Donne. A Verona come a Napoli

La Casa delle donne di Napoli scende in piazza per dire no al convegno sulla famiglia di Verona

Ci siamo recati alla “Casa delle donne” nel cuore del centro storico a ascoltare le opinioni di Flavia, Nadia e Stefania a proposito del Convegno maschilista di Verona, e le relative contromanifestazioni:

“Il motivo per cui ci rechiamo a Verona domani è per opporsi a quest’aduanta antifemminista organizzata da pezzi di Governo che di fatto fanno diventare il family day un evento istituzionale, e non di una parte del Paese che non la pensa come noi. Ci saranno i Ministri Fontana, Bussetti e Salvini. Abbiamo anche scritto a Conte se per il Governo sia il caso di prendere le distanze.

Quest’evento è stato organizzato da Non una di meno di Verona e a Napoli la stessa organizzazione sta provvedendo alla pianificazione di alcuni autobus.

L’opposizione nasce da una nuova convizione, e qust’anno, prorio perché sta diventando un convegno governativo, siamo più motivate; partiamo dal presupposto che questi convegni si sono sempre fatti, ma era una setta di oltranzisti, cattolici ortodossi, reazionari, e quasi sempre uomini, accompagnati per cortesia da qualche presenza femminile.

Oggi è diverso, al Convegno ci saranno quasi solo uomini, ci sarà anche qualche donna, ma per lo più saranno maschi, alcuni di questi esponenti del Governo, e per lo più ministri di spicco. Il ministro della scuola, della famiglia e degli interni, danno un’altra dimensione a questo convegno dove verrà presentato un quadro abberrante e medioevale della donna, concepita per essere madre, moglie e casalinga. Ma non è solo questo che preoccupa, anche se io personalemnte non temo niente, ma l’idea di donna relegata ad un ruolo subordinato al marito.

La realtà è che questo convegno serve a loro per contarsi, per vedere sin dove sono e fino a dove possono arrivare, un convegno che esalta la funzione della famiglia tradizionale a danno di quelle di nuova generazione, parlo dei transgender, delle coppie di fatto, dei gay e delle lesbiche che si sono costituite in famiglia, ecco, tuttte queste conquiste per loro sono da abattere e farci tormare indietro. Quello che ci preoccupa è la partecipazione di alcuni invitati, ad esempio c’è una parlamentere ugandese che auspica la pena di morte per gli omosesuali, come si fa a essere inermi di fronte questo delirio?

Il motivo per cui ci rechiamo in piazza è prorio questo, quello di chiarire alcune cose che usciranno da quel convegno.

Noi dobbiamo ribadire che indietro non si può più tornare, la donna deve essere libera di decidere se fidanzarsi e sposarsi, se relazionarsi o meno col mondo del lavoro, a parità di stipendi, o di affrontare scelte dolorose quali quella dell’aborto. Sia lasciata la 194 così com’è…insomma, dovrebbe essere quanto meno imbarazzante chiarire queste cose, sembra ci sia la voglia di un ritorno a periodi oscurantisti. Peraltro acquisite anche dalle stesse donna di destra…

Abbiamo da parlare sul ddl Pillon, che a causa della cancellazione dell’assegno di mantenimento, penalizza le donne soprattutto quelle del Sud, in quanto non c’è lavoro e una donna, perché impossibilitata a mantenersi economicamente, è di fatto costretta a vivere con il marito con cui non ha più nessun tipo di accordo, nè sentimentale nè costruttivo, e questo nei casi cosidetti normali, ma ci sono anche donne costrette a vivere con il marito in una condizione di abuso.

È una manifestazione sì organizzata da “non una di meno” ma alla quale aderiranno anche da tanti altri soggetti quali sindacati, partiti e altri movimenti legati all’universo femminile.

Qualcosa nella classe politica non sta funzionando, e questo ci fa capire dove vogliono arrivare questi signori. Cito un esempio, qualche sera fa la Meloni, intervistata dalla Gruber alla domanda di come mai avesse concepito un figlio fuori dal matrimonio, ha risposto che gli italiani farebbero bene sul suo caso a farsi i fatti propri, e allora domando, “lei non vuole che altri facciano i fatti suoi, però deve decidere sulle nostre scelte?

Questo convegno spettacolo, ha avuto non solo esponenti di Governo, ma di aziende, partecipate, onlus, a questi inviti sappiamo però che ad esempio, il Presidente dell’Istat ha rifiutato l’invito, perchè, contrariamente ad altri non si sente di partecipare ad un operazione di parte.

Per noi Conte avrebbe dovuto prendere subito le distanze e dire, “tu come cittadino puoi andare dove vuoi, ma come esponente di Governo, no, per piacere, resta a casa”. Il Governo, e quindi Conte, aveva il dovere morale di chiarire la cosa.

Comunque noi non ci limitiremo a guardare ciò che succede a Verona, ma ci teniamo a dire che anche a Napoli, come Casa delle donne, scenderemo in piazza, ma quella vera meno turistica, con un appuntamento alle ore 10.30, a Largo Berlinguer con un volantinaggio, e seguirà un corteo che passerà per Via Toledo e Piazza Plebiscito e arrivando poi a Piazza Del Municipio. Questo percorso è appunto perché vogliamo incontrare quante più donne possibili, a cui parlare e spiegare”

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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