Elezioni a Napoli: le frustrazioni dei candidati

Liste chiuse, favoriti gli uscenti, poco spazio per le new entry

Poche ore ancora e il quadro delle candidature sarà completo e concluso.

Le elezioni ai Consigli Comunali e Municipali di Napoli hanno un’anomalia tutta particolare, Napoli a differenza di altri Comuni ove si eleggeranno i Consiglieri è una città che più che chiedere grandi elementi di novità ha bisogno di conferme.

Normalmente in tutte le elezioni si battono argomenti di come migliorare, o addirittura cambiare rotta rispetto alla precedente amministrazione, a Napoli tutto questo non può avvenire perché le promesse di cambiamento da fare sono poche, anzi pochissime.

daniele ninoSe nella precedente tornata elettorale che portò un arancione sullo scranno più alto del Comune, il tema di dominio era la spazzatura, oggi questo problema non c’è più, sono scomparsi molti argomenti cari a chi si candida, non si può promettere di pulire la città perché al momento non c’è nessuna emergenza rifiuti e non è neanche all’orizzonte, così come non si può promettere maggiori riflettori sulla città per conquistare fette di turismo, la città ha avuto, come Renzi stesso ha ammesso, un’impennata turistica straordinaria, probabilmente imprevista dagli stessi amministratori, non si può chiedere una maggiore incidenza culturale visto il lavoro dell’Assessore Daniele che da molti è stato definito come il migliore Assessore alla Cultura d’Italia.

Così come il ripianamento dei debiti e i ritardi nei pagamenti è un’altra arma spuntata, l’Assessore al Patrimonio Fucito ha praticamente azzerato le spese facendo risparmiare al Comune negli ultimi anni la buon rispettabile somma di 25 milioni, egualmente si può dire dell’Assessore Piscopo, con la delega ai Beni Comuni, che è riuscito nel non facile compito di essere mediatore tra le esigenze dei movimenti e delle Istituzioni, si potrebbe continuare citando il lavoro della Clemente che senza alcuna risorsa economica è riuscita ad “inventarsi” manifestazioni e iniziative utili ai giovani e ai tanti progetti fatti  o ancora in cantiere. Lo stesso dicasi per altri assessorati.

Sarà una campagna elettorale che più che promesse di nuovo ha bisogno delle conferme di quanto fatto.

Per i candidati delle liste che appoggeranno l’attuale Amministrazione, probabilmente troppe, 14, è una situazione frustante, quando vai a togliere le promesse di cambiare, stravolgere, combattere, i termini maggiormente usati in tutte le elezioni, hai tolto il sale da qualsiasi piatto.

I candidati, sia al Consiglio Comunale, e soprattutto a quelli Municipali, non possono fare altro che promettere di continuare, con qualche margine di miglioramento quanto già fatto da precedenti consiglieri e amministratori. .

I candidati possono solo mostrare agli elettori il loro lavoro e la loro esperienza, poche promesse se non quella di continuare e ammettiamolo, è troppo poco per sperare di essere eletti. Appaiono più favoriti, tra le liste alle Municipalità apparentate a de Magistris, i candidati delle cosiddette periferie, soprattutto Napoli Est, ove dei problemi irrisolti restano

Un elemento significativo della campagna che si avvicina è il comportamento dei pentastellati, orfani per la prima volta del cognome “Grillo” sul simbolo elettorale, i 5 stelle, così solerti nel contestare tutti e tutto, a Napoli stanno agendo quasi in sordina, puntando su un candidato dal cognome milanese e  ciliegina sulla torta tifoso della Juve, è inimmaginabile per un napoletano, tifoso o no, vedere il proprio primo cittadino allo stadio con la bandiera della Juventus, le stesse liste del movimento non sembrano avere nomi di primo piano, così appare abbiano deciso di mollare la presa Napoli, rinunciando di fatto anche alla possibilità di arrivare al ballottaggio, ipotesi comunque oggi abbastanza remota visto il vantaggio abissale che gode l’attuale Sindaco sugli altri avversari.

lettieri poggiorealePiù facile senz’altro il compito degli avversari, lo stesso Lettieri, protagonista di una campagna elettorale boomerang,  il famoso “Sputtanapoli“, e a tratti comica, “Pronto per Poggioreale” è stato un manifesto che ha fatto ridere tutto il Paese, può al massimo fare promesse che nemmeno un candidato alla Presidenza del Consiglio può realizzare, promette di sconfiggere il fenomeno criminalità, di regolare meglio l’ordine pubblico, che treni e aerei arriveranno in orario, temi che non sono propri di un primo cittadino, che al massimo può solo incentivare e chiedere a Prefetti e Questori o al Ministro degli Interni di essere ascoltato,  Lettieri sembra il deputato Razzi quando affermava di voler mettere fine ad una disputa secolare tra la Corea del Nord e quella del Sud. Il suo colpo di fortuna può essere considerata la candidatura dell’ex Ministro Carfagna, ma francamente è troppo poco.

La Valente si presenterà agli elettori promettendo trasparenza, coraggio e onestà, e alla luce di quanto accaduto nello scippo ad Antonio Bassolino nelle primarie, sarà abbastanza difficile darle credito, ma anche lei si trova in difficoltà nel promettere, che cosa?

L’unica arma in possesso della Valente è che il suo segretario, nonché con grande anomalia anche Presidente del Consiglio di tutti gli italiani, promette che, se a vincere sarà lei verranno sbloccati tutti i fondi che dovrebbero arrivare a Napoli, un argomento disonesto sotto il profilo intellettuale e anche civico, quello che spetta alla città di Napoli dovrebbe arrivare a prescindere da chi sarà il Sindaco e la sua provenienza politica.

Si preannuncia pertanto una campagna elettorale difficile in quanto a essere favoriti sono tutti gli uscenti, che potranno promettere di continuare quanto già fatto,  poco,  se non pochissimo spazio per i nuovi che si propongono come consiglieri o amministratori, per questi è una brutta notizia, per i cittadini un po’ meno.

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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  • Pasquale
    6 maggio 2016 at 14:15 - Reply

    In realtà de Magistris lascia un bilancio con un rosso di 1,6 miliardi.

    Perché non scriverlo?

    • CantoLibre
      CantoLibre
      13 maggio 2016 at 10:25 - Reply

      Risponde l’Assessore al Patrimonio Sandro Fucito: “Erano 2,4 miliardi certo. Non risulta iscritto il valore delle attività ma solo dei crediti e stralciati di quelli non esigibili. Il tutto da rimborsare in trenta anni. Ovvero dal disastro alla normalità”.