Europee: Energie in movimento, comincia la mobilitazione comune

Un incontro dei Verdi Europei con forze politiche e associative italiane
È di questi giorni la notizia dell’ascesa dei verdi in Baviera dall’8% al 18%, ma non solo, gli ambientalisti vincono anche in Belgio e a Bruxelles. In Italia invece l’ambientalismo è completamente assente dal dibattito politico.
Ne parliamo con Carmine Maturo, storico ambientalista napoletano e co-portavoce nazionale del movimento Green Italia, di ritorno da un viaggio a Bruxelles assieme ad altri rappresentanti di forze politiche e associative invitati dai Verdi Europei.
Carmine, in Europa i Verdi vincono.
Sì, in Europa l’ambientalismo vince e in  Baviera è riuscito a raggiungere il 18% soprattutto perché utilizza uno slogan che apparentemente va oltre il significato politico che in Italia si dà all’ambientalismo: “Per una Baviera umana nella nostra Europa”. Il ché significa superare la corruzione e malgoverno, dire no al razzismo e  all’esclusione, combattere il nazionalismo e costruire una nuova Europa più giusta e federalista.
Ma i risultati elettorali di questi ultimi giorni rappresentano solo le ultime vittorie degli ambientalisti in Europa. I Green, negli ultimi anni, hanno ottenuto ottimi risultati, soprattutto nel centro-nord dell’Europa, dalla Finlandia all’Olanda.  Il consenso cresce perché, pur lasciando centrali i temi ambientali, anzi proprio perché le tematiche ambientali restano centrali, non vengono tralasciate le questioni sociali ed economiche come la Green economy.
Ancora, le posizioni chiare assunte dagli ambientalisti in questi anni sui migranti, sulla riforma di Dublino e su Frontex per cercare di trovare soluzioni più costruttive e soprattutto umane su questa problematica.
E in Italia? 
La sfida dell’ambientalismo in Italia è quella di conquistare l’agenda della politica. Per farlo dobbiamo fare quello che stiamo già facendo attraverso un percorso avviato da un po’ di tempo con forze e personalità civiche e politiche che condividono le priorità ambientali e di giustizia sociale e la loro assoluta urgenza.
Ma non c’è già chi rappresenta istanze ambientaliste?
Non si può parlare di ambiente e poi si buttano i migranti a mare o si discriminano le donne. È necessario contribuire alla costruzione di un’alternativa fatta di diritti: diritti per la terra e per le persone.
In questi giorni sei stato a Bruxelles, con chi ti sei incontrato e perché?
Si, sono stato a Bruxelles assieme ad alcuni esponenti di forze politiche e associative civiche, progressiste ed ecologiste. Siamo stati invitati dai Verdi Europei, anche a seguito di un dialogo iniziato qualche mese fa in Italia.
“Il confronto è stato incentrato sui temi dell’ecologismo politico, dalla lotta ai cambiamenti climatici al Green New Deal, su un’Europa forte, ma profondamente riformata nelle politiche e nel funzionamento, su una difesa intransigente dei valori di democrazia ed uguaglianza, sulla partecipazione delle donne e sul rifiuto di tutti i nazionalismi.”
Ecco le persone e le forze presenti all’incontro: Monica Frassoni, Mar Garcia e Gwendoline Delbos-Corfield per il Partito Verde Europeo, Marco Affronte, Ska Keller, Philippe Lamberts, Bas Eickhout, Judith Sargentini, Bodil Valero, Ernest Urtasun, Vula Tsetsi per i Verdi/ALE,  Angelo Bonelli e Luana Zanella per la Federazione dei Verdi, Beatrice Brignone e Annalisa Corrado per Possibile, Marco Furfaro e Diego Blasi per Futura, io e Roberto Della Seta per Green Italia, Alessio Pascucci e Federica Battafarano per Italia in Comune, Rossella Muroni (deputata ed ex Presidente di Legambiente), Marco Cappato e Marco Perduca.
Cosa avete deciso?
Si è concordato di avviare una mobilitazione su iniziative popolari europee per la transizione ecologica, per ridurre il riscaldamento globale e per il rafforzamento dei diritti civili e politici in Europa e su iniziative pubbliche comuni in Italia a partire dalle prossime settimane aperta a chiunque condivida queste idee.
Farete una lista per le europee?
L’aspirazione è quella di rappresentare una comune visione federalista europea, femminista, sociale ed ecologista, occupando uno spazio politico non rappresentato dai partiti presenti in Italia ma molto ricercato dai cittadini, guardando oltre le elezioni europee ma senza senza escludere la presentazione di una lista, è tutto in itinere
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