Forza Napoli

Già vinta la partita più bella. Oltre un miliardo di persone ha visto l’ospitalità partenopea. Il “caso Napoli” scuote il mondo

Non è contro la Juve la partita più bella che stasera Napoli può vincere, ma la città è uscita  in modo trionfale in tutti i telegiornali e siti web del mondo dopo l’arrivo al porto di 458 migranti.

Ma vi è qualcosa che sfiora la similitudine tra i viaggi del Napoli calcio a quelli di Napoli città.

Entrambe partono sempre con lo svantaggio dell’indifferenza, quasi fossero già battute in partenza, poi, ora più che mai spesso, stravolgono il pronostico e si vince la partita più difficile e inattesa.

I campanilismi sono pericolosi e non piacciono a nessuno, però è pur vero che ci sono occasioni che avere il senso di appartenenza ti rende felice, quasi orgoglioso.

Questa occasione è capitata a Napoli domenica pomeriggio.

reuges2I fatti sono,: una nave carica d’immigrati, 458, arriva nel porto di Napoli, la notizia del giorno prima era che in un poco più che villaggio dell’Emilia una banda di razzisti e egoisti ha alzato le barricate per impedire l’accesso nel circondario di 12 ripetiamo 12 immigrate e 8 bambini.

Hanno alzato le barricate, hanno urlato, hanno offeso donne, mamme e bambini colpevoli di nulla, non hanno provato alcuna vergogna a farsi vedere a volto scoperto l’un con l’altro, hanno perso il comune senso del pudore, uno spettacolo della peggiore pornocronoca, la differenza tra i film porno, e quella banda di arrabbiati e italiani è che loro non hanno avuto imbarazzo a farsi vedere in viso, gli attori dei porno amatoriale, cercando pudore, almeno usano una mascherina, facendo anche molto meno male di loro.

Quella foto che è sulla nostra copertina sta diventando un cult, da domenica notte è su tutte le pagine dei giornali più importanti del mondo, accompagnati da titoli alquanto eloquenti “Napoli abbraccia gli immigrati” oppure “la città si stringe nella solidarietà agli immigrati” o ancora “se il mondo li caccia una città del Sud Italia li accoglie” milioni a valanga di visualizzazioni su tutti i video che raccontavano l’accaduto, circa un miliardo di persone nel pianeta ha visto nel Sud Italia di che pasta siamo fatti.

Si perché in Italia c’è una piccola isola del Sud, dimenticata per dieci mesi all’anno, dove sembra non ci sia in Ospedale un reparto di natività, parliamo di Lampedusa candidata al Premio Nobel per la Pace da anni, ospitale e delicata.

Salendo troviamo la Basilicata una regione che meno di un mese fa ha gridato in faccia a tutto il Paese “se non avete dove metterli gli immigrati mandateli a noi perché ne abbiamo bisogno” e poi Riace, e tanti altri paesi tutti del Sud.

refuges-4In uno dei tanti manifesti contro l’intolleranza, firmato Eduardo de Filippo, in un celebre film “napoletani a Milano” il protagonista, Don Salvatore si chiede “per quale curioso destino al nord nascono solo persone dabbene e al contrario malfattori, scansafatiche e insolenti nascono al Sud”

Una vera risposta don Salvatore ancora non l’ha trovata.

Ma mentre a Napoli c’è la festa dell’accoglienza altrove si organizzano con una sola parola: “contro

A Milano, capitale del Nord del Paese ieri la lega ha organizzato una manifestazione contro l’arrivo in un quartiere di 42 immigrati, a loro dire deprezzerebbero le case, sanno per certo che saranno derubati, le donne violentate, e ruberanno il lavoro che c’è.

La lega e Fratelli d’Italia, gruppi parlamentari che ormai col territorio hanno poco da dividere hanno gridato la chiamata alle armi, e quel che è peggio che a queste manifestazioni non vanno poche decine di folkoristici personaggi, ma a Milano erano migliaia, un esercito, anche loro a volto scoperto, quasi fosse motivo di orgoglio cacciare in faccia altrui la propria incapacità a vivere.

refuges5Le donne che protestavano nel villaggio dell’Emilia non sono capaci neanche al 10% di fare quel che hanno fatto le donne che loro abiuravano.

