Diciotti: La ragione è nostra!

Completato stanotte lo sbarco dei migranti sotto sequestro. Cinque giorni incredibili, dalla solidarietà dei siciliani. L’arancino simbolo di pace e fratellanza, Il Post di Alan de Luca

Sì, una vittoria della ragione, una ragione a senso unico, altrimenti quali sarebbero stati gli altri percorsi? Braccio di ferro con l’Europa e continuare a lasciare una nave in balia di se stessa, con un carico di donne e uomini malati di tubercolosi, di scabbia, di polmonite e, cinque ragazze da curare immediatamente per curare le ferite delle violenze carnali subite nei campi libici?

La seconda scelta, quella preferita dal Ministro degli Interni, riportare tutti in Libia, che avrebbe avuto un effetto di risonanza da spaccare davvero il Paese, sotto tutti i profili, istituzionale, giuridico e umanitario, ma ai razzisti sarebbe stata la soddisfazione che qui, nel nostro Paese non c’è nulla da fare, tornate da dove siete venuti, e morite se vi piace.

E sarebbe stato un messaggio forte, che avrebbe ulteriormente fatto alzare la testa a razzisti e fascisti, e un messaggio che certamente avrebbe messo in crisi non pochi degli eletti nei cinque stelle, né dai suoi elettori, che mai avrebbero pensato di trovarsi in una situazione così delicata, è evidente che non avevano letto quel contratto pieno di errori giudiziari.

La situazione è precipitata improvvisamente nel pomeriggio, guarda caso ma solo caso, per non montarci la testa, quando nel pomeriggio in rete c’è stato il comunicato stampa, pubblicato anche da CantoLibre, del tavolo dell’Asilo, che appunto invitava a liberare immediatamente i sequestrati.    http://www.cantolibre.it/il-tavolo-dellasilo-immediato-sbarco-dei-passeggeri-della-nave-diciotti/ 

Da quel momento la rete è stata invasa da questo comunicato, e condiviso da tanti blog e semplici cittadini, non solo militanti.

Ma non è stato solo quello e, altri appelli antirazzisti sono stati lanciati da altri utenti. A Napoli, un post dell’attore Alan de Luca recita “Prima gli italiani è un concetto razzista. Viene prima chi ha bisogno… ”Su questo post si è scatenato di tutto, dai soliti insulti a parole di adesione per nostra fortuna in maggioranza. Ma il solo fatto che ieri sui Social la Diciotti l’abbia fatta da padrona sta dimostrando quanto gli italiani seguissero questo caso.

Dopo un pomeriggio nervoso, con un imprecisato numero di poliziotti a difendere l’area intorno alla Diciotti, hanno fatto l’apparizione i sostenitori del comunicato della rete, trecento giovani, provenienti da tutta la Sicilia si sono assiepati ai margini del molo con le loro bandiere e urla di benvenuto.

Qualcuno, approfittando della confusione tra le forze di polizia, dovuto al cambio di guardia, ha provato a raggiungere il molo gettandosi a mare, ma sono stati prontamente respinti, sono nati dei piccoli scontri tra forze dell’ordine e i militanti della rete.

Ma già in quel momento la situazione generale volgeva al bello, l’Ufficio sanitario portuale di Catania aveva comunque comunicato a stampa e di riflesso al Ministro degli Interni, la decisione di far sbarcare una ventina di profughi per motivi sanitari urgenti, il rischio che su quella nave ci sarebbe potuto scappare il morto, circostanza che avrebbe portato Paese e Governo sul baratro internazionale, era reale.

In occasioni come queste ci vien da pensare, e bene,  ai costruttori di questa Repubblica, che sul dettato Costituzionale e nelle normative vigenti, impediscono a qualsiasi Ministro, o Presidente del Consiglio, in alcuni casi anche del Presidente della Repubblica, di trattare la cosa politica come fosse roba loro. Evidentemente qualcuno credeva che per il solo fatto di ricoprire incarichi istituzionali a loro, fosse tutto lecito, normale, non hanno fatto i conti con l’impalcatura dello Stato che prevede i tre poteri separati, la magistratura ha trovato l’illegalità ed è corsa in soccorso.

Poco dopo le 22 il Ministro degli interni levava il veto di sbarco per tutti, le maestranze della Diciotti e i suoi, “palestrati” migranti, come son stati definiti dal Ministro stesso.

All’una di notte tutto è finito, i migranti son stati trasferiti in un centro d’accoglienza, e quindi si troverà sistemazione per loro.

Dal Viminale intanto si fa sapere, come fosse soddisfazione, che sono stati raggiunti accordi con l’Albania e con L’Irlanda, per l’invio di circa 40 persone, La Comunità episcopale fa sapere che ne sistemerà cento in parrocchie ed enti ecclesiastici.

Di questa storia si ricorderà, la convinzione di qualcuno che è seduto sulle poltrone, che la cosa non è così semplice, che non si può fare tutto quello che si scrive in un contratto, se questo calpesta le regole dello Stato, ha capito di non essere il Re Sole, come si credeva.

Che il Paese non è così razzista come alcuni dalle nostri parti crede sia, che quando si tratta di muovere le mani non si tira indietro nessuno. Potrebbe questa storia essere da esempio e utile per cominciare una nuova avventura…

Resteranno gli arancini di Sicilia offerti a equipaggio e migranti, che sono diventati simbolo di pace e ospitalità, e resterà la generosità del popolo Siciliano, che evidentemente sognava altri tipi di sostegno, un popolo accorto, solidale, buono, incapace di essere dalla parte del cattivo.

Benvenuti a Casa, rifugiati

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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