Dove abbiamo fallito?

Cos’è che ci ha fatto diventare così cattivi, superficiali, strafottenti, egoisti?

Abbiamo fallito. Tutti. Deve esserci qualcosa in quello che abbiamo mangiato o bevuto che ci ha annebbiato il cervello e ci ha portato a diventare una società insensibile. Cos’è che ci ha fatto diventare così cattivi, superficiali, strafottenti, egoisti?

Leggere che un paese, Melito di Porto Salvo in Calabria, decide di prendere le difese di 9 ragazzi (tra cui il figlio di un maresciallo, il fratello di un poliziotto che gli consiglia di essere omertoso sì, proprio un difensore della legalità ed un figlio di un boss) che quotidianamente si alternavano ad andare a prendere una ragazzina all’uscita della scuola ma non per riportarla a casa. Per violentarla. Per soddisfare i loro istinti animaleschi. E lei, che dai 13 ai 16 anni, è stata costretta a subire in silenzio per evitare ritorsioni nei confronti della famiglia, ha dovuto vivere anche l’ostilità dei suoi paesani che hanno ritenuto più giusto additarla come una puttanella piuttosto che scagliarsi contro quei nove violentatori difendendoli, dicendo che la ragazzina “se l’era cercata”. Come se una ragazzina di 13 anni non avesse altro per la testa che farsi violentare da 9 mostri senza un briciolo di coscienza. Nove di loro. E nessuno che abbia chiesto agli altri di fermarsi, di smetterla, che, sotto di loro, avrebbe potuto esserci la loro sorellina. Probabilmente, qualcuno di loro mentre la violentava immaginava di scoparsi proprio la sorella. Addirittura il Sindaco è sceso in piazza per scagliarsi contro i giornalisti che si erano permessi di offendere i suoi concittadini solo perché avevano scelto di schierarsi con gli stupratori. Qualcosa che abbiamo spiluccato che ci ha fatto diventare pessimi genitori se abbiamo generato ragazzine che si divertono a picchiare la loro compagna di classe solo perché più studiosa di loro.
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Che invece di difendere la loro amichetta ubriaca e violentata da un ragazzo che stava approfittando del suo momento di annebbiamento, hanno preferito riprendere la scena tra risate e schiamazzi, per poi postare tutto su WhatsApp. Così come fece chi postò il video di Tiziana Cantone mentre stava procurando piacere al compagno con un rapporto orale, con l’intenzione di umiliarla, offenderla. Perché in questo mondo c’è solo una visione ed è quella della donna oggetto. Perché per l’uomo, fare sesso spesso significa una nuova tacca sulla fiancata dell’aereo come si faceva durante la seconda guerra mondiale. Per la donna è ancora una vergogna da scontare, un’onta da lavare.  Come ha dimostrato quell’orchestrale di Salerno che augurava alle donne che praticano il piacere orale la stessa fine di Tiziana, sfatando anche un altro mito e cioè che chi ha il dono della musica, dell’arte in genere, non è detto che sia aperto al mondo. Come hanno confermato i tifosi del Treviso, che non hanno avuto pietà di Tiziana nemmeno da morta se si sono permessi di offenderla dagli spalti dello stadio. E così avanziamo in un mondo ipocrita, maschilista, sessista dove la donna continua ad essere umiliata, derisa, offesa. In un mondo dove (e questo è l’aspetto più inquietante e deludente) le donne si fanno la guerra, non si sostengono, non riescono a fare fronte comune contro lo strapotere maschile. In un mondo dove indossare una minigonna è il segnale per essere violentata o semplicemente palpeggiata, fatta oggetto di attenzioni volgari e scurrili. In un mondo dove la vittima viene trasformata in carnefice, dove l’uomo viene giustificato perché provocato da una scollatura, un’andatura maliziosa, un trucco vistoso. Braccio di Ferro trovava la sua forza negli spinaci, Pippo diventata Super Pippo mangiando noccioline. Cosa invece dobbiamo mangiare noi, per tornare ad essere gentili, altruisti? Cosa dobbiamo fare per eliminare, espellere dal sangue, dalla testa, dal cuore tutte queste tossine? Bisogna tornare a parlarsi, guardarsi negli occhi. Scambiarsi storie come da piccoli ci scambiavamo le figurine da collezionare, per confrontarsi, capire. Per tornare a sentire quel “pizzico” interiore che spinge ad aiutare chi è in difficoltà. Smettendola di farci la guerra. Perché di guerre, questo mondo ne ha già troppe.

La Foto copertina è una plastik-gouache dell’artista Paola Pastore

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