Giugno: il mese del Pride ma soprattutto del Prejudice

Dopo il “Family Day” a Roma, dove i partecipanti, ovviamente di maggioranza cattolica, hanno scritto sui loro fieri cartelloni “Gender sterco del demonio”, e prima dell’annuale Gay Pride del 28 giugno, dove l’eccesso c’è sempre stato, ma solo per manifestare la propria libertà non per toglierla al prossimo, urge informazione sulla questione, perché vige l’ignoranza su di un tema molto delicato ed importante.

Partiamo da cosa vuol dire “essere naturale”, poiché l’obiezione più sentita contro i pari diritti gender riguarda l’appartenenza alla Natura o meno. Essere in Natura: esistere. Quindi tutto ciò che esiste è naturale, il fatto che biologicamente animali dello stesso sesso non possano riprodursi, non fa di loro creature malate contro natura se si accoppiano. Ecco degli esempi di animali con tendenze omosessuali: i bonobo per esempio, simili agli scimpanzé ma molto più intelligenti, seguono un modello di società matriarcale, sono pacifici e praticano anche sesso omosessuale quindi ricreativo, non riproduttivo, indice inoltre di appianamento di tensioni all’interno del loro gruppo. Ci sono i leoni africani, montoni, delfini, i rupicola peruvianus (una varietà di uccello del Perù), le libellule, tutte specie di cui una sostanziale percentuale è naturalmente omosessuale, insomma perché mai con l’essere umano dovrebbe essere diverso? L’omosessualità è sempre esistita, e la questione del poter generare o meno prole in questo mondo così affollato, dove l’alta densità demografica è ormai divenuto un problema grave tra l’altro, che ci danneggia tutti, non dovrebbe affatto essere un argomento pertinente nel demonizzarla. Piuttosto l’amore, come il formare una famiglia, non è collegato alle capacità riproduttive, bensì al prendersi cura dell’altro, che tu l’abbia generato o meno, e qualunque sia la sua identità sessuale. Chi mette in mezzo la Natura come giustificazione al proprio pregiudizio, dovrebbe considerare la contraddizione dell’esempio che sta facendo, poiché anche un bambino si renderebbe conto che l’essere umano tutto fa tranne che rispettare veramente la Natura … mentre comincerebbe a farlo, almeno a livello psicologico e sociologico, concedendo pari diritti a tutti gli esseri viventi. Si va predicando la legge dell’amore e rispetto solo se rientra in specifici canoni, non è una contraddizione? Passiamo quindi, confutata la tesi del “contro natura”, all’aspetto dell’adozione e all’educazione sessuale, la maggioranza afferma che un bambino debba crescere per forza con un genitore di sesso femminile e uno maschile, altrimenti sarebbe “deviato” o, per i più “aperti” che non considerano i diversi orientamenti sessuali malattie, vivrebbe male in società, lo prederebbero in giro a scuola e soffrirebbe. Innanzitutto tutti gli adolescenti o chiunque si senta un minimo diverso dalla massa soffre, basta non essere popolari, non avere le scarpe che hanno tutti, pensarla a modo proprio, queste solitudini fanno crescere e da qualunque parte uno stia, la sofferenza in società è la cosa più naturale del mondo, c’è chi la vive perennemente e chi la attraversa come fase della vita, ma tutti ne fanno esperienza a meno che non si tratti di automi senza cervello e cuore. In ogni caso, se pian piano avere genitori gay diventasse una cosa legittima, non sarebbe più vista come alterità demoniaca e quindi oggetto di scherno da parte del bulletto a scuola (che poi comunque un pretesto per considerarti debole lo troverà sempre) o in generale causa di violenza. Per quanto riguarda la differenza tra l’aspetto paterno e materno, anche nelle coppie dello stesso sesso, nonostante l’organo sessuale sia uguale, sorgono spontaneamente ruoli, che contribuiscono quindi a dare un’educazione variegata al bambino, poiché