CONTINUANO LE BUGIE SULL’ACQUA PUBBLICA

Senza bilancio, ABC bloccata, niente assunzioni e nuovi impianti, a Natale rischio rincari, e la privatizzazione alla Emiliano e Pd è dietro l’angolo

 

 

Dapprincipio erano “gli amici di Beppe Grillo”.  Cominciarono intervenendo nei comitati per l’acqua pubblica.     Via via sono cresciuti e hanno continuato a cambiare pelle, proprio come “papà genovese” comanda. Poi sono diventati M5S e infine partito di Governo.

Hanno cambiato pelle anche sull’acqua pubblica? Eh certo! Sono stati loro a scrivere l’art. 24 del Decreto Crescita,quello che prevede la chiusura di un Ente Statale, EIPLI (finora l’Ente ha gestito le fonti d’acqua del centro-sud Italia), e la nascita di una società per azioni a capitale pubblico. L’inganno è doppiamente vile perché il tradimento si nasconde proprio dietro la parola “pubblico”. Infatti, per le normative europee una qualsiasi S.p.A., anche quando è totalmente a capitale pubblico, non può non aprirsi al mercato e quindi ai privati.

Un articolo di legge tutto pentastellato e in perfetta continuità con il governo tecnico di Monti e con quello politico di Gentiloni. Un articolo che sembra addirittura scritto sotto dettatura delle grandi multinazionali Suez e Veolia: apre le porte, di fatto, alla mega-privatizzazione delle fonti d’acqua del centro-sud Italia.

Anche il sindaco di Napoli si è sempre battuto per l’acqua pubblica (il suo fiore all’occhiello)… Certo, ho appena scritto una frase ironica. Io, però, non amo scrivere per antipatie personali. Sono un attivista politico con sola ambizione: contribuire a far emergere la verità. Da tre anni denuncio una strategia amministrativa che tende a indebolire la “struttura”dell’azienda per il servizio idrico nella città di Napoli. C’è poco da scherzare, se salta questa azienda salta anche l’unico granellino nell’ingranaggio che sta bloccando il grande progetto di privatizzazione nel centro-sud.

Circa un mese fa, il commissario dell’ABC ha detto pubblicamente che il sindaco non fa approvare i bilanci del 2017 e del 2018. E questo, sempre secondo il commissario, avrebbe fatto scattare il blocco delle fidejussioni (anticipazioni di liquidità) da parte delle banche. Il commissario si è lamentato pure che il Sindaco non ha mantenuto la promessa di versare le somme previste per la copertura degli ulteriori costi per l’assunzione di nuovo personale e per i nuovi impianti. Da precisare, come ho già scritto in precedenti articoli, che si tratta di operazioni imposte all’azienda dall’amministrazione comunale.

Un lamento che non mi convince.  “Voci di corridoio” dicono che l’accordo per l’approvazione dei bilanci verrà trovato quanto prima, anche perché non risultano irregolarità contestate.

D’altra parte, la logica suggerisce: le banche chiudono le porte perché giudicano inaffidabile un’azienda che si è caricata di costi esorbitanti senza aver prodotto un serio e adeguato piano industriale         https://www.cantolibre.it/abc-la-grande-bugia/.       E non saranno certo gli aumenti spropositati, caricati sulle bollette degli utenti, a suggestionare positivamente le banche. Figuriamoci. A proposito di bollette, è sempre bene ricordare che Napoli, tra le grandi città d’Italia, fino al 2016 aveva le tariffe più basse; oggi è quella con le tariffe più alte. Corre voce che a Natale ci sarà un ulteriore rincaro sulle bollette.

Al di là della boutade (probabile però), resta il fatto che gli aumenti ci sono stati, ciononostante non si è registrata nessuna reazione nella compagneria né in chi si arroga il merito di essere un portavoce del movimento per l’acqua pubblica. Alex Zanotelli, per esempio, ha sempre protestato pubblicamente quando tali operazioni, aggravate dalle partite pregresse,sono state fatte dalla GORI; ora tace e nulla dice sulle stesse modalità di rincaro prodotte dal duo D’Angelo – de Magistris.  Con il blocco delle fidejussioni intravedo il rischio di una paralisi dell’azienda; a pagarne le conseguenze sarebbero esclusivamentei lavoratori e il servizio idrico in città.

 

La questione, come sempre è politica.  

Da un “modello” di pubblico efficiente, economico e, soprattutto, in sinergia con i comitati per l’acqua pubblica, si è passato a un “modello” di pubblico archeologico, governato con le solite regole di lottizzazione politica o forse addirittura clientelare, come giusto asseriva Alex Zanotelli prima del voltafaccia     https://www.cantolibre.it/dalla-finanziarizzazione-mondiale-dellacqua-ai-problemi-di-casa-nostra/  

Finora i miei articoli sull’acqua pubblica non hanno avuto smentite ufficiali. La stessa identica reazione riscontrata dopo aver portato alla luce la “bastardata di Pizzofalcone”, la scuola di guerra.

https://www.cantolibre.it/scuola-di-guerra-a-napoli-un-enigma-da-chiarire/

Certo, in quest’ultimo caso ci sono stati i marchiani scivoloni del sindaco e dell’Assessora Clemente in tv private, ma in tutta onestà, considerando la fumosa pochezza delle loro argomentazioni, non fanno testo.

Tutto ciò avrebbe dovuto far riflettere e invece…Sfoggiando autoironia, potrei dire che siamo in una fase di parossistica autoreferenzialità che ha contagiato pressoché tutti; o azzardare che la politica in questa fase è compressa dal raggio corto del pragmatismo del quotidiano e quindi infine denunciare lo sterile ed esibizionistico agonismo tra di noi. Insomma, un’ubriacatura di amarezza, cari compagni e care compagne.            Ho cominciato a parlare di agonia dell’ABC quando era ancora un’azienda sana, senza grossi problemi. Non sono un veggente, ho semplicemente fermato gli occhi su una questione e ho visto che la strategia dell’amministrazione comunale era inequivocabilmente indirizzata a indebolire la gestione virtuosa dell’ABC.

Mi sono chiesto allora se c’era una correlazione con il progetto “Emiliano”, quello del PD, che punta alla grande privatizzazione del servizio idrico nel sud Italia, o se mi stavo semplicemente confrontando con la più classica inadeguatezza politica.

Per la cronaca, quel progetto di privatizzazione, come capitale comanda, prosegue, eccome se procede, a prescindere dagli attori politici.

No commento

Lascia risposta

*

*