Cosa cambia per Noi se Gea ha la febbre?

Che cambia a Castelvolturno o al Vomero se la terra prende un grado di temperatura in più? Un hamburger vale 6 metri di alberi abbattuti e 75 chili di gas

Scritto da Roberto Braibanti  Dipartimento ambiente SI Consigliere ATO1 Napoli

Lunedì scorso l’Italia ha assaggiato sulla sua pelle cosa può significare per le nostre vite cambiare il clima di questo pianeta .

Abbiamo lasciato sul campo dopo un giorno e mezzo di tempesta tropicale, 11 morti, una cifra indefinita non inferiore ai 5 miliardi di eu di danni,11 milioni e mezzo di alberi abbattuti, aree di valore paesaggistico straordinario come le nostre Dolomiti sventrate orribilmente

A cui aggiungere altri 11 morti ieri notte in Sicilia,oltre ai danni enormi

E mancano all’appello i danni del prossimo futuro conseguenti a questo disastro che arriveranno sotto forma di frane e dissesto idrogeologico.

Molti quando a volte parlo del fenomeno del riscaldamento globale hanno una difficoltà a tradurre nella  pratica delle loro vite,in che cosa consistono questi cambiamenti .

Probabilmente alcuni adesso cominceranno a capirlo,purtroppo.

Ma voglio riprovarci a parlarne ,perché bisogna che si alzi la sensibilità media.

Insomma cosa cambia a Castelvolturno o al Vomero se la terra prende un grado medio di temperatura in più ?

In effetti tutti hanno capito che gli orsi polari stanno estinguendosi per lo sciogliersi dei ghiacci dell’Artico,ma c’è una difficoltà evidente  a traslare nelle nostre vite il,rischio del  global warming .

È così anche la politica,che avrebbe  il compito di prendere decisioni serie per limitare i danni,nella pratica si comporta come Noi: non ne parla , si ignora totalmente l’evidenza.

Quando avete sentito un leader di partito o del governo parlare per più di 1 minuto di ambiente o dei cambiamenti climatici ?

Io non lo ricordo, ma azzarderei un MAI. Perché è maledettamente scomodo farlo: obbligherebbe  a dire poi la verità già scritte nei rapporti Onu e quindi  a fare scelte impopolari conseguenti

Come si fa a dire ai pescatori e ai consumatori,che dato che il pesce sta scomparendo dal Mediterraneo ( e dagli oceani) bisognerà creare zone franche dalla pesca per permetterne la proliferazione ? Impopolare no?

Ma necessario se non vorremo tra una 50 d’anni ad avere una desertificazione dei nostri mari .

Oppure come si fa a dire ai consumatori che non si dovrebbe mangiare carne  x più di una volta la settimana? Complicato.

E ancora più complicato farlo capire a chi pratica l’allevamento industriale di animali da macello, con il loro corredo di antibiotici,ormoni che finiscono nel nostro piatto sotto forma di bistecca .

Ma purtroppo prima o poi dovremmo farci carico che oggi una bistecca ha un consumo ecologico pesante e non più sopportabile per un globo con 7,5 miliardi di consumatori.

Ogni hamburger equivale a 6 metri quadrati di alberi abbattuti e a 75 chili di gas responsabili dell’effetto serra.

In più ci sono anche le tonnellate di grano e soia usate per dar da mangiare alla nostra bistecca.

E non potremo dimenticare che 840 milioni di persone nel mondo hanno fame e 9 milioni ne hanno tanta da morirne.
E il 70% di cereali, soia e semi prodotti ogni anno negli Usa serve a sfamare animali, non uomini.

Potrei continuare con gli esempi scomodi allargandoli ai consumi di acqua,all’overdose di plastica che sta soffocando i nostri mari,al carbone che ancora usiamo per far funzionare la nostra industria ( già’ anche la “nuova” Ilva a Taranto funzionerà a carbone, lo sapevate ?) o alla totale mancanza di un trasporto merci su ferro mentre continuiamo a preferire città ingolfate dalle nostre inquinanti “ scatolette di latta” ( macchine) private..

Ma per tornare alla domanda iniziale, vediamo come impatta il global warming nelle nostre vite se noi decidessimo,come stiamo facendo di fatto,a far fina di nulla..

Con un grado medio in più ,cioè la situazione attuale,gli effetti si fanno già sentire, anche se sono teoricamente controllabili.

Il clima deviato porta a un cambio di ambiente in certe zone, come negli Stati Uniti occidentali, area del sud mediterraneo , le cui regioni diventano semidesertiche  e più difficilmente abitabili.

O con l’aumentare di carestie e siccità estrema nelle zone semidesertiche del mondo.

O con fenomeni tropicali nelle aree mediterranee( come abbiamo visto purtroppo…)

Con 2 gradi in più la situazione comincia a complicarsi sul serio.

Noi oggi siamo all’inizio di questo periodo.

Infatti la Groenlandia inizia a sciogliersi.

Il problema è che lo scioglimento di tutto quel ghiaccio andrà  a unirsi alle acque dell’oceano, modificando il loro grado di salinità e apportando una quantità troppo alta di anidride carbonica.

Di fatto, gli oceani diventano più acidi, senza contare che alcune correnti oceaniche potrebbero risentirne, come la fondamentale Corrente del Golfo che permette un clima temperato nella nostra Europa per esempio.

A quel punto le conseguenze su piante e animali sono visibili.

Senza i ghiacci, gli orsi polari sono destinati a estinguersi (già oggi sono ad alto rischio di scomparsa).

