Dylan Nobel per la letteratura: la vittoria è nostra

Clamorosa svolta epocale nel mondo della letteratura, il menestrello e un'immensa generazione sono nella storia. Il pensiero di Nino Daniele

Il destino amaro compie oggi brutti scherzi, dalla morte di Dario Fò, rappresentante del mondo della cultura della ribellione e degli occhi aperti, autore conclamato all’universo da un Nobel, a Bob Dylan, rappresentante di una generazione che comincia un cammino lungo sin dal 1960.

Il Nobel per la letteratura a Bob Dylan appare infatti, un premio al cammino di una intera generazione che dal 1960 ha avuto in testa, contrariamente a quelle precedenti, il baricentro sulla pace nel mondo, ripudiare la guerra, l’ammissione della debolezza di dire “ho paura di morire per la patria” fu un grido che in pochi anni si sparse come vento in tutti i continenti, in tutte le giovani e i giovani.

Per l”Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele si tratta di una svolta ”  Si, è una svolta! È bello che questi accademici abbiano fatto una svolta poco accademica.

Bob Dylan è un poeta che ha contribuito a cambiamenti epocali nel mondo, interpretando i sogni e i pensieri di tanti giovani. È una cosa molto bella e che mi dà immenso piacere”.

newportBob Dylan ne divenne illustre rappresentante, da Blowing in the wind, canzone forse più cantata al mondo, dal rapper di New York al chierichetto di una chiesa di borgata.

Un Nobel inatteso, imprevisto, uno dei due umanisticamente parlando più attesi, i Nobel considerati più belli dagli umanisti sono quello per la letteratura e quello per la pace. Nelle redazioni dei giornali si sono tirati fuori gli stessi articoli già preparati per il suo “passaggio”! Molti sono gli stessi articoli, raccontano la sua storia che continua ancora.

Dylan ha cantato la pace, in qualche giorno è stato la pace, ha ridicolizzato con le sue liriche i potenti, nessuno è sfuggito alle sue invettive di controparte.

È questo un ulteriore segnale dei tempi che stanno cambiando, un premio per la pace sarebbe stato forse più giusto, ma considerato come altri, estemporaneo al momento che il pianeta vive. Il Nobel per la letteratura è un premio per sempre, entri nella storia dei più grandi scrittori e pensatori che hanno calcato la terra, sei nella storia, come Garcia Maquez, Pablo Neruda, e i nostri Pirandello, Deledda, Quasimodo e Dario Fo, Il Nobel per la letteratura è la prova che c’è del nuovo.

obamadylanQuando Dylan e la sua generazione si misero in cammino si era poveri e si combatteva contro tutto ciò che proveniva dal vecchio, se si pensa ai giovani in attesa di un autopassaggio, o fuori i cancelli di un teatro per un concerto, o alle immense manifestazioni per la pace e contro le occupazioni in Vietnam, nell’Indocina, dalla parte dei cubani e non degli americani, allo sdegno per il golpe di Pinochet, alla corsa per  il riarmo, contro il nucleare, contro la povertà, e nel piccolo contro i padroni e i latifondisti, contro il mercimonio e ora contro gli OGM, le lobby faramucetiche o le grandi e inutili opere, come i tunnel nelle montagne per guadagnare pochi minuti, e sempre a favore dei diritti più elementari, aria, cibo, acqua, terra.

Ebbene se si pensa a quei giovani che hanno senz’altro cambiato la filosofia del mondo, riesce difficile che immaginassero che un giorno uno dei loro più degni rappresentanti arrivasse a ricevere un Nobel, con molta probabilità gli avrebbero gridato del venduto, ma oggi i tempi sono cambiati e Dylan” ha creato una nuova espressione poetica”, idealmente con Dylan vengono premiati  Jack Kerouac Allen Ginsberg, Gregory Corso e tanti altri che hanno raccontato nel tempo un altro mondo, nonché a noi tutti di quegli anni, che abbiamo camminato, marciato per sentirci dire che in fondo avevamo ragione, anche quando ci prendevano per visionari. Il bello di oggi è che quello che a tratti disegnamo è un altro mondo, ma è il nostro

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