CORONAVIRUS: POSSIBILE CHE CHI DISSENTE SIA FOLLE O COMPLOTTISTA?     

Dalla fase iniziale dell’epidemia si è passati a misure forti che hanno inciso sul tessuto socio-culturale della popolazione. E il dissenso? Risposte raccapriccianti da parte del potere politico.

L’evento-allarme che in questi mesi angoscia la maggior parte dei cittadini è un fenomeno che richiede senso di responsabilità e capacità organizzativa. Questo articolo intende sottolineare la strumentalizzazione di una patologia virale, che vede l’imponente ed affannoso susseguirsi mediatico di esperti che, anche allorquando vorrebbero contrastare gli allarmismi, finiscono per cadere nella trappola comunicativa e suscitare ulteriori paure.

Noi rifiutiamo questa logica legata alla spettacolarizzazione dell’emergenza.

Tutta la faccenda ha investito le più svariate problematiche inerenti una sanità pubblica generalmente in crisi, e questo da anni, mettendo in profonda discussione la validità del “Servizio Sanitario Nazionale”. Ma quali le radici profonde di questo disastro?

In dieci anni sono stati tagliati 37 miliardi di euro alla sanità pubblica: persi 70mila posti letto e chiusi 359 reparti. Stando al report della Fondazione Gimbe del settembre 2019, il finanziamento pubblico è stato decurtato di oltre 37 miliardi in dieci anni, di cui circa 25 miliardi nel 2010-2015 per tagli conseguenti a varie manovre finanziarie ed oltre 12 miliardi nel 2015-2019, quando alla sanità sono state destinate meno risorse di quelle programmate per esigenze di finanza pubblica.

E poi si è detto che le nostre strutture sanitarie non ce l’avrebbero fatta di fronte al “picco” che non si sapeva quando sarebbe arrivato.

Fermo restando un ritardo palese nell’arginare, prevenendola, quella che da lì a poco sarebbe divenuta pandemia (forse anche causato da un atteggiamento, almeno nel primo periodo, a dir  poco rilassato, scettico e sottostimante il pericolo di diffusione del virus tra la popolazione) generalmente l’azione di contrasto della malattia è risultata, a nostro avviso, deficitaria nella strumentazione.

Sarà forse semplicistico, ma del tutto naturale, pensare che un intervento capillare di prevenzione e monitoraggio della malattia poteva ottenersi attraverso l’uso della misura dei tamponi a tappeto, con le risorse finanziarie di emergenza: insomma, investire le Regioni di questa responsabilità.

Ma interroghiamoci anche sull’origine di questa “epidemia influenzalesui generis.

La verità sta venendo a galla. Ancora un poco e si affermerà la veridicità di quanto andiamo dicendo da tempo: è guerra batteriologica. Infatti all’indomani delle serrate critiche poste verso la Cina, non solo per aver nascosto l’epidemia in atto nel proprio territorio ma anche su una sua eventuale manipolazione in laboratorio del virus in questione, gli ambienti governativi cinesi rispondono: “Il Coronavirus in Cina? Lo ha portato l’esercito USA”. Questa è l’accusa del portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian.

Non solo questo. Tra le differenti fonti che mettono in discussione la diffusione del virus nel senso biologistico e naturale del termine ricordiamo, prima fra tutte, la testimonianza tramite intervista al premio Nobel Luc Montagner, il quale tra l’altro afferma che ci sia stata una “manipolazione in laboratorio” del virus in questione.

Che ci siano ingenti interessi economici dietro tutto questo, per noi è chiaro e palese. Il capitale finanziario se ne infischia della emergenza coronavirus. Il profitto è la legge universale e intoccabile. Comunque restiamo convinti del fatto che siamo alla coda di una “guerra batteriologica” scatenata dagli USA. E ci sono documenti ufficiali e testimonianze accreditate che provano questa affermazione. E poi dicono che non è vero e ci definiscono persino “complottisti”. Ma scusatemi allora, di fronte a testimonianze accreditate dalla dignità dei vari personaggi, permettetemi di affermare almeno il beneficio del dubbio.

