Con il rimpasto si chiude definitivamente il laboratorio Napoli

Suscita emozione e incomprensione la voce che da Sabato vuole Nino Daniele fuori giunta, una scelta ai più incomprensibile

Tra poche ore ci sarà il rimpasto nella giunta. È un operazione che importa poco a chi lavora e chi lo cerca, è un rimpasto che coinvolge esclusivamente gli addetti ai lavori, ossia, segretari di partito, equiibri, manuali di cencelliana memoria, insomma, al portalettere e al ortofrutticolo non interessa assolutamente nulla, e’ questo a nostro avviso un ulteriore scollamento tra città e istituzioni, che continuano nella loro politica fatta di sempre, questo è un rimpasto che chi vive la città non ne sentiva assolutamente bisogno.

Ma di tutto questo, la notizia che più ci mette apprensione è che nel rimpasto sarà fatto “fuori” il termine è sgradevole, ma è la famosa fotografia dei fatti, L’assessore Nino Daniele, l’artefice del rinascimento napoletano, a suo tempo proposto da Vittorio Vasquez.

La figura di Nino Danele nel palazzo è stato un fiore all’occhiello per la città, un personaggio con una cultura immensa, che spazia da Platone a Walt Disney, profondo difensore dei diritti della cultura, si è ocupato della protezione di librerie storiche come quella di via Pizzofalcone, ha promosso eventi a caratura internazionale, ha portato il Pan da poche migliaia di visitatori l’anno a cifre mai immaginate prima, al Pan mostre viste solo a New York, Andy Warroll, Salgado, Escher, per dire i primi nomi che vengono in testa. ha tessuto una rete di relazioni internazionali.

Ha ricoperto ruoli istituzionali di primo livello, Sindaco di Ercolano, Vice Presidente della Regione.

Una storia di altissimo livello, sin da giovane elemento di spicco del PCI, ha partecipato come delegato nazionale al Congresso di Rimini, meglio conosciuto come quello della svolta, poi consigliere nazionale del PDS di Achille Occhetto cui a Napoli era punto di riferimento.

Ha cercato e fino a ieri cercava ancora un compromesso tra inondazione turistica e fabbisogno dei cittadini, ha proposto l’aumento della tassa di soggiorno e avviato uno studio per non fare a Napoli la Disney nel centro storico.

Ha promosso inizative, tavole rotonde, la notte della filosofia, e anche la grande cultura popolare, la festa della tammorra e i concerti di Capodanno, dove ha creato un fantastico connubio tra turismo e cultura di massa.

Personaggio schivo e riservato, poco incline a spettacolarizzazioni del suo ruolo, la sua presenza in qualsiasi manifestazione è stata sempre discreta e pacata, all’apparenza poco affettuoso e avaro di grandi manifestazioni affettive, anzi all’incotrario appare come un “inaffettivo”.

CantoLibre, come tante altre associazioni ha collaborato spesso con il suo Assessorato, ci ha