla diretta streaming della seduta del Consiglio Comunale di Napoli da ore. Finalmente con ventidue voti a favore, due contro e tre astenuti è stato approvato il bilancio di previsione della terza città d’Italia.

E’ l’ultimo bilancio di consiliatura. Tiro un sospiro di sollievo. Sarebbe stata una jattura se il bilancio non fosse passato … una vera jattura. Faccio i conti, però, e…  non mi trovo…

Ma il Consiglio Comunale non dovrebbe essere composto da 48 consiglieri? In effetti il bilancio è stato approvato con appena 27 consiglieri in aula e soli tre voti contrari. Verrebbe di dire che in fondo è stato un bilancio basato su ampi consensi … ma i numeri e la vicenda di quelle 20 ore che hanno preceduto l’approvazione ci restituiscono una realtà diversa… molto diversa. In realtà in apertura di seduta erano presenti in aula ben 34 consiglieri con appena due consiglieri assenti giustificati (Pace e Lanzotti).

ecce_bombo1Mi torna in mente Ecce Bombo. Era il 1978 e Nanni Moretti era in un momento di grazia. “Mi si nota di più se vengo e me ne sto in disparte o se non vengo per niente?” diceva Michele per poi concludere “Vengo. Vengo e mi metto, così, vicino a una finestra, di profilo, in controluce. Voi mi fate “Michele vieni di là con noi, dai” ed io “andate, andate, vi raggiungo dopo”. Vengo, ci vediamo là. No, non mi va, non vengo”.

Chi ha avuto la pazienza di ascoltare in streaming la seduta ha potuto “apprezzare” lo spessore e “pesare” la caratura di coloro i quali spacciavano la mera presenza in aula come atto di responsabilità.

Domando a me stesso: ma non li abbiamo votati per tutelare gli interessi della comunità? E come possono fare ciò se escono dall’aula al momento di votare? Forse la paura di contarsi con un voto esplicito, palese e magari contrario è diventata una sorta di horror vacui? Ora comincio a comprendere come abbiamo fatto a raggiungere il minimo storico di tre anni fa al termine di un lungo diciottennio che ha potuto contare su inediti allineamenti istituzionali tra Comune, Provincia e Regione e, qualche volta, anche Governo nazionale.

Ha ben detto Elena Coccia nel suo intervento quando si è appellata ai fuoriusciti dalla maggioranza sempre pronti a censire ed a criticare in maniera attenta e minuziosa (ci mancherebbe!) gli errori della compagine di governo che pur non sono mancati. A costoro ha chiesto di interrogarsi. Come sarebbe stata l’azione di governo se avesse potuto contare sul loro contributo interno e sulla serenità dei numeri della maggioranza?
elenaHa ben detto Simona Marino quando ha parlato dell’esigenza di assumere e mantenere un “atteggiamento etico” come tensione alla cura della propria città. Ha ben detto Marco Nonno che rivendicando con orgoglio la sua attività d’opposizione ha rimarcato come una volta che si è eletti in una compagine di governo o si arriva fino in fondo oppure ci si dimette, “tertium non datur”.

Ha ben detto Luigi De Magistris quando ha esclamato “abbiamo la schiena dritta!” in risposta alle insinuazioni sulla presenza di “stampelle politiche” al momento della votazione.

Oltre al voto a favore, a quello contrario ed all’astensione, insomma,  si fa un uso indiscriminato della “uscita dall’aula” al momento della votazione per far venir meno il numero legale.

Una tecnica grossolana di ostruzionismo utilizzata ancora una volta nei lavori che hanno preceduto l’approvazione dell’ultimo bilancio di consiliatura del Comune di Napoli.

Come comunità abbiamo dovuto subire il paradosso di consiglieri che hanno attivamente partecipato alla seduta presentando e votando emendamenti, mozioni ed ordini del giorno.

Al momento di votare il bilancio, quello stesso che essi stessi hanno contribuito (anche durante i lavori della Commissione Bilancio) a costruire, hanno abbandonato l’aula.

