GRAZIE TITO ! La forza della competenza e della verità    

Inps: pronte 7 milioni di buste arancioni

Non vi preoccupate, il Tito di cui vogliamo parlare in questo articolo, non è il Maresciallo/Presidente della ex Yugoslavia, ma è il prof. Tito Boeri, attuale Presidente dell’INPS.

Quest’ultimo per dimensioni dei suoi numeri è pari ad un piccolo stato, ed ha in mano il risparmio previdenziale (leggi il futuro) di milioni di cittadini italiani – i quali dipenderanno da lui per le loro necessità nella fase più delicata della loro esistenza (la vecchiaia).

E di questione delicata è d’obbligo parlare quando si tratta di INPS più volte nell’occhio del ciclone in questi ultimi anni per la sostenibilità del sistema pensionistico, che dovrebbe essere stato messo in sicurezza con le riforme di questi anni. Tali riforme hanno portato in sostanza ad un allungamento dell’età pensionabile e ad una diminuzione delle prestazioni assicurate a fronte dei contributi versati, ma non si poteva fare altrimenti per riparare ai danni del passato.

BUSTA-ARANCIONE-facebookIn Italia si dovevaridare sensatezza ed equità in un settore che per decenni ha visto riconoscere trattamenti troppo generosi ai pensionati, tanto da comportare erogazioni superiori ai montanti contributivi accumulati.

In realtà questi aggiustamenti sono stati fatti un po’ in tutti gli stati più avanzati che all’allungarsi della vita media, alpeggiorare del rapporto tra attivi e pensionati non hanno potuto fare altro che rivedere il loro welfare. Una delle sfide del nostro Paese sarà proprio in questo campo evitare che i figli paghino gli errori dei padri. E per fare ciò è stato necessario dare un taglio netto al passato .Ma è indispensabile anche affidarsi a persone competenti che propongano soluzioni sensate per accorciare le disparità tra gli assegni pensionistici erogati in un’ottica di equità sociale e generazionale!

Ed in quest’ottica secondo noi ben si colloca la scelta del governo di nominare il prof. Boeri, presidente dell’INPS. Chi, come me lo seguiva già sul sito economico la voce.info, da lui fondato con altri importanti economisti, (che vi invito a visitare per introdurvi alla conoscenza di temi economici trattati in modo comprensibile), sa che non c’è in Italia persona più adeguata a sedere su quella sedia bollente. Considerati anche i suoi predecessori alcuni dei quali plurincaricati e pluristipendiati, che avrebbero fatto meglio a declinare l’invito a presiedere l’Ente.

Tito Boeri dicevamo rappresenta una importante novità, anche perché sa di che cosa parla quando tratta temi legati al welfare, alla previdenza ed alle pensioni. IL gesto più tangibile e semplice per dimostrare quanto vale è stata la sua decisione appena insediatosi di inviare a tutti gli italiani la famosa o famigerata BUSTA ARANCIONE, di cui si parla da anni. Essa altro non è che l’informativa data a tutti i lavoratori di quanto sarà presumibilmente la loro pensione! E quest’è direte voi! Invece vi assicuriamo che la questione non è di poco conto, se considerate che per anni ed anni di questa busta tutti ne parlavano a sproposito, dando la sua spedizione come imminente ma di fatto rinviata sine die, con le scuse più diverse (tra cui anche quella che far conoscere ai lavoratori le loro ipotetiche pensioni avrebbe potuto alimentare disordini sociali – e capirete bene perché).

boeri1 copIl prof Boeri invece che non si deve fare bello con nessuno, e non ha elettori e lobby a cui rispondere ha messo subito le cose in chiaro. E’ meglio far prendere coscienza a milioni di lavoratori delle loro spettanze quando c’è ancora il tempo per poter porre rimedio ad assegni troppo esigui. Magari risparmiando qualcosa per la vecchiaia, o facendosi versare dai datori di lavoro il TFR a forme di pensione complementari per integrare la pensione pubblica e via discorrendo.

Così l’INPS ha promesso che da metà aprile comincerà a spedire le “buste” al ritmo di 150.000 al giorno per raggiungere 7 milioni di lavoratori del settore privato entro il 2016.

I dipendenti pubblici avranno una comunicazione simile unitamente al loro cedolino. Ma il prof Boeri non ha introdotto solo novità amministrative che sebbene rientrino in un’operazione verità, non risolvono di fatto i problemi delle pensioni basse. Ha anche avanzato proposte di riforma, sempre in quell’ottica di equità sociale e generazionale, per ridurre i gap tra gli assegni pensionistici. E secondo noi ne ha diverse nel cassetto, da tirare fuori se gli lasciano campo libero.  La nomina del prof. può far segnare un punto a favore del governo, ma deve essergli data la possibilità di lavorare.

Le buste sarebbero partite già da qualche mese, ma all’epoca si disse che non c’erano le coperture per pagare i milioni di francobolli. Pure questo succede! Ora che le coperture sembra si siano trovate speriamo di ricevere quanto di nostra spettanza e che ci mette alla pari dei paesi del Nord Europa in cui le buste arancione viaggiano da anni (e da cui abbiamo mutuato anche noi il nome).

 

 

Un commento

Risposta lasciata per Cancella risposta

*

*

  • giovanni luigi panzetta
    18 aprile 2016 at 13:07 - Reply

    Poche persone che lavorano nelle istituzioni lo fanno per la collettività….un grazie a Boeri che, tra l’altro, sta facendo quello che dovrebbe fare fin quando non romperà le uova al l’Eni-nista Giovane Toscano.