Ecco il Regno di Chimera di Gennaro Esposito

La seconda edizione di un romanzo che ha avuto un successo che va oltre lo steccato. la recensione di Franco Martino

Gennaro  Esposito, attivista di Sinistra Anticapitalista e nostro collaboratore presenterà il suo romanzo presso la libreria Ubik martedì 30 maggio, ore 18. Interverranno: Francesco Soverina (storico) — per la Turisa Editrice: Eleonora Belfiore e Letizia Servillo — letture di Roberto Strati (attore e regista) — modera: Marco Martone (giornalista).

Riportiamo di seguito la recensione del prof. Franco Martino.

Quali ragioni spingono un intellettuale a scrivere? Qual è il suo ruolo oggi? In molti casi non mancano le tentazioni del narcisismo, della vanità, l’ambizione.  Altre volte, poche, quelle che lo spingono sono ragioni ideali, nobiltà d’animo, idee e valori da trasmettere, e questo avviene quando chi scrive ha qualcosa da dire, ch’ entro (gli) rugge (Foscolo, Alla sera), e preme per farsi esprimere. Allora egli sente il bisogno di scavare dentro di sé, nell’animo umano, nella realtà della vita, e della società, e far sentire la propria voce. “… Scrivere significa innanzitutto fare i conti con se stessi. Un intellettuale sa sempre perché scrive, per cosa scrive, per chi scrive e, proprio per questo, non ha alibi, né può accampare scuse quando, ormai drogato dalla vanità e dalle ambizioni ritornate infantili, prostituisce la propria coscienza alla compiacenza del sistema” cosi scrive il nostro autore, Gennaro Esposito

In questo romanzo troviamo una critica radicale del sistema di vita dominante, una critica che ha la funzione di sollecitare la coscienza di chi legge. Questo libro non è, dunque, un romanzo d’evasione, ma d’impegno civile, sociale, culturale e politico.

Ma Gennaro Esposito ci presenta anche l’altra faccia della medaglia: personaggi positivi, con i loro sentimenti, le speranze, e le prospettive di un mondo più giusto e umano. Alla cultura dominante, fatta di opportunismo, intolleranza e corruzione, egli contrappone una cultura alternativa, impregnata di altruismo e solidarietà, capace di riscattare la funzione intellettuale, influenzare gli altri positivamente, e salvare la società dalla crisi nella quale è caduta, come in un profondo burrone.

Il Regno di Chimera, apparentemente enigmatico, è un viatico, indizio per la lettura: è il testo di un tema liceale, svolto dalla protagonista del romanzo, che racconta un sogno, e parla della regina Chimera che corre a piedi nudi nella boscaglia:  un sogno, che ci induce alla riflessione sul contrasto tra una visione ideale, chimerica della vita, del mondo, e la realtà materiale, dura e scabrosa. La leggerezza dei sogni è anche il titolo del capitolo XIII del libro. Quindi il titolo fornisce una chiave di lettura del testo, che fa un uso sottile dell’ironia.

E veniamo ai campi semantici del romanzo: una prima categoria fondamentale riguarda,  la dimensione spazio-temporale, cioè il tempo e il luogo degli avvenimenti narrati:Il tempo:Le vicende narrate si svolgono in gran parte nel  tempo presente: in questo primo scorcio degli anni duemila, spaziando nelle vicende personali dei personaggi (soprattutto della protagonista, dall’infanzia, all’adolescenza, all’età matura). L’eclissi degli episodi impliciti o sottintesi abbrevia il tempo del racconto: la data del prologo è la stessa dell’epilogo: 10 nov. 2012. Ma l’autore, con grande abilità narrativa, ora dilata il tempo del discorso con descrizioni, o digressioni, ora l’accelera, ricorrendo al sommario. Si tratta di una tecnica narrativa molto efficace.

I luoghi:  Il romanzo è ambientato a Napoli, con diverse uscite in vari luoghi d’Italia. La descrizione dei luoghi, sia interni che esterni, consente al lettore di definire l’ambiente in cui si svolge la vicenda: i vicoli di Napoli, piazza Bellini, piazza del Gesù, con quel biancone fermo sul campanile, che diventa un simbolo, muto testimone di gioie e dolori dei protagonisti, e poi Treviglio, con flash back su Agropoli, poi Amalfi , spaziando ampiamente dal Nord al Sud Italia…, avanti e indietro, vicino e lontano, nei bar e nelle piazze, in corsie di ospedali …  A volte il luogo acquista un valore simbolico: gli interni delle case, le camere da letto, il terrazzo, gli studi professionali, l’aula del tribunale … la spiaggia di Agropoli, che suscita ricordi dell’adolescenza …

