Fischi e pernacchie

Siamo ormai arrivati alla fine della prima decade di Marzo e dei soldi del passato “Tutoraggio educativo” nessuno ne sa ancora niente

Quando si parla di politiche sociali a Napoli è ormai inevitabile sentire sullo sfondo come uno starnazzare di papere, con il loro tipico verso che tanto si addice a questo mondo pieno di persone importanti.

Ma siamo arrivati al 12 Marzo 2016 e dei soldi del passato “Tutoraggio educativo” nessuno ne sa ancora niente. Forse avendo deciso di tagliare il progetto si pensa che non sia tanto urgente pagare il lavoro svolto dagli educatori. Eppure il 17 febbraio gli assessori Gaeta (Comune) e Fortini (Regione), in costante e intenso contatto telefonico, erano giunte alla conclusione che, avendo approvato il bilancio gestionale della Regione e avendo quindi superato gli intoppi legati al patto di stabilità, i tempi fossero maturi per concepire un cronoprogramma che scandisse perentoriamente i tempi e i termini del trasferimento della seconda metà del fondo regionale annualità 2012, in modo tale che, in un esercizio di collaudata efficacia burocratica, la Direzione dei servizi del Comune, che già dai tempi che Berta filava aveva istruito gli atti di liquidazione, e la Ragioneria potessero rimpallarsi atti, premandati e mandati, e inondare in tempi record le casse degli enti che avrebbero, in un singulto di riflesso, pagato in un sol botto le 9 mensilità attese dagli operatori.

fortiniAncora il 29 febbraio Radio San Giacomo comunicava che la settimana precedente voci della Regione davano il mandato in pagamento, anche se curiosamente non risultavano ancora accrediti in cassa. Forse la strana collocazione tetradimensionale del giorno 29 febbraio ha creato una deviazione della linea spazio temporale a livello elettromagnetico, che porterà il bonifico della Regione ad essere accreditato il giorno 29 febbraio 2020.

Eppure no, non si tratta di una conseguenza sociale della teoria delle stringhe, il bonifico non si è perso nelle pieghe del multiverso… Semplicemente non è stato fatto!!

La Regione e il Comune scherzavano, hanno fatto un gioco. Bisogna riconoscere che è un’attenzione speciale voler tenere alto il morale di educatori che si ritrovano disoccupati, senza essere stati pagati e per molti dei quali non è stato possibile l’inserimento nei nuovi fantomatici “Poli familiari”, perché sono stati cambiati i criteri di reclutamento degli operatori senza minimamente tener conto della fine che avrebbero fatto quelli da 15 anni impiegati come tutor, ma senza la triennale in Scienze dell’educazione.

Cosa sarebbe il mondo senza un sorriso? Questo se lo devono chiedere spesso i nostri valorosi capetti d’azienda, quando impettiti girano tra uffici e assessorati progettando strategie sociali ed elemosinando attenzioni e passando passando, tra un massimo sistema e l’altro, un risolino, un fischio e una pernacchia fanno da contrappunto al loro imponente incedere.

Cosa pensavano i nostri arguti imprenditoroni quando il simpatico Comune gli faceva firmare i contratti a progetto iniziato, ritardando in tal modo l’emissione delle fatture?

Forse già sapevano che gli atti di liquidazione non potevano essere inviati in Ragioneria perché i fondi non erano stati trasferiti al Comune! Arguti… Eppure fino all’inizio di dicembre nessuno si era posto il problema di dove fossero finiti questi soldi, perché nel frattempo, dopo aver assistito alla cancellazione del “Tutoraggio educativo” senza battere ciglio, si erano già tutti lanciati nella nuova fantastica avventura dei “Poli familiari”: non bisogna restare capoticamente legati al passato, bisogna sempre andare avanti, lo sguardo rivolto al futuro!

E gli stipendi? Non sono un problema, perché la maggior parte dei nostri ingegnosi capetti d’azienda non vive del proprio lavoro di imprenditore sociale, lo fa per hobby, lo stipendio lo prende facendo un lavoro serio… Mica so’ fessi!!! E allora non resta che la strada della lotta! Forza compagni operatori andiamo a rivendicare i nostri diritti! No, non su Facebook, nei nostri enti, nella sede dei servizi, davanti ai Palazzi… C’è nessuno? Ehi c’è nessuno?

Un commento

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  • Anna coppola
    17 marzo 2016 at 18:25 - Reply

    Mio caro hai purtroppo ragioni da vendere ma a Napoli vale il detto”o sazio num crede o digiuno”.Siccome chi sta sopra di voi é già sazio…Non sente affatto la necessità di darsi da fare…spezzategli le cornicelle o le coscetelle..almeno vi levate una soddisfazione.Su di voi qualcuno si è ingrassato..