Escher: un successo senza fine

Ancora un mese per potere visionare al PAN una delle mostre più belle mai avute in città. matematica e arte che si fondono in un difficile mix

Spesso abusiamo del termine artista, vero che Bob Dylan già 50 anni or sono a un giornalista del Rolling Stones che gli chiedeva come fosse la vita di un artista rispose “ io non credo di essere un artista, artisti erano Michelangelo e Leonardo, io sono uno che scrive e canta canzoni, ma mi sento molto lontano dal mondo degli artisti, per come l’intendo io”

Ma quella che da novembre e ancora per solo un mese sarà visitabile al Pan di Napoli, è una delle mostre più ricche e belle mai cadute in questa città, ed è di un artista vero, di quelli che appunto intende il menestrello Bob Dylan.

Maurits Cornelis Escher, artista olandese che soggiornò per diverso tempo nel Sud Italia e in particolare in Campania, ha prodotto nella sua vita improbabili soluzioni geometriche e,  che da una materia così fredda ne ha fatto uscire vere opere d’arte.

Una mostra lunga e appassionante che sembra non finire mai, dal momento in cui si entra e un video racconta la storia del genio olandese fino all’ultima stanza, un percorso che per vederlo bene abbisogna di almeno 4 ore piene.

Oltre 200 opere distribuite in tante sale con la possibilità di interagire con l’universo della matematica e le geometrie, infatti, alcune stanze sono dedicate a dei suoi paradossi, pavimenti che diventano soffitti e viceversa, e situazioni di prospettive che lasciano il visitatore sorpreso e divertito. Di approccio ipnotico le opere più famose, la metamorfosi 2 e le immancabili scale che tanto successo hanno avuto tra il pubblico

Una mostra che ha già avuto enorme successo in tutte le città che ha toccato, tra le quali Roma Bologna e Milano, e che a Napoli ha sinora ottenuto già 80mila presenze, diventando quasi un record.

Maurits Escher, è probabilmente con Andy Wharol un artista cui tanti mondi hanno attinto a piene mani, la sua presenza è più o meno ovunque, cominciarono i Pink Floyd che in due occasioni usarono le sue opere per farne la copertina di album diventati poi pietre miliari del rock, al cinema, con il faraone, quella casa nel bosco e più recentemente una notte al museo e Harry Potter, presente nel mondo dei fumetti, con il classico Topolino della Disney a i Simpson e Dylan Dog, ma ricca anche nel universo propagando con pubblicità per le automobili Audi e della Tim, una presenza costante nel mondo contemporaneo.

La mostra è un paesaggio irreale, sembra di entrare in formule geometriche che si fondono con l’arte, e al termine della visita fa sentire soddisfatti di quanto visto e con tanta voglia di parlarne e discutere con qualcuno che ha ammirato le opere.

Una rappresentazione che gonfia il petto a Napoli e i Napoletani che dimostrano con il loro affollare i musei e mostre una voglia di studio e cultura, che è la crescita di una intera città.

È rimasto solo un mese per chi non si fosse ancora recato al PAN per vedere qualcosa di eccezionale e per giocare per una notte con formule e disegni per lo più sconosciti.

La mostra è promossa dall’Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, e prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia in collaborazione con la M. C. Escher Foundation e curata da Mark Veldhuysen Federico Giudice Andrea

No commento

Lascia risposta

*

*