Donne e bambini eroi di tutte le resistenze

Stupisce la gazzarra mediatica a proposito del presunto falso video di un dodicenne catturato da un soldato israeliano

Sulle pagina facebook gira un articolo di un giornale che si dichiara di destra, e che cerca di dimostrare che il popolo palestinese per trarre vantaggi mediatici abbia orchestrato un clamoroso falso a proposito del video che ha spopolato il web, in cui un soldato israeliano trattiene con violenza un bambino di dodici anni reo di avere lanciato pietre contro gli stessi militari.

Da quelle immagini ne è nata una pacchiana discussione sui metodi di propaganda usati dal popolo palestinese.

JerusalemTra i tanti commenti che corrono sul web ci sarebbero molte accuse, la prima è che la ragazza che con altre donne cerca di strappare dalle mani del soldato il piccolo dodicenne che urla in cerca della sua libertà, sarebbe una “consumata” attrice, vero che è definita da costoro la Shirley Temple di Palestina.

Non è finita, tra gli altri commenti che si leggono, si accusa il Popolo palestinese di vigliaccheria perché gli uomini manderebbero in prima linea donne e bambini.

Noi italiani di occupazione e soprusi ne sappiamo qualcosa, ma la memoria, è noto in tutte le latitudini, è sempre più corta.

Suggeriamo a costoro che fanno queste affermazioni di osservare bene il film di Nanny Loy “Le quattro giornate di Napoli

https://www.youtube.com/watch?v=WnDdBV43eFk

Al minuto 40 comincia la scena, dove idealmente, grazie alle donne, iniziano le Quattro Giornate di Napoli, che terminerà con la cacciata dei tedeschi a calci nel sedere: Napoli, prima grande città europea a liberarsi dell’occupazione nazista, da sola e a mani nude.

napoli 4giornateLe donne e i bambini, come il piccolo Gennaro Capuozzo, sono sempre stati protagonisti delle lotte per la libertà e contro tutti gli eserciti d’invasori, questo a Napoli, come a Milano, come a Saigon e in tutti i posti ove un popolo ha cercato di liberarsi da un’oppressione militare straniera.

Non scandalizza che nel video ci sia un’attrice di dodici anni che mostra coraggio da vendere nell’affrontare con la rabbia un soldato armato fino ai denti; anzi è da apprezzare, e non si capisce per quale motivo un’attrice non possa partecipare a una lotta di resistenza senza destare il dubbio che stia recitando, il nazismo e il fascismo hanno messo nei campi di prigionia centinaia di attori ed attrici, pittori e cantanti.

Il fascismo imprigionò anche il famoso trio Lescano, o forse anche quello era un falso? La prigione in realtà sarenne potuta essere  un grand’Hotel scenograficamente trasformato a prigione.

palestineI commenti di questi giorni raccontano favole ai limiti del sopportabile, sarebbe bello che fossero un falso i circa 650mila prigionieri che negli ultimi sei anni sono passati nelle carceri israeliane, o come sarebbe bello se fossero un falso i corsi dei fiumi deviati per consentire all’acqua d’innaffiare Israele, lasciando arida la Palestina, così come sarebbe un falso anche gli eccidi di un tristissimo 18 Settembre 1982, quello degli stermini dei campi di Cabra e Chatillia, così come sarebbero un falso i duecento e più bambini che passano ogni anno nelle prigioni israeliane, ma costoro di che parlano?

Ci stupisce l’accanimento della discussione sul video, la divisa del soldato che non sarebbe d’Israele, che lo stesso guarda troppo nella telecamera, e la bambina con le treccine è una consumata attrice.

È certo che non c’è stata nessuna smentita né da parte dell’esercito israeliano nè dal Ministro della Guerra e per di più il soldato in questione non è solo, ma attorniato da altri militari, in quell’occasione è stato arrestato anche un videomaker, anche quella sarebbe una messinscena?

Nessun giornale del mondo, da Repubblica alla CNN, al Times a Liberation ha smentito quanto pubblicato, ma evidentemente costoro preferiscono la lettura di altri giornali.

Il video originale che ha fatto il giro del mondo è stato girato da un addetto Stampa del Governo Palestinese, Bilal Tamili.

Suggeriamo il link del video integrale, ove purtroppo la cruda realtà esce fuori.

https://www.youtube.com/watch?v=ULEdLHTKo1s

Siamo stati vicini al popolo ebraico quando ha dovuto subire la shoah, una pagina di storia da non cancellare, appunto, per non dimenticare, e oggi siamo vicini ad un popolo che si è visto privare di case e terre solo perché nella Bibbia c’è scritto che quel territorio era proprietà del popolo eletto da Dio.

napoli palestinaNapoli è città che ha conosciuto la dittatura e l’occupazione,  il cuore dei napoletani è vicino a quello palestinese, perché la sofferenza è nel nostro DNA, come la pietà e la condivisione delle ingiustizie. A tal proposito il Sindaco della città Luigi de Magistris conferì la cittadinanza onoraria a Abu Mazen, Presidente di Palestina, esprimendo così il pensiero del popolo partenopeo, lo stesso Abu Mazen ha dichiarato a tutto il mondo di essere orgoglioso di essere napoletano.

A costoro ci piace rispondere come un altro grande napoletano, Eduardo De Filippo, che affermava che in certi casi si sarebbe dovuto fare una cosa sola, abbozzare

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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