GUAPPO DI CARTONE: BASTA LAVORARE PER “COSE CHE INTERESSANO GLI ITALIANI”!

Lettera aperta di Umberto Oreste (Sinistra Anticapitalista) al leader più reazionario del dopo fascismo. Sicurezza, abbassamento delle tasse e cittadinanza grandi bluff

Salvini, tu dici che “lavori” molto. Forse non tanto quanto chi pedala per consegnare cibo a domicilio, chi raccoglie arance nei campi, o chi taglia cosce di pollo nelle multinazionali alimentari. Ma, ammesso che lavori molto, il mio consiglio è di lavorare meno, o, meglio, smettere di lavorare; ti riposeresti e faresti del bene al paese.

Il tuo “lavoro” infatti produce solo disastri per i lavoratori, i poveri, i bisognosi, e tutta la gente perbene; ma oltre ai disastri materiali, è estremamente pericoloso il messaggio mediatico che spargi ad ogni intervento televisivo, su ogni post, in ogni battuta in pubblico: la strafottenza per le regole, la banalizzazione dei principi costituzionali, l’esaltazione dell’interesse immediato, il disprezzo per la cultura critica, lo sdoganamento del fascismo, il rifiuto del confronto e dell’approfondimento, il nazionalismo più becero, tutto ciò che oggi viene definito con una parolasintetica, anche se imprecisa, populismo.

Forse non molti sanno che ogni parola che pronunci non è casuale, ma è il frutto di attente analisi di alti professionisti della comunicazione e l’effetto che producono in termini di like o di posizionamento dei media, viene verificatosuccessivamente con molta attenzione. Forse non solo le parole, ma anche il tono, gli atteggiamenti, il look, sono frutto di uno studio approfondito per… fregare la gente; in questo bisogna farti i complimenti che, purtroppo, ci riesci.

Recentemente, sul Sole 24 ore, è apparso un articolo di Andrea Gagliardi che scrive che la tua comunicazione si ispira al cartone animato “Inside out”, record di incassi, che si basa sull’animazione di cinque emozioni base: paura, disprezzo, meraviglia, rabbia e tristezza. I tuoi atteggiamenti, le tue parole, le tue espressioni servirebbero per suscitare un mix ben calibrato delle FiveBasic Emotions. Ma, è vero o no? Li vedi questi cartoni?

Ma oltre la forma, veniamo ai contenuti. Tu fai sempre riferimento alle “cose che interessano gli italiani”. Già un po’ di problemi suscita la parola italiani; non sarebbe meglio che dicessi “cose che interessano la gente”? Ma è evidente che tu sottolinei italiani, perché vuoi contrapporre gli interessi degli italiani a quelli degli altri individui che non hanno la sacrosanta cittadinanza. Ma dico io ci sono cose che possano interessare contemporaneamente i lavoratori e le imprese, chi è in affitto e chi affitta, la grande distribuzione e il piccolo commerciante, l’amministratore delegato e l’impiegato, l’inquinatore e gli inquinati, i banchieri ed i risparmiatori, etc? E’ evidente che gli interessi sono contrastanti e il governo dovrebbe avere il coraggio di schierarsi con i più deboli, i meno tutelati, i più numerosi.

Se andiamo poi a vedere le proposte politiche sulle “cose che interessano gli italiani” si chiarisce l’inganno.  Ad esempio tu dici che agli Italiani interessa che si abbassino le tasse, ma ai tanti italiani che sono esenti dalla tassazione, che interesse possono avere all’abbassamento delle imposte? anzi a loro interessa che lo stato reperisca risorse per aumentare i servizi sociali. Allora a chi interessa l’abbassamento delle tasse? A chi passerebbe da un’aliquota 26 ad una aliquota 25, o a chi passerebbe da un’aliquota 43 ad un’aliquota 25? E chi sono quelli che stanno all’aliquota 43? Presto detto sono i tuoi amici e parenti che pretendono di togliere denaro allo stato, magari per acquisire le dismissioni dei beni pubblici. Tu, ma in verità non sei l’unico, dici che per far “ripartire l’economia”, per aiutare l’occupazione, per far risalire il PIL, bisogna dare soldi alle imprese per nuovi investimenti, come non si sapesse, ormai da decenni, che le imprese prima prendono i soldi pubblici poi si trasferiscono all’estero o fanno investimenti finanziari. Ma… l’importante è fare le cose che interessano gli italiani.

Dici che agli italiani interessa la sicurezza; ma la sicurezza che intendi tu è la sicurezza della villetta dell’imprenditore al quale dai il permesso di sparare. I ladri non vanno a casa di chi ha poco o niente. Questi ultimi non hanno interesse a comprarsi la pistola, che poi non costa poco! O la tua sicurezza è allontanare dallo sguardo dei tuoi amici, il disgraziato, il migrante, l’homeless, il disadattato, che fanno paura solo a chi a perso il senso dell’umanità. Sulla sicurezza rispetto alla mafia si farebbe bene a chiedere ai politici inquisiti, troppo spesso in collegamento con la criminalità.

Ci sarebbero tante altre cose da dirti sull’autonomia delle regioni ricche per fregare ulteriormente quelle povere, sulle grandi opere inutili che servono a dare soldi ad amici, ma non voglio togliere tempo al tuo lavoro. Per conto mio andrò in giro a raccontare queste cose alla gente per convincerli che, in fin dei conti, sei solo un “guappo di cartone”.

P.S. fammi il piacere di passare questa lettera ai tuoi amici di governo. Interessa anche loro.

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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