…E finalmente al Vomero nasce il parco dell’ex gasometro

Dopo 30 anni di gestazione e disseminazione di buone idee in altri spazi in autunno finalmente arriva il Parco dell’ex Gasometro al Vomero

di Guido Liotti Lo Sguardo che trasforma –ufficio di presidenza Gente Green

Dopo 30 anni di gestazione e disseminazione di buone idee in altri spazi in autunno arriva il Parco dell’ex Gasometro al Vomero

Eccolo finalmente e questa volta sembra quasi che non sarà il solito falso allarme. Il parco dell’ex gasometro al Vomero che si spera sia nominato ancora “Parco Carmine Minopoli” ha avuto nei suoi 30 anni di gestazione il merito di ispirare da incompiuto molti interventi analoghi in città e non.

Lo dico subito, arriva un poco a sorpresa la notizia, avevamo quasi perso le speranzeper via della questione dellasopravvalutazione relativa al costo dell’esproprio spuntata dal proprietario in una recente fase processuale.

Tale questione sembrava inizialmente sfuggita di mano al Comune ma poi è stata ripresa per la collottola a quanto pare. Il tutto rendeva la stasi del progetto un ulteriore indicatore di  in un momento davvero difficile per la tutela del verde su tutte le scale (parchi e giardini pubblici ma anche parchi regionali e nazionali).La notizia confesso da una piccola boccata di ossigeno.

Non mi sembra per niente ieri, è passata infatti, una vita, da quando nel ’93 raccogliendo temi per il progetto “La Riconquista della città” e per la prima edizione del Concorso nazionale di Progettazione partecipata INU WWF al WWF Campania fu presentato il caso di quest’area da un comitato agguerrito di cittadini con Vanda Rosati e Franco di Mauro in testa.Vanda divenne poi un’assidua attivista dell’Associazione.

Partì subito un processo partecipato curato per il WWF da Ornella Capezzuto e dal sottoscritto che affiancò lo studio preliminare nato in seno alla facoltà di architettura della Federico II e guidato  dal Professor Andriello insieme ad Abalsamo.

Il processo a quel punto valorizzò l’attenzione, data all’area dall’associazione Fondi Rustici,con il prezioso contributo dell’agronomo Carmine Minopoli che seguì tutto con passione fino alla sua morte traumatica. si affiancarono in questa prima fase di coinvolgimento cittadini e tecnici riprendendo il lavoro di Carmine anche docenti della facoltà di agraria: Antonio di GennaroRiccardo Motti. DI gennaro, diede un contributo poi, anche per la fase progettuale vera e propia. una seconda fase progettuale che ha visto il WWF assumersi l’incarico diretto dal Comune per la definizione, con proprie competenze interne, del progetto preliminare, definitivo ed esecutivo con un gruppo di lavoro coordinato da quel momento dagli Architetti Enzo Russo e Marina Rigillo.

Enzo Russo ancora segue il processo e l’iter complesso dell’ulteriore variante del 2012 con il prezioso contributo di Silvana Santaga

A.La battaglia, con l’attenzione dataalla tutela dell’ultimo scampolo di “Orto arboreto flegreo”,orto misto ad alberi (spesso agrumi) del Vomero, va ricordato, risulta un elemento fondamentale, un modello valoriale per l’approvazione della Variante di salvaguardia confluita nell’ultimo Piano Regolatore della città (PRG)  e  ispiratore principale, su scala più ampia del progetto del Parco Regionale Metropolitano delle Colline di Napoli. L’area dell’ex gasometro non rientrò poi nel perimetro del Parco Regionaleprincipalmente per via  dei contenziosi con la proprietàin corso che solo ora sembra si siano sciolti definitivamente.

Cerco di ricostruire queste vicende perché resta fondamentale, come spesso ripeto anche in questa sede, non perdere la Visione oramai quasi quarantennale del già citato Prof. Vincenzo Andriello riguardo alle connessioni “reti ecologiche urbane” degli scampoli verdi della Collina di San Martino.

Una rete ecologica che vede potenziali connessioni tra l’area dell’ex gasometro, il Parco Viviani ad est ed ad ovest il potenziale Parco del  fossato del Castel Sant’Elmo ed il sentiero dei monaci della Certosa con la valorizzazione dell“collante” composto dalle aree di risulta attualmente tutelate solo sulla carta dal Parco Metropolitano delle Colline di Napoli.

Sia nella fase preliminare, che in quella esecutiva, sviluppatesi in un periodo molto intenso dalla seconda metà degli anni ’90, come dicevo, o personalmente curato gli aspetti gestionali e partecipativi del progetto, e con cognizione di causa ritengo quindi che le istanze di buon senso, raccolte all’epoca per l’aspetto gestionale del progetto di recupero,  vadano necessariamente riproposte alla comunità più vicina, ma non solo,  per essere integrate e aggiornate.

Lo spazio di manovra già c’e’ è nato di recente in seno al processo di partecipazione sviluppatosi un poco più a valle per l’ex Ospedale militare con il progetto URBACTche guarda proprio a quelle connessioni e valorizzazioni citate anche in ottemperanza della visone del “Manifesto del verde di Napoli” promosso di recente da WWF, Legambiente e GenteGreen. L’area dell’ex gasometro in questa visione dovrebbe essere sia “porta”che “terminale “ di questa “spirale  positiva e aperta …verde” che circonda la Collina di San Martino (l’acropoli della Città Metropolitana)e che messa a sistema porterà vero ossigeno e nuovi interessanti punti di osservazione alla Città integrandosi armoniosamente con gli accessi pedonali e quindi le scale in prima battuta come salita Cacciottoli, la Pedamentina, il sistema Petraioed il sistema scale attigue al Parco Viviani . I disegni sono tratti dalla brochure del progetto preliminare, credo, del ’96  e sono di Francesco Maisto, la brochure è stata da me curata (G.L)

 

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