Le conifere americane si allargano verso nord, portando con loro gli insetti che vanno ad attaccare i pini e a destabilizzare la normale catena alimentare.

Una foresta sostituisce la vecchia tundra del Canada.

La grande quantità di acqua in più porta a sommergere gran parte degli arcipelaghi e, con loro, se ne vanno le principali barriere coralline, che offrono riparo e vita a innumerevoli specie animali.

Facciamo un attimo il punto sulle vere conseguenze dello scioglimento dei ghiacci.

Se i ghiacci della Groenlandia finiscono completamente nell’oceano, il livello delle acque potrebbe aumentare di oltre 7 metri: questo significa che le città non molto lontane dalla costa, come per esempio  Londra, Shangai,Venezia, Amsterdam finirebbero sommerse.

Gli scienziati riferiscono che in caso di aumento di 2°C della temperatura terrestre rispetto all’attuale, arriveremmo a un punto di non ritorno.

Con 3 gradi in più L’Artico è ormai un ricordo.

Peggio ancora, la rigogliosa foresta amazzonica (il “polmone” del nostro pianeta) è diventata una savana.

Le nevi sopravvivono solo in rare vette di montagna.

Il clima è mutato un po’ ovunque e l’Europa meridionale e buona parte di quella centrale ha una temperatura caldissima, tipicamente africana.

La foresta amazzonica è importante non soltanto per l’immissione di ossigeno, ma anche perché la diminuzione di alberi porta a una riduzione delle precipitazioni.

E’ in atto quell’effetto a catena che abbiamo visto prima: il caldo riduce gli alberi e le precipitazioni, di conseguenza la temperatura aumenta ulteriormente.

Il disastro è duplice, perché la mancanza di alberi comporta anche un aumento dell’anidride carbonica nell’atmosfera (che viene eliminata, per l’appunto, dai vegetali), dando il via a una siccità perenne.

Secondo uno studio di Nature Geoscience, questo è uno scenario che potrebbe capitarci entro il 2050.

Con 4 gradi l’acqua è una risorsa rara. Molti dei grandi fiumi si sono prosciugati.

Se prima l’uomo doveva fare i conti con minacce ipotetiche, a quel punto tutto sara’ tremendamente reale.. Le conseguenze sulla società saranno  prevedibili: lotta per accaparrarsi un sorso d’acqua, città abbandonate, alta mortalità, creazione di governi separati e di comunità ristrette. In Asia, i popoli attorno al letto asciutto del Gange stanno morendo di sete.

L’unico effetto positivo è che il denaro perde inevitabilmente di valore, ma naturalmente i cittadini dovranno fare a meno di aiuti sanitari, di incentivi, di strutture pubbliche efficienti, forse persino dell’istruzione di base, rimasta ad appannaggio dei più ricchi. Le risorse restanti, infatti, verranno spese principalmente per trovare mezzi scientifici per sopravvivere al clima inclemente.

Anche le immense calotte dell’Antartide sono finite a mare, innalzando gli oceani e portando zone come l’Egitto e il Bangladesh a immergersi.

La pianura più fertile potrebbe essere  il Canada e la Russia

Con 5 gradi le popolazioni saranno  costrette a migrazioni di massa da quelle che, in passato, furono le fasce temperate del pianeta.

Le principali città si vedono negare l’acqua accumulata: Los Angeles, Il Cairo e Bombay si ritrovano con le falde acquifere esaurite.

Con 6 gradi siamo ai limiti dell’estinzione umana.

Gli oceani sono diventati un calderone e i pesci ancora vivi si sono ritirati nelle zone più fredde.

Nella terraferma i deserti sono ovunque e le catastrofi naturali sono all’ordine del giorno.

E l’uomo? Chi è riuscito a sopravvivere fino a oggi, si ritrova un ambiente del tutto inospitale e costretto a vagabondare in cerca di acqua e del poco cibo rimasto da cacciare.

Le società si sono divise, le Nazioni non avranno probabilmente  più senso di esistere sulla carta.

Tutto questo è già previsto e prevedibile nella carta di previsione dell’Onu.

Non è un film dell’orrore,come potrebbe sembrare,ma una realistica proiezione di quanto potrebbe avvenire.

Insomma sarebbe il caso di parlare di questi “problemini” abbastanza “ impellenti” piuttosto che gingillarci, come facciamo, con “ governicchi “come quelli che vediamo ogni santo giorno imperversare nelle nostre tv a parlarci del nulla?

Che ne pensate?

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  • Nello Collaro
    4 novembre 2018 at 10:49 - Reply

    Caro Roberto, la capacità dei Governi, non solo del nostro, di depistare l’attenzione dai problemi ambientali è una scelta programmatica, non scritta, ma la sola perseguita. L’hai detto, sarebbe impopolare adottare scelte limitative del “tutto ti è possibile perché tutto ti è consentito”. Insomma, credo che lasciar pensare alla gente che i problemi non li crea essa stessa ma li subisce dall’altro da sè, serve a deresponsabilizzarla e ad illuderla di essere aurodeterminantesi. Questa è una scelta Politica folle, alla cui base c’è una vocazione allo “sterminio” di massa a vantaggio di pochi dotati di strumenti e risorse per sopravvivere in un mondo di pochi. La Storia ci ricorda che di folli il mondo non ha mai saputo fare a meno.

  • Giuseppe Aragno
    4 novembre 2018 at 10:59 - Reply

    Un articolo davvero notevole, che ha un duplice valore: informa e denuncia.