Costarica e Norvegia: dove vince il green

Costarica, primo paese al mondo senza esercito ora esempio ecologico, e a ruota anche la Norvegia seppur con qualche distinguo. il pianeta è di tutti

Energia elettrica totalmente da fonti rinnovabili: è possibile da subito e dappertutto!
Alcuni giorni fa La Repubblica riprendendo un articolo dellIndipendent ha riportato la notizia che dall’inizio di quest’anno tutta l’energia elettrica prodotta in Costarica è stata ottenuta da fonti rinnovabili (essenzialmente idroelettrico e geotermia); il che implica che nel comparto energetico dell’ elettricità non sono state prodotte per niente emissioni di anidride carbonica.

crecologica_400x400A prima vista quella del Costarica sembrerebbe una felice eccezione, ma, andando a cercare dati su realtà più importanti ed a noi più vicine, ci accorgiamo che anche in Europa ci sono paesi che hanno intrapresa la strada delle rinnovabili per le proprie esigenze di energia elettrica.

Infatti sia la Norvegia che l’Islanda non bruciano quasi più combustibili fossili per l’approvvigionamento dell’elettricità: l’Islanda nel 2015 ha usato il 99.98% di energia elettrica da fonti rinnovabili e la Norvegia il 98.5%.

La politica energetica norvegese non è certamente dettata da carenza di giacimenti fossili: il paese è all’ottavo posto nel mondo tra gli esportatori di petrolio, ma sta sviluppando un intenso programma di conversione ecologica.

L’idea è quella di creare una flotta di navi elettriche che possa solcare in tutta sostenibilità i caratteristici fiordi che sono ecosistemi molto delicati e il primo traghetto elettrico al 100%è già stato varato.

E’ da tener presente che i motori navali emettono, oltre all‘anidride carbonica, grandi quantità di anidride solforosa; si stima che una grande nave portacontainer inquini quanto 50 milioni di auto. Nei progetti c’è anche un porto a basso consumo energetico dove operano veicoli elettrici gru elettriche e dove si potranno trovare stazioni di ricarica per navi elettriche.
Se la Norvegia si avvia a limitare il proprio consumo di idrocarburi fossili, questo non significa che smette di estrarne dai propri mari.

E’ vero che esistono tassazioni molto elevate e normative molto severe (sono escluse perforazioni entro le 24 miglia dalla costa) per preservare l’ambiente marino, ma è anche vero che la produzione e l’esportazione di idrocarburi sono tra i maggiori al mondo.

norvegiaAllora sorge il sospetto che, molto spesso, l’interesse primario sia quello di proteggere l’ambiente del proprio paese e arricchirsi a spese dell’ambiente di paesi più lontani. E’ lo stesso atteggiamento di chi produce rifiuti tossici e li spedisce dove c’è maggiore povertà. E’ il meccanismo capitalistico che produce isole di più vivibili in un oceano di degrado.

Ma è stupido pensare di salvaguardare il proprio futuro a scapito di quello degli altri. Il pianeta che abitiamo è unico e o va verso la catastrofe ecologica o verso un nuovo sistema economico e sociale.

Umberto Oreste

Sinistra Anticapitalista

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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