Europa unita… forse… ma democratica?

- Considerazioni e presentimenti -

Riceviamo e pubblichiamo

di Roberta Mancini

Smentita dalla costruzione di mere regole di mercato dai balordi parametri, che suonano un po’ come “chi è dentro è dentro… chi è fuori, è fuori”, che tutelano il potere che sta dove deve sempre stare, ossia dove ci sono i soldi. Non importa se il suo movimento sia reale o fittizio, se a ciò corrisponda un reale benessere della cittadinanza tutta.

La Grecia dunque…

Ma ci ricordiamo quando dopo le prime inclusioni, gli allargamenti ad est (inclusivi perché convenienti), si sono iniziati ad alzare i primi steccati?

Quelli entro i quali erano insiti gli appelli di definizione dei confini a partire dalla cultura classica, sbandierata come la matrice costituente dell’Europa, prima ancora di quella cristiana.

Ora se pensiamo alla Grecia come ad una delle tante culle di civiltà, il nostro riferimento non è certo il modello spartano, che faceva volentieri a meno delle differenze, sopprimendo i deboli.

O forse è proprio quello il modello che s’intende perseguire? Il dubbio diventa lecito, addirittura legittimo.

GREECE FINANCIAL CRISISLa Grecia è un paradigma che fa affiorare questioni ben più complesse…

Intanto c’è da dire che un sistema escludente finisce naturalmente per escludere tutti prima o poi, è solo una questione di tempo.

Allora forse varrà la pena di fare un salto, un tuffo in un libro prezioso come “Senza Madre” di Stefania Tarantino, il cui sottotitolo assolutamente emblematico, è “L’anima perduta dell’Europa”.

Una delle tante suggestioni ed agganci che ha provocato in me questa lettura, è l’assunzione del concetto del bene profondo, che non è l’assoluto in quanto trascendenza, ma è quell’assolutezza profonda che richiama ad un’appartenenza comune, altrimenti non è.

Per troppo tempo abbiamo fatto a meno di considerare il valore delle differenze e delle mescolanze e di come la conoscenza è frutto di tutto ciò.

La logica delle soppressione delle differenze fa perdere qualsiasi rapporto con il reale: ma ci immaginiamo ad esempio come l’avremo “messa a’nnome” fra il sistema binario e i numeri romani?

E questo ora è quanto di getto scrivo, dopo aver partecipato alla manifestazione

Napoli insieme ad altre 69 piazze d’Italia

Insieme ad altre 120 tedesche

Insieme a chissà quante altre, di cui sarei desiderosa di conoscerne i dati.

Ci dovrà pur essere un modo per superare l’empasse dell’abuso di potere, nel considerare di valore nullo ciò che pensiamo e che vogliamo, da parte di chi ci rappresenta e che intende farlo, sempre meno.

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