E Zèzi: gioia e libertà

Un concerto indimenticabile, musica, passione e libertà i temi portanti di una meravigliosa carriera

Almeno due ore prima del concerto i posti a sedere erano già esauriti, e quando alle 20 e 30 Massimo Mollo vestito da Pulcinella si è messo a capo di una banda corteo-processione che ha fatto il giro del quartiere, è cominciata una festa che dura da quaranta anni. alle 21, quando la banda è tornata nel chiostro di san Domenico, abbellito di luci e colori c’era il pieno, non si riusciva più ad entrare nella struttura monumentale.
zezi 2Come già detto da giorni ieri si festeggiavano i quaranta anni di carriera dei Zèzi, la manifestazione è facente parte delle manifestazioni legate ad “Estate a Napoli” e pertanto era previsto un abbraccio tra il gruppo e le istituzioni che piaccia o meno rappresentano l’umore e il pensiero della città

Alle 21 il Sindaco, Luigi de Magistris ha dato il via alla festa apparendo nella insolita veste di presentatore, ruolo che tra l’altro ha svolto benissimo “seguo da molto tempo i Zèzi, è una storia di amore e di fatica, in questo posto stasera c’è la sinistra che vuole lavorare e che pretende diritti, buon primi quarant’anni Zèzi”.

Prima del Sindaco sul palco è salito l’Assessore Nino Daniele che ha coniato la frase del titolo di apertura, i “Zèzi sono gioa e libertà

In uno scenario suggestivo, spazi colmi e poche bandiere ma tante facce, bambini, i neo appassionati del genere taranta, adulti e qualche anziano che nonostante i prevedibili acciacchi ballavano.

Ieri sono successe tante cose che un romanziere potrebbe prendere a piene mani per scriverne un racconto.

zezi 1Il Passaggio di consegne, Marzia Del Giudice a quanto sembra, limiterà i suoi interventi canori, sul palco ieri sera è entrata prepotentemente in scena una figlia d’arte, Martina Mollo, la figlia di Marzia e Massimo, l’esecuzione è stata ai limiti della perfezione, una voce pulita e altissima, Marzia Del Giudice lascia la voce del gruppo in ottime mani, Martina  ha tutta la stoffa per potere incidere autorevolmente nel panorama musicale, quello serio, quello della strada delle piazze e dei palchi tra la gente, non quella di factory o imbecillità del genere.

Se c’è ancora chi è convinto che i comunisti e le ideologie non esistono più, che sono pezzi di antiquariato in vendita nei mercati rionali di San Pietroburgo, si sbaglia davvero, e avrebbe fatto bene a farsi un giro ieri sera per rendersi conto che c’erano 5000 persone, attratte si dal concerto, ma soprattutto dalla storia che è arrivata sino a questo concerto. Una storia fatta di musica, pugni chiusi, e canti popolari.

E Zèzi, hanno incantato la platea entusiasta con il loro repertorio ricco e letteralmente voluminoso. –A nuvella, giovinotte e signurine, così è cominciato il concerto, poi a seguire Cammurriata e a cammera e cunziglio-.

Il concerto ha visto la partecipazione di artisti cari ai napoletani, quali I Bisca, i GSU, Sepe Colasurdo e Saccone, a circa metà spettacolo, e contrariamente alle abitudini dei gruppi commerciali che il meglio lo lasciano per il botto finale, e Zèzi propongono “Santa Anastasia”, la tensione è fortissima, la più bella delle canzoni popolari cantata in coro dai presenti fa della serata un momento magico, la canzone di una storia tristissima fa scivolare qualche lacrima sulle guance di una donna anziana.

https://www.youtube.com/watch?v=a99Y4LgjVLQ

zezi copertinaLo spettacolo ha una breve interruzione, il Sindaco dopo essere stato sempre sotto il fronte del palco abbandona la serata lasciando solo l’ Assessore Daniele che invece resterà fin oltre, l’ultima nota.

La ripresa è una corsa tra ricordi passati e voglia di futuro, –Catarina, Concetta Sgueglia– e una versione libera della “Tammurriata”, un condensato di musica popolare con venature jazz e un’ampia caratura di fiati, semplicemente eccellente agli occhi e alle orecchie. Il concerto è arrivato al termine con la classica “Bandiera rossa”, cantata e ritmata a tamorra e tanti pugni che fendevano la notte dei quarant’anni dei  Zèzi.

martinaSul palco oltre venti artisti si sono succeduti, impossibile citarli tutti, ma ricordiamo almeno i maggiori “azionisti” di quel gruppo che va tra passato e futuro, Angelo De Falco padre spirituale del gruppo, Salvatore Iasevoli storico tammurraro della prima ora, Massimo Ferrante, Gianluca Marano, Antonio Esposito meglio conosciuto come “Tonino o stocco”, la corista Ninucia, Massimo Mollo e infine il domani di una storia che è meglio per tutti se continuasse a lungo, Martina Mollo. poi a seguire gli altri, Caterina Bianco al Violino, Alessio Sica alla batteria, Enzo Salerno basso, Gianluca Mercurio alle percussioni,  Dario Mogavero e Paolo Mocerino nuove voci della migliore tradizione pomiglianese.

Una delle più belle manifestazioni di Estate a Napoli, con solo due nei, l’audio era ai limiti del sopportabile e ha inficiato la serata, e un appunto all’Amministrazione, c’erano sia il Sindaco che l’Assessore alla Cultura, vista la loro partecipazione ci saremmo aspettati un premio alla carriera, qualcosa di ufficiale che fosse da sigillo ad una operosa e combattiva carriera non solo artistica, ma anche personale. Non fa niente, per i Zèzi e il loro popolo la festa dei Quaranta’anni è stata bellissima, ricca di gente e soprattutto di voglia di cambiare il mondo

 

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