Un tentativo estremo di fare cadere la Giunta De Magistris con un escamotage? Forse. Oppure un modo per cercare di fare sentire il proprio peso. Ma, mi domando, non sarebbe stato più dignitoso bocciare il bilancio restando in aula? Ma forse mancavano numeri sufficienti alla bocciatura della delibera. O ancora peggio si è cercato di utilizzare surrettiziamente il voto sul bilancio per fare cadere Sindaco e Giunta. Uno sgambetto, un inciampo a prescindere dal contenuto del bilancio.

Ma per questo non esiste la mozione di sfiducia? Sono veramente deluso così come tanti miei concittadini e comincio a credere che molti consiglieri non siano rispettosi del ruolo che gli è stato assegnato dal momento in cui sono stati eletti. Ne sono testimoni i numerosi cambi di casacca, alcuni dei quali anche pochi giorni prima dell’approvazione del bilancio.

scheder400Di fatto, di fronte ad una cittadinanza attonita e sempre più disorientata, appare un panorama sconcertante che aumenta le distanze dall’istituzione consiliare percepita come uno strano e costoso oggetto fuori dal mondo delle cose concrete e degli affanni quotidiani. Difficile spiegare all’uomo della strada cosa significa lavorare per una delibera e poi al momento del voto uscire dall’aula. “Ma alla fine come ha votato?” si chiede. Difficile dare una risposta. Oppure bisognerebbe dirgli che non ha avuto il coraggio di esporsi direttamente con un no ma ha preferito nascondersi dietro un’assenza programmata.

Come se l’assenza potesse assumere un significato ed una dignità o, addirittura, potesse diventare un atto di responsabilità come qualcuno aveva il coraggio di sostenere in aula consiliare.

La verità è una ed una sola. Occorre rimettere mano al premio di maggioranza e, soprattutto, all’ eccessivo divario tra il numero di voti sufficiente per essere eletti nello schieramento vincente e quello necessario ad essere eletti in quello d’opposizione.

E’ una questione di qualità del ceto politico che ne viene fuori. Occorre ripensare il meccanismo del numero legale e della sua azionabilità da parte dei consiglieri che in una sola seduta di Consiglio possono entrare ed uscire dall’aula a seconda di valutazioni che francamente poco hanno a che fare con il Bene Comune ma molto con una visione della politica superata e distante dai cittadini.

Auguro a tutti noi che l’opposizione che verrà fuori dalle elezioni amministrative 2016 resti in aula al momento delle votazioni e non abbia timore di mostrarsi esprimendo un voto contrario o anche un’astensione.

consiglio napoliAuguro a tutti noi una maggioranza salda che arrivi alla fine del suo mandato con una fisionomia il più possibile simile a quando è stata scelta dagli elettori. Auguro a tutti noi di eleggere consiglieri comunali che, se dovesse essere necessario rompere il legame con il proprio gruppo di elezione, scelgano dignitose dimissioni e non imbarazzanti e multipli cambi di casacca.

Il Consiglio Comunale deve ritrovare la sua credibilità, lo pretende la storia della nostra comunità, lo richiede la delicatezza della congiuntura che ci affligge, l’impone la gravità della crisi istituzionale che attraversiamo. Non c’è tempo da perdere…

 

Materiali di approfondimento

 

Seduta consiliare del 6 agosto 2015 ore 10.00

 

Prima parte                https://www.youtube.com/watch?v=YfYrPgAAkRk

Seconda parte            https://www.youtube.com/watch?v=k3nGBLZzu4s

Terza parte                 https://www.youtube.com/watch?v=_rFUFQQJ4AE

Quarta parte               https://www.youtube.com/watch?v=kk4MiJ2t8LA

 

“Ecce bombo” – 1978 – regia di Nanni Moretti

 

https://it.wikiquote.org/wiki/Ecce_bombo

 

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