Contro Stese e Stasi, alzarsi e correre

Assemblea popolare in vista del referendum COSTITUZIONALE promossa dallo SKUN_K Venerdi 16 Settembre alle ore 18,00

Tanti giornalisti e bloggers, da Roberto Saviano in giù, descrivendo il fenomeno criminale hanno “utilizzato” il binomio “Stese-Stasi”, volendo così evidenziare lo stretto legame tra i due fenomeni:
Le STESE della camorra e la STASI della città diventata succube ed indifferente.
La città o i suoi quartieri descritti come annichiliti dalla “politica” terroristica dei nuovi clan della camorra, o da gruppi di sbandati come li definiscono altri, gente incapace di valutare costi e benefici delle loro azioni, tanti gregari intruppati in queste scorribande per sparare raffiche di mitra contro tutto e tutti, seminando il terrore tra i passanti, un’ostentazione del loro potenziale di fuoco a scopo intimidatorio, volto a sottomettere i cittadini, anche plasticamente, obbligandoli a “stendersi” a terra per ripararsi dalla folle pioggia di proiettili. Due fenomeni che si alimentano a vicenda, la desertificazione sociale di alcuni quartieri rappresenta uno dei co-fattori più importanti alla base del dilagare della criminalità. Un fenomeno derivante da una complessità di fattori come ci hanno spiegato  i sociologi per decenni.
Quartieri del Centro Storico e della periferia, dove scarseggiano strutture in cui promuovere attività che consentirebbero lo sviluppo di socialità, quel tessuto connettivo che trasforma le moltitudini di singoli in comunità.

Uno degli esempi è il progetto che vorrebbe mantenere le scuole aperte anche di pomeriggio, tutti d’accordo, genitori e istituzioni, annunci di fondi destinati a questo scopo, ma siamo ancora al nulla di fatto. Mentre non mancano invece i soliti fallimenti della politica, come gli inutili presidi militari in città mentre si continua a sparare all’impazzata, un errore di metodo e di approccio al problema, e poi ci sono le perplessità di chi continua a domandarsi come si spiega la presenza di tante armi in città, e come mai non si riesce a recuperarle, disarmando questi criminali. Concetti non certo originali, anzi li sentiamo da anni, come non è originale nemmeno rilevare quanto è sbagliato non sottolineare anche l’inversione  di tendenza che si respira in città, sono nettamente aumentati  i napoletani consapevoli della necessità di invertire la rotta a cominciare da se stessi, della necessità di impegnarsi in prima persona.
La nascita negli ultimi anni di tantissime esperienze di volontariato organizzato, tante piccole cellule “rivoluzionarie” che si sono riunite in comitati, assemblee popolari, associazioni, centri sociali, determinati a riappropriarsi dei loro territori, delle aree pubbliche abbandonate, sottraendo degrado e spazio alla criminalità,  e aggiungendo spazi fruibili per creare una nuova e diversa socialità.
A decine sono stati gli interventi di riqualificazione eseguiti per recuperare pezzi di verde pubblico e strutture abbandonate da decenni, restituendo o creando ex novo, spazi inesistenti prima in alcuni quartieri, e dove ora i cittadini s’incontrano, propongono iniziative aggregative come spettacoli musicali o teatrali, cineforum, attività laboratoriali, oltre ad assicurare anche servizi di prima necessità ai tanti nuovi poveri in città, come gli ambulatori sanitari e le mense sociali.
E’ ancora poco, ma questo è il tipo di presidio dei territori di cui ha bisogno la città, una tendenza in continua crescita, insufficiente per una città grande e complessa come Napoli, esperienze che andrebbero affiancate e sostenute dalle istituzioni pubbliche o anche da privati, nel rispetto della loro autonomia progettuale e gestionale di queste esperienze.
Anche se molti non lo avvertono ancora, è cominciata l’unica vera cura efficace per debellare la cultura camorristica in città, un percorso lungo, difficile ma fondamentale.

fig-2Tra le tante nuove realtà nate in città c’è lo “SKUN_K” nel Rione Traiano a Soccavo. Ci piace segnalare questa esperienza, perché opera in uno dei territori più difficili in questo momento a Napoli, dove imperversano i clan tra i più violenti esistenti in città, un quartiere balzato agli “onori” della cronaca più volte negli ultimi mesi per le famigerate “stese”.
Lo SKUN_K (un calcio al Capitalismo) è un laboratorio politico sociale nato dalla coabitazione, nel tempo,  nella stessa sede, di più realtà politiche e associative, autonome e indipendenti tra loro: IL Circolo di Rifondazione Comunista, il Comitato Soccavo e l’associazione  “SKART-abbelliamo_Operatori dell’ AGIO “ quest’ultima molto legata all’Associazione “Davide Bifolco”.
Gruppi di attivisti che negli anni in collaborazione con alcune scuole del territorio hanno dato vita a varie esperienze di laboratori, da quello in preparazione del Carnevale sociale, a quello di giardinaggio in preparazione della “Festa della Primavera”, realizzata in collaborazione anche con il SERT di Soccavo, il progetto ALEPH e l’associazione “ oltre il giardino”.fiig3
Inoltre Laboratori di riciclaggio creativo popolare , tenuti “en plein air” nel Parco Costantino di Soccavo, laboratori  ed eventi creati per la diffusione della cultura del riutilizzo, “… in totale e simbolico contrasto con la distruttiva pratica “dell’USA e getta” e della fantomatica CRESCITA che i liberisti di ogni tendenza spacciano per soluzione unica alla crisi…”, dicono i “ ragazzi” dello SKUN-K :

IL CONSUMISMO SI E’ CONSUMATO

Link evento: https://www.facebook.com/events/1039265166181145/

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
No commento

Lascia risposta

*

*