FINO ALL’ULTIMO MINUTO…VOTA SI

Ci siamo, ormai tra poche ore si andrà a votare; la normativa vigente prevede che 24 ore prima dell’apertura dei seggi si spenga la propaganda pubblica sui referendum

Si è avuto veramente poco tempo per approfondire il tema connesso al quesito referendario ma tutti quelli che si sono impegnati per il SI non si sono risparmiati nel comunicare con tutti i mezzi possibili,le ragioni della loro scelta. E’ vero che il quesito referendario pone una questione limitata, inerente la chiusura delle attività estrattive di idrocarburi da piattaforme situate a meno di 12 miglia marine allo scadere delle concessioni.

Ma il valore politico del risultato della consultazione va ben oltre. E’ in gioco un braccio di ferro tra chi vuole preservare l’ambiente marino dagli inquinanti che la gestione quotidiana degli impianti riversa in mare, e i padroni degli impianti, interessati esclusivamente a mantenere inalterati i loro profitti in una situazione del settore petrolifero particolarmente critica a livello mondiale.

notriv25Un’inverosimile valanga di bugie è stata prodotta per convincere gli elettori a non andare a votare. Ignorando dati di enti pubblici (ISPRA) che provano il contrario, si è detto che gli impianti sono rispettosi dell’ambiente; si sono gonfiati a dismisura i numeri degli addetti agli impianti includendo decine di migliaia di lavoratori che con le trivelle oggetto del referendum non hanno niente da spartire; si è detto che gli idrocarburi estratti sono indispensabili alle necessità energetiche nazionali ignorando che il petrolio in questione costituisce solo lo 0.8 % del consumonazionale ed il gas solo il 3.4%; si è parlato di preservare la ricchezza nazionale presente nei fondali marini, come se gli idrocarburi estratti non divenissero proprietà di compagnie private, nazionali o estere e fossero venduti in Italia o all’estero a prezzi pari a quelli estratti in altre parti del mondo.

I risultati del referendum li conosceremo tra poche ore, ma quello che sappiamo adesso è che la quasi totalità delle persone venute a contatto con i sostenitori del SI sono state convinte a questa scelta; dove è arrivata la verità sull’argomento, essa ha trovato ampio riscontro.

Può essere che ampi settori di popolazione non raggiunti dalle ragioni del SI, possano essere determinanti del risultato complessivo, ma è già una vittoria che in questa campagna referendaria ha preso forma, in tante parti di Italia, un insieme di associazioni ambientaliste, collettivi giovanili, comitati civici, centri sociali, soggetti politici e sindacali, semplici attivisti sociali, che ha avuto la volontà e la forza di opporsi all’arroganza dei potenti, alle falsità dei media, alle logiche stesse del profitto. Da quest’insieme può nascere una prospettiva più complessiva di battaglia politica e sociale su tanti terreni, per una società ecocompatibile, per i diritti dei lavoratori, per la difesa dei beni comuni, per l’opposizione al militarismo, per la solidarietà con i migranti; tutti temi sui quali il governo attuale non fa altro che eseguire i dettami della grande borghesia nazionale ed internazionale.

Umberto Oreste

Sinistra anticapitalista

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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