Elogio del pensiero curvo

Pensare in maniera non lineare apre orizzonti insperati

Riceviamo e pubblichiamo

di Ugo Cundari

I più grandi rivoluzionari, prima che fare ricorso alla spada, hanno affilato il pensiero e provato a condividere una concezione del mondo diversa, se non opposta, a quella comunemente accettata. Di recente, di alcuni di questi pensatori dediti a sporcarsi il cervello prima ancora delle mani, sono uscite alcune novità o riedizioni.

Quando nel 1861 arrivò in libreria la prima edizione del Matriarcato dello studioso tedesco Bachofen, fu un colpo al cuore di tutti gli accademici occidentali, che si trovarono investiti da un sistema di pensiero destinato a ribaltare totalmente le loro convinzioni: l’uomo non era superiore alla donna e per secoli solo alla donna erano stati affidati i destini della società. Vale la pena leggere le prime righe scritte da Bachofen a introduzione del suo volume e appena pubblicate nella nuova edizione Einaudi: «Ci inoltriamo in un campo che attende di essere dissodato per la prima volta.

matriarcatoDalle epoche maggiormente conosciute dell’antichità veniamo rimandati a periodi più antichi; da un mondo di pensiero che ci è noto a un altro interamente diverso e più remoto.

I popoli ai nomi dei quali sembra essere esclusivamente legata la fama della grandezza antica passano in secondo piano, e ne prendono il posto altri che non raggiunsero l’altezza della cultura classica.

Un mondo sconosciuto si apre al nostro sguardo. Quanto più ci caliamo in esso, tanto più singolare ci appare ogni cosa. Ovunque elementi contrastanti con le idee di una civiltà più sviluppata, ovunque concezioni più antiche».

Una straordinaria dichiarazione teorica sul modo in cui combattere il pensiero scontato, ossia il pensiero lineare.

Per trovare una via di fuga dallo «spazio che su di noi hanno incurvato secoli e secoli» (cito Zolla), non si può che nutrire un pensiero curvo. Ce lo suggerisce Fritjof Capra, lo scienziato diventato celebre con Il Tao della fisica e di recente autore, insieme al chimico Pier Luigi Luisi, di Vita e natura, una visione sistemica (Aboca).

La parte più suggestiva è quando Capra parla di un nuovo modo di pensare, che consiste nel «fare ricorso a quello che io chiamo il pensiero curvo. Nella natura si vede raramente la serie 1, 2, 3, 4. Molto più spesso invece si vede 1, 4, 6, 10 perché lo schema della vita procede per picchi, per curve, per rotture, per sbalzi. A ulteriore dimostrazione, sappiamo che il tutto vale più della somma delle sue singole parti, e questo concetto è estendibile in qualsiasi campo».

D’altra parte Einstein rivoluzionò il mondo della fisica dimostrando che lo spazio e il tempo, i due pilastri sui quali si basano le nostre percezioni, procedono incurvandosi, non andando diritto

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