I personaggi : Alessandra (la figura principale, al centro dell’azione), penalista, a seguire Francesco, Gianni, e poi una folla di altre figure e personaggi positivi o negativi. Inoltre Il narratore costruisce i suoi personaggi mediante tratti che ne delineano i contorni e ne costituiscono la fisionomia fisica,psicologica e comportamentale: abbigliamento, carattere, abitudini, rapporti con gli altri, modo di muoversi, di parlare, senza trascurare l’aspetto socio economico, né quello ideologico: cioè dei valori e delle idee in cui il personaggio si riconosce e si identifica.

Ma troviamo diffusa nel testo una profonda comprensione umana e un sentimento di solidarietà per le debolezze e i pregi. L’autore non si erge mai a giudice, non assolve o condanna nessuno, (tranne Sergio Varriale, lo strozzino, per il quale ha parole di fuoco).   Vi sono poi personaggi statici, come Lucia, Cristina, Teresa … che mantengono inalterate le loro caratteristiche e non subiscono variazioni, e personaggi dinamici, capaci di un’ evoluzione psicologica, come Alessandra, la protagonista, che supera le sue contraddizioni solo quando decide di mettersi in gioco. Gianni è l’intellettuale impegnato, lontano dai cliché e delle ipocrisie del contesto sociale. Lei, Alessandra, è una giovane avvocatessa, ma la ritroviamo, con la tecnica dei flash back, adolescente sulla spiaggia di Agropoli, poi studentessa del liceo, poi moglie insoddisfatta:  il matrimonio con Francesco la rende infelice.

Aveva iniziato la sua storia d’amore con Francesco alla festa dei 18 anni di Cristina, sua amica e compagna di scuola, ma si lascia attrarre da nuove esperienze di rapporti con altri uomini. Tradisce il marito e comincia a coltivare una serie di fantasie erotiche,che finiscono col prendere il sopravvento, fino a quando cade il confine tra immaginazione e realtà, andando oltre il mondo dei sogni e dei desideri.  Lei coltiva il sogno della Chimera, mentre la realtà quotidiana la lascia insoddisfatta. Tutto ciò la trascina in un vortice che rischia di farle perdere il controllo di se stessa. Ma la trasgressione la spinge anche a riflettere sul suo percorso esistenziale. L’incontro con Gianni, la guiderà verso un cammino più impegnativo, ma decisamente più autentico. Alla storia di Alessandra fa da sfondo la rappresentazione critica del mondo borghese  che, ripiegato su se stesso, sprofonda sempre di più in un modello di vita privo di slanci interiori. La vicenda della protagonista può anche considerarsi una metafora dell’intero romanzo. Gli altri personaggi sembrano una folla, ma hanno tutti un’ identità ben definita ed un ruolo importante negli eventi narrati

Il Regno di Chimera” è un’opera intensa, informale, che si presta a diverse chiavi di lettura, da quella letterale a quella più profonda, direi metaforico-allegorica. Ognuna di queste chiavi è ricca di suggestioni e di spunti di riflessione. Questo romanzo ha dentro di sé il germe della denuncia sociale:

Le riflessioni consistono nell’apporto critico personale relativo al brano in esame. Non è sufficiente riportare i propri sentimenti e le emozioni, le  impressioni suscitate dal testo, ma occorre sostenerli con opportune argomentazioni. Si può anche esprimere: Giudizi sull’ideologia e sui valori desumibili dal testo. Confronti tra personaggi, Confronti tra la vicenda narrata e altri eventi analoghi reali o fittizi, passati o presenti, raccontati dallo stesso o da altri autori. Questo settore richiede competenze non solo letterarie, ma anche di carattere storico o di attualità, oltre che una buona capacità di giudicare i fatti. Commenti sulle tecniche stilistiche e sulle modalità espressive.“[…] Poi, come presagio di vita nuova, il cervello animò le leve della logica. Come un lampo che dava bagliore alla notte, si trovò in un attimo a capire che il male del mondo aveva sempre e solo la stessa matrice: l’abuso dei potenti sul destino degli uomini[…]”La lettura di questo libro consente di cogliere ogni gioia, paura e trepidazione. Il libro e il suo autore vanno inquadrati nel contesto storico letterario attuale, sulla scia della letteratura impegnata, che apre nuovi spiragli per una visione.   alternativa del ruolo della cultura e degli intellettuali, come li concepiva  A. Gramsci

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