Le donne cacciate tra grida di giubilo ed hurrà, crescono i figli, mantengono una casa, la vendono per cercare di migliorare, hanno organizzato un viaggio infinito attraverso un deserto, hanno digiunato, bevuto poco, hanno sofferto e pianto, hanno lungamente pensato alla loro cattiva sorte, hanno affrontato la morte imbarcandosi e stando giorni in mare, oltre i loro problemi quotidiani come li abbiamo tutti noi, storie di amore, gelosie, promesse ricevute e non mantenute, insomma quest’ultimi sono i problemi che attanagliano le donne del villaggio, per il resto non sarebbero capaci neanche di pensare come affrontare la vita come coloro che per essere cacciate da loro hanno affrontato tutto e tutti.

Napoli è fantastica e sa vincere, probabilmente per quel curioso senso di distinguo che le appartiene.

In America un candidato alla Casa Bianca lo fa nel nome “di prima di tutto gli americani”, in Europa si alzano muri e steccati, perfino in Islanda si è posto il problema di che fare di alcune decine di arabi che non si sa neanche per quale logica siano finiti in quella piccola isola sperduta nel mare, Napoli in tutto questo va nella misura opposta, viene lanciato l’appello per cibo coperte e vestiario e dopo meno due ore si fa un altro appello “basta, non portate più nulla, scoppiamo di roba!”

Tutti hanno cercato di dare il loro non aiuto, ma senso di vicinanza a chi aveva attraversato mezzo mondo per essere qua, alcuni artisti hanno offerto anche la loro opera per organizzare spettacoli al porto per alleggerire la tristezza, si sono mossi tutti!

In tutto il mondo si celebra la festa del “prima di tutti noi” a Napoli si fa l’opposto, “benvenuti”, e non per essere contro, ma perché Napoli è “per”, e il per sta per tutti noi, di qualsiasi parte siamo.

refuges-6Per quel che Napoli è diventata, qualora ci fosse un premio alla città più ospitale, Napoli senza dubbio lotterebbe per quel titolo, sarà che proviene dalla storia di Federico II lo stupor Mundi che aveva il pallino della multi etnicità e che faceva studiare e curava l’arte, in quegli anni mentre a Napoli si scriveva e si era operosi, al nord giocavano a battagliare con le corna in testa, sugli elmetti ovviamente, nella frase non c’è alcuna allusione. Non è un caso che la storia ufficiale denomina quello che per Napoli e il Sud è stato un periodo ricco e brillante come il “l’era buia”, dovremmo capire da questo quanto il lavoro svolto al Sud valga poco.

Le difficoltà della città sono la cartina ironica che si usa per denigrarla  e chi la abita, quindi non funzionano le metropolitane, quando piove la città si ferma, le buche rompono gli ammortizzatori delle auto, e ci sono troppi imbroglioni, a cominciare dalla marea di Presidenti della Repubblica, Premier, Ministri e sottosegretari, e altri personaggi partenopei che hanno ricoperto alte cariche dello Stato, dalla fondazione della Repubblica, ottimi nel curare i loro interessi, ma lavativi per la città, non hanno prodotto nulla di buono per la collettività.

Sono costoro che hanno tradito la città, l’hanno massacrata e resa celebre per i luoghi comuni.

Nonostante tutto questo si sa vivere, specialmente nelle difficoltà, in città del Nord il blocco di una metropolitana per un ora è un disastro, a Napoli no, comunque c’è l’abitudine alla soluzione del problema e nove su dieci va tutto bene, ecco la grandiosità che divide Napoli dal resto del Paese, non è campanilismo, ma triste realtà.

Napoli da cinque anni è scomparsa dai tribunali per appalti truccati e opere di mazzette e simile, non come altrove, dove sognano ponti, trafori e feste dell’apparenza come l’expo e finire, puntuali come il Big Ben nelle aule dei tribunali per sempre gli stessi reati.

L’urlo lanciato al mondo “Benvenuti, Napoli è la vostra casa” è significativo, il Ministro Alfano ha detto che il villaggio emiliano non è in Italia, e mai come stavolta ha sbagliato nel non citare Napoli, forse perché sarebbe di cattivo esempio?

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