È morto BB King

Oggi il mondo è diventato orfano del più grande bluesman di sempre

Il re del Blues ha smesso di farci sognare, vivere ed essere felici.

BB King è morto stanotte nel letto di casa sua, 89 anni e chi gli ha tolto l’ultimo sospiro è stato un male subdolo e cattivo come il diabete.

Raccontare di BB King non è facile, sopratutto in un’occasione del genere.

BB King non era solo un cantante o chitarrista, è la storia del Blues, ma non solo, è anche la storia del cammino dei neri americani ed ha vissuto tutta la storia che ha portato i neri dall’essere schiavi alla emancipazione.

Se Martin Luter King arringava le folle con discorsi pieni di genialità e sogni da realizzare, BB King esaltava le folle con  la sua chitarra e una voce particolare, calda e suadente.

Come tutti i neri cominciò a lavorare giovanissimo, a sette anni, cioè nel 1932 quando il Presidente degli USA era Herbert Clark Hoover che a parole si diceva interessato alle fasce più deboli, ma nella realtà si interessava solo di risolvere i problemi delle banche colpite dalla recessione e dal famoso “martedì nero”.

Era l’epoca del Proibizionismo e i neri erano visti solo come una buona manovalanza a basso costo.

Cominciò a lavorare con la madre nelle piantagioni di cotone, e tra le tante leggende che si narrano di lui colpisce molto che convinse i lavoratori come lui a cantare e muovere il sedere per alleviare la fatica. Guadagnava solo 28 cent ogni per quattro ore di lavoro, una paga da maledetti e neri.

BB-King-Poi smise di faticare e cominciò a cantare per professione: secondo i razzisti, cantare era l’unica cosa che i neri potessero fare oltre il lavorare in campi e nelle ferrovie.

BB King fu subito scoperto da impresari di locali e radio private e in poco tempo si scoprì che il mondo aveva trovato un genio, un uomo che gridava al mondo che si poteva essere liberi cantando. Con le sue canzoni sfidò il sistema. 

Voglio dimostrare che sappiamo fare tante cose oltre a lavorare ed essere servi” disse in una delle sue prime apparizioni.

Ispirato da chansonnier neri, scoprì  il grande successo a 24 anni, né troppo presto né troppo tardi ma nel giusto.

È stato il bluesman più amato e cercato di sempre, nel tempo ha collezionato quasi 500 chitarre, oltre la metà costruite appositamente per lui. Era capace di fare oltre 200 concerti all’anno, sempre spostandosi in bus con la sua fantastica band, anche se ultimamente non viaggiava più con i suoi amici e colleghi poiché il diabete lo aveva debilitato.

Tutti i musicisti del mondo lo rispettavano come un  padre, un papà buono cui bisognava dare ascolto e tutti i bluesman, a cominciare dall’italiano Zucchero, hanno cercato di prendere le sue liriche e giri di chitarra come il vangelo della musica.

Un personaggio allegro, sempre disponibile, colorato sia nell’animo sia nel suo modo di vestire, sempre sorridente e prodigo di consigli per tutti.

Un’infinità di dischi, ufficiali e non, apparizioni su tutti i palcoscenici del mondo.

La musica non è solo un’espressione, ma è la vita che circonda gli uomini” disse in un’intervista al popolare giornale “Rolling Stone” e per oltre 40 anni è stato sempre nella top ten dei più grandi musicisti. Il suo modo di suonare la chitarra era unico, inimitabile, fantastico.

Assistere ad un suo concerto era qualcosa di eccezionale, capace di suonare anche per sei ore di fila, accontentando sempre le richieste dei suoi fans, vero è che in un concerto nel Mississipi fu chiamato “il Juke Box sul palco“.

È un mondo molto più povero oggi, BB King farà sentire la sua assenza oltre ogni lecito pensiero. Immaginare che non potremmo più sognare di vederlo in uno spettacolo gonfia il cuore di malinconia, tristezza e per la musica è un evento luttuoso inimmaginabile.bb king

Coloro che hanno avuto l’onore di suonare con lui sono un’infinità, dagli Who a Sting, che disse “suonare con King è come partecipare ad una finale mondiale, senti il peso della storia sulle spalle“. L’elenco è interminabile: Eric Clapton, suo bianco discepolo, i Pink Floyd, Elton John, i Dire Streets, Luciano Pavarotti, James Brown, gli U2, con i quali partecipò ad un fantastico lavoro discografico in Ruttle and Hum, Tracy Champman, Zucchero ma anche Edoardo Bennato, con il quale cantò a Pistoia in Umbria Jazz la canzone Signor censore, e con molti altri ancora.

Non è errato definirlo “il più dolce dei ribelli“, anarchico per vocazione fregandosene dei cliché, che volevano gli artisti assolutamente dissacranti e ribelli, BB King non era pieno di donne e non aveva passione per le auto di lusso, la sua unica ricchezza erano le chitarre.

Merita menzione un’altra leggenda avvenuta nello stato dell’Arkansas:  in un freddo locale venne accesa una stufa a cherosene, due uomini litigarono per una ragazza, buttando la stufa a terra incendiando il locale, BB King rischiò di morire bruciato e in ricordo di quella serata chiamò la sua chitarra preferita come la ragazza contesa: Lucille.

Ha partecipato anche a film e serial tv, indimenticabile in The Blues Brothers, ove ironicamente interpretava la parte di se stesso.

Il mondo dello studio lo ha insignito nel 2004 della laurea ad honorem alla University Of Mississipi.

Una vita piena di gioia, condivisione e amore, il più grande di sempre ha deciso di lasciarci orfani, il dolore è duro a mandar giù.

Addio grandioso poeta e che il Nirvana abbia cura di te.

No commento

Lascia risposta

*

*