La ricaduta di tutto questo, tenendo conto la fase che attraversiamo di distanziamento sociale, investe anche il campo della sofferenza psichica. Infatti il Direttore Generale dell’OMS chiede più attenzione alla Salute Mentale. Questo invito a livello mondiale verrà mai recepito, in regime di coronavirus, dal Sistema Sanitario Nazionale italiano? E i governi delle Regioni come risponderanno?

Fabrizio Starace dichiara che “finora sono stati sottovalutati gli effetti sulla salute mentale degli italiani. E i disturbi sono aumentati”. Lo psichiatra è il direttore del dipartimento di Salute mentale dell’Asl di Modena e componente della task-force sulla fine del lockdown presieduta da Colao.

Ammalarsi di paura: questo è il rischio. L’«effetto nocebo» dello #Io restoacasa e della malainformazione sul coronavirus.

E allora chi dissente da tutto questo che fine fa? La repressione psichiatrica del “dissenso politico” è avvenuta per singoli (presi per pazzi) e non solo in Italia (l’avvocatessa in Germania…ricordate?…e non solo). Ma quella ancora più violenta (almeno nel senso fisico del termine) perpetuata a gruppi sociali antagonisti che del dissenso politico ne hanno fatto un’arma rivendicando il diritto alla “manifestazione delle proprie idee” dimostra che nella CRISI sociale generalizzata lo scontro tra classi è più evidente. L’uso della FORZA (del braccio armato del potere) risulta ancora più evidente…e questo senza mezzi termini.

Lungomare di Salerno. Una signora viene fermata senza mascherina dai vigili urbani, le vengono chieste le generalità, e quando si rifiuta il vigile tenta di portarla con forza in macchina, la signora cade e la reazione rabbiosa della gente difronte a tutto questo diventa rabbia generalizzata contro la divisa, contro la forza pubblica.

Contesta le restrizioni per la pandemia, sedato e legato: Il caso di Dario Musso non ha ricevuto praticamente nessuna attenzione da parte dei media nazionali. Lo scorso 2 maggio, il giovane di 33 anni aveva inscenato una protesta contro la quarantena e si era dotato di megafono mentre girava in auto per le strade della sua città, Ravanusa in provincia di Agrigento, gridando che non c’era nessuna pandemia.

La repressione si deve fermare. 25 APRILE 2020. Decine di denunce. Diversi fermi a Napoli e cariche a Milano. Nel quartiere Bagnoli di Napoli, come in tanti altri quartieri della città, la stessa logica liberticida contro chi vuole solo rivendicare il diritto dei più disagiati ad una vita dignitosa. Nulla da festeggiare se non quello che poteva essere e non fu. Fermiamo il nuovo “FASCISMO di STATO”, fermiamolo fin quando c’è ancora tempo.

Sciopero durissimo alla TNT internazionale di Peschiera Borromeo. Gli operai si prendono il magazzino. Dopo una settimana di agitazione i padroni rispondono con una lettera che decreta la sospensione di tutti i tempi determinati assunti da Adecco che avevano aderito agli scioperi. La TNT di Pescheria Borromeo è bloccata completamente, nazionale ed internazionale. Anche i corrieri. Dopo una settimana di agitazione, lo sciopero durissimo iniziato di sera continua con gli operai che compatti si prendono il magazzino. Interviene la polizia per sgomberare. Questo si che è regime.

Dunque, tiriamo le somme. E’ vero che poco alla volta la verità sta venendo a galla. Una verità che pochi, per adesso, riassumono nell’unità della consapevolezza che le cose non stavano affatto come ce le hanno presentate. Facendo leva su un sentimento di paura diffusa è di fatto passata una sospensione delle libertà personali, le più varie, costituzionalmente garantite. Vedremo, siamo curiosi di vedere dove si andrà a finire. Intanto aspettiamo una definitiva resa dei conti.

 

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