bisognerebbe considerare le PERSONE, non gli stereotipi della mammina che essendo femminuccia propende a farti da mangiare ed essere dolce, e il papà maschietto forte magari ti sgrida se prendi un brutto voto. Potrebbe succedere il contrario, o potrebbe succedere che la coppia, nonostante lo stesso sesso, sia formata da una persona autoritaria e l’altra meno severa. Inoltre scientificamente c’è da dire che tutti, secondo gli studi psicologici, attraversiamo da neonati una fase di sessualità polimorfa che poi va a rinchiudersi nell’inconscio, e lascia il posto al complesso edipico. Quindi paradossalmente l’avversione per l’omosessualità è un chiaro sintomo della presenza di elementi inconsci dello stesso tipo, evidentemente traumatici perché non accettati. In ogni caso riguardo l’educazione, esistono solo i buoni genitori e i cattivi genitori, anche quando ce n’è uno solo potrebbe essere migliore di due etero, e solo questo dovrebbe contare: l’amore. Gender-sterco-del-demonio1-990x615 Si leggono cose assurde in questi giorni, tipo che l’insegnamento gender autorizzi la masturbazione in classe da parte dei professori che inciterebbero gli allievi a fare altrettanto, che ridicolaggine ! Numero uno: l’obiettivo di un’informazione sulle diversità non ti dice di farne parte, solo di rispettarle e quindi può solo suggerire a chi discrimina di non farlo, e a chi è discriminato di non sentirsi solo, emarginato, costretto a nascondersi, frustrato. Numero due: l’identità sessuale non etero viene sempre considerata oscena, ma perché? L’attività sessuale se vogliamo è sempre oscena, già il semplice denudarsi è considerato tale, cosa cambia chi scegli come partner? Perchè dovrebbe essere perversione? La religione cattolica ci dice che è una deviazione, un peccato, si ostinano a combatterla ma non bisognerebbe combattere di più la pedofilia o lo stupro per esempio? (Piaga che tra l’altro dilaga tra i sacerdoti). La verità è che un pedofilo, un malato, uno stupratore, una persona che fa del male, matura la sua patologia a causa della repressione e frustrazione, dal dolore che egli/ella ha vissuto in prima persona, e magari dalle limitazioni imposte dal proprio ruolo. Ergo, se si lasciasse che chiunque segua le proprie propensioni ci sarebbero sicuramente meno peccatori veri, e anche meno preti pedofili, poiché il peccato dovrebbe essere direttamente proporzionale a quanto danneggi il prossimo non alla persona con cui decidi di fare sesso, alla persona che ami, alle quale e con la quale, se si è felici, si può solo far del bene. Nella chiesa di Papa Francesco si respira sicuramente un’aria più aperta, si è visto sin dall’inizio, nei limiti chiaramente, ma comunque si notano dei passi avanti almeno nel rispetto e nell’accoglienza del diverso, come si può leggere dal documento del Sinodo, alla base della discussione il prossimo ottobre sulle famiglie. Questo è incoraggiante, ma la chiesa cattolica è ancora lontana dal concedere pari diritti, quindi dall’amare veramente tutte le creature, è lontana dal seguire il vero messaggio di Cristo senza modificarlo per i propri interessi, senza restare ancorata a tradizioni bigotte, letture ed interpretazioni di uomini marci come tutti gli altri. Mi stupisce sempre come la spiritualità, divinità, che dovrebbe essere sinonimo di bontà quantomeno, nelle mani dell’uomo debba plasmarsi talmente a sua immagine e somiglianza da distorcersi senza quasi rendersi conto che va contro se stessa, quando, persino secondo le scritture, dovrebbe essere l’esatto opposto. Anche se certo ognuno è libero di far parte di gruppi, partiti, religioni, di qualsiasi tipo, e manifestare le proprie idee, dovremmo poter contare su uno stato laico e veramente democratico … e invece no, non certo in Italia.

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