Evviva Porta Pia!

Per la cassazione la chiesa deve pagare la tassa IC-IMU.  Accolto il ricorso del Comune di Livorno

Papa Francesco o non Papa Francesco piaccia o non piaccia sentirselo dire, ma lo Stato di Città del Vaticano è uno dei più ricchi al mondo.

Questa ricchezza è stata ottenuta nei secoli da attività imprenditoriali che poco, anzi in verità per niente, hanno a che fare con il dettato del Vangelo.

Il Comune di Livorno tempo fa ha chiesto a due scuole cattoliche e proprietarie degli Immobili il normale versamento della tassa comunale che per legge vede la proprietaria chiesa protetta dell’obbligo di pagamento. L’Amministrazione non ci è stata e ha fatto ricorso al tribunale ordinario prima, all’appello di secondo grado e infine alla Corte di Cassazione chiedendo di esprimersi nel merito della questione.

livornoLa Cassazione ha dato ragione all’amministrazione Comunale ma quel che è peggio per la chiesa è che le sentenze del più alto tribunale, dopo la Corte Costituzionale ovviamente,  fanno sia scuola che precedente.

La CEI (Commisione Episcopale Italiana) a questo punto teme che altri Comuni Italiani possano seguire l’esempio degli amministratori di Livorno.

Il Comune di Livorno chiede il denaro perché nelle palazzine ove ci sono due scuole c’è di fatto un attività commerciale con rette, a quanto pare anche salate, da pagare e tutto quel che ne consegue da un’attività commerciale.

Ovviamnte da più parti si sono levate alte le grida di sdegno, a cominciare proprio la CEI che attraverso un comunicato inviato a quasi 200 giornali sparsi nel mondo recita così:  “Il retrogusto della sentenza è ideologico e non sorprendono gli applausi che vengono dai settori più ideologizzati sia della società sia del Parlamento. Applausi dietro i quali si intravedono, purtroppo, pregiudizi coltivati negli anni, nel tentativo di affermare un principio assoluto di laicità dello Stato che facilmente sconfina nell’arbitrio del più forte”

Ma non sono solo queste parole che vanno in senso contrario alla sentenza, ma proprio dal Parlamento, ove secondo la CEI sarebbe nato il complotto, si levano parole dure contro la Cassazione, ad esempio il deputato di Forza Italia Marco Manim  afferma che  “la sentenza della Cassazione sul pagamento degli arretrati Ici per le scuole paritarie rischia di avvalorare quel malinteso da cui scaturiscono, da anni, una serie di pregiudizi ideologici nei confronti degli istituti paritari, dando forza all’idea -che si possa assimilare questi istituti ad attività commerciali con fini di lucro-” il deputato forzista poi si aggrappa ad una tesi alquanto scapestrata “le scuole paritarie come quelle catoliche recano ogni anno un utile all’erario e alla collettività facendo risparmiare allo stato oltre un milione di euro”.

Anche il P.D. appare seccato sulla sentenza dell’Alta Corte , più che dichiarazioni dai leader del PD è visibile un profondo imbarazzo.

santacroceNella giornata di oggi, invaso da polemiche che fiondano da tutte le parti è arrivata anche una precisazione del Presidente della Corte il Prof.  Giorgio Santacroce che ha inviato una nota a tutte le agenzie di stampa informando che “La sentenza si pone in linea di continuità con l’orientamento consolidato circa l’interpretazione dell’esenzione prevista, si tratta di polemiche in larga parte fuor d’opera e che sembrano dimenticare come la questione sia stata oggetto – e la sentenza vi fa esplicito riferimento – di un’indagine comunitaria per sospetti aiuti di Stato agli enti della Chiesa, che sarebbero potuti derivare da un’interpretazione della predetta esenzione non rigorosa e in possibile contraddizione con i principi della concorrenza”

In realtà tutte queste polemiche apopaiono fuori ordinanza, nelle scuole paritarie e cattoliche, ove tra le altre cose ci sono considerevoli aiuti dello Stato, peraltro a danno della scuola pubblica, c’è un lucro, ovvero si fa cassa, si pagano rette, si guadagna da gite scolastiche da festicciole e bar d’Istituto.

galatinoAllora  la domanda da fare a Monsignor Nunzio Galatino, segretario della CEI, sorge spontanea, il nostro è un Paese di morti di fame, oltre 4 milioni i poveri assoluti, ricercatori di immondizia come professionisti, bambini a casa per tutta l’estate perché non hanno null’altro da fare e perché i loro genitori hanno poco o nulla da offrire, pensionati a cui si continuano a chiedere sacrifici, le bollette in aumento, i tagli, che stanno facendo diventare la coperta in poco meno di una federa di cuscino,  un mare, il canale di Sicilia, che è divenuto rosso dal sangue degli immigrati o cercatori di pace e libertà, è giusto che gli abitanti di uno degli Stati più ricchi del pianeta non contribuisca a fare del nostro Pese un’agglomerato di felicità e benessere? Ma tutto questo Gesù l’avrebbe approvato? altro che sentenza ideologica, è un problema di eguaglianza, questa volta è stato rispettato

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