Figli di papà i nostri? E questo?

Domani sera a Napoli arriva l’esercito delle sardine...tanti motivi per essere della partita. Napoli non si lega...

Intorno a questo fenomeno politico, perché di politica si tratta c’è (anche all’interno della nostra associazione) un’aria di sufficienza, quasi di snobbismo o puzza sotto al naso, uno dei motivi maggiori è il perché ad avviso di molti, questo è un movimento che non si sa dove voglia andare a finire.

Secondo l’ex Ministro Salvini si tratta di figli di papà, viziati e senza futuro, e stupisce che a parlare sia proprio chi ha trattato la cosa pubblica come qualcosa di privato, personale, parla chi ha messo il figlio su una moto ad acqua della polizia, facendolo divertire e giocare con qualcosa pagata da tutti gli italiani, e allora il figlio di Salvini se non è figlio di papà lui chi lo è?

E ancor peggio stupisce che questo pessimo personaggio reputa le centinaia di migliaia di ragazzi che cercano lavoro, non lo hanno, che cercano sogni, che cercano la vita, essere definiti tali suona come l ultima della beffa per non dire insulti, la pacchia finirà anche per questi?

Ma si è capito…fa parte del suo personaggio che cerca consensi usando parole e linguaggio che possono piacere solo ad una masnada di ignoranti, che si sentono felici perchè lui tratta male e con sufficienza tutto ciò che gli è contro…

Una antica canzone di Bob Dylan diceva, “io non so la tua storia, non so dove vuoi andare, ma m’interessa solo sapere che oggi vogliamo essere amici”. Ed è questo che a noi più di tutti piace. vogliamo stare insieme, bata, nulla di più…

La manifestazione di domani è secca e senza repliche. È una giornata che vuole dire di no ad uno dei pesonaggi peggiori della Repubblica mai esistiti prima, per assimilarlo a qualcuno bisogna tornare sui libri di storia e citare Benito Mussolini.

Un personaggio che prima di avere scoperto il sud sparava a zero contro i terroni che non avevano voglia di fare nulla, non cito le parole esatte per non scendere nel suo turpiloquio, è bello anche per questo essere diversi.

Salvini afferma che è giunto il momento di accaparrarsi Napoli, essere oggi a Napoli salviniano è un po’ come essere nati a Napoli e tifare per la Juventus, una cosa ai più inconcepibile.

Domani si manifesta contro un uomo che chiedeva i “pieni poteri” e che affida il suo futuro solo nel mare dell’ignoranza.

Ha pensato per carità di voto solo ai propri interessi elettorali, sapendo che la mamma degli scemi è sempre incinta.

Ha offeso la dignità italiana e messo sotto i piedi lerci la costituzione, poi: gli immigrati del caso diciotti, tenendoli in mare per giorni, facendosi tirare dietro le maledizioni di tutta Europa, e creando imbarazzo, mentre per sei, dico sei volte i Ministri degli Interni di tutto il Continente si sono incontrati per affrontare il problema,  lui per cinque volte non si è presentato, doveva sputare veleno nella sua campagna elettorale in Lucania e Sardegna ove ovviamente il motto era “prima i lucani e i Sardi” ormai si è perso il conto per lui sapere chi sono i primi, ma i primi di che? Lucani Sardi, umbri e ora punta a Napoli, città che ha cacciato i Nazisti con le proprie mani, Napoli dalla storia antipotere, gia nel medio evo, unica città a non avere obbedito ai voleri della Santa inquisizione, unica città a non avere mai bruciato streghe e eretici, cosa può capire uno che appartiene ad un Partito che solo sei ani fa pensava di risolvere il debito pubblico vendendo la Sardegna, magari ai francesi…

E mentre gli immigrati sono in mezzo al mare, con le loro sofferenze, lui tuonava, “per me possono stare li fino a Natale la pacchia è finita” era settembre…si è preoccupato solo di raccogliere attorno a se persone prive di anima e cuore, ci dispiace solo che li abbiamo visti aumentare, questo per foraggiare una guerra tra poveri italiani e stranieri, e si sa per governare bene va bene il motto “dividi et impera”.

Un uomo che è andato a trovare in carcere  un condannato augurandosi di vederlo uscire presto, uomo che per lui ha avuto il merito di sparare a un “presunto” assassino di pelle nera.

Costui ha deciso di diventare il Ministro della Beretta, famigerata industria di armi, che in lui ha visto un potenziale fautore di incassi.

Costui che ha abbracciato promesse e strizzate di occhio con gruppi neofascisti e nazisti, non solo, ma che parla di moralità dopo avere visto il suo partito e dirigenti rubare denaro pubblico, 49 milioni, e essersi fatto difendere dal suo governo per non essere messo sotto processo per un reato gravissimo come il sequestro di persone…. ma di cosa si parla? e che non ha mai voltuto chiarire deu rubli provenienti da Mosca.

Oggi questo uomo punta alla nostra città, e il motto Napoli non si lega appare giusto e fiero.

Non lo abbiamo mai sentito parlare di welfare, del caso Whirlpool, dei posti di lavoro che si son persi, del danaro che manca nelle famiglie italiane, che se ne frega di tematiche ambientali, mai una parola, un uomo che si è reso ridicolo facendo cadere il suo governo perché era certo che senza di lui non si sarebbe potuto andare avanti, per andare ad elezioni perché il momento era favorevole…si crede l’onnipotente, un uomo, che si definisce politico e maneggia come fosse un arma il Rosario, e che bacia in Parlamento l’immagine di Gesù.

Per di più cerca di convincere che il male del Paese è da ricercare nei centri sociali, che vanno chiusi perché fomentano odio e violenza…

Un uomo da un linguaggo più da osteria di Pinocchio che da Parlamento, “Battisti deve marcire in galera”  proprio mentre si discute della dignità che una persona perde quando per qualsiasi motivo varca un portone di detenzione. Senza vergogna afferma che quando si va in galera si deve marcire.

Una lista di soprusi barattati con pane e nutella e bacioni.

Sinceramente non si capisce il motivo per cui c è oggi chi grida “mai con le sardine” è ovvio, mai con loro perché per mesi, senza mostrare il minimo imbarazzo si è coperto e difeso questa marea nauseabonda e puzzolente che per troppo tempo ha spadroneggiato offendendo il nostro Paese. oppure tanti altri che leggo dai post che, andranno “con riserva”

Ieri sera parlando con un anziano partigiano mi è piaciuto ascoltare una frase “io andrò alla manifestazione perché essere contro Salvini è necessario, nel ventennio noi combattavamo Benito Mussolini, del Partito fascista e i suoi stupidi personaggi importava poco, a noi intessava solo che cadesse il duce”

Salvini sente l’aria di Napoli come se ormai fosse “roba sua” e allora sentire queste chiacchiere, che le sardine sono un fenomeno già visto, come lo furono i girotondini, il popolo viola e l’onda è pertanto destinato ad andare incontro al nulla poco interessa, domani sera a Napoli la piazza griderà il suo no a Salvini, come è accaduto e accade oramai settimanalmente ovunque , da Bologna a Genova e in tante altre città che vogliono fieramente esternare il proprio dissenso a colui che crede di essere un Caudillo…

Non vi sembra questa una buona ragione per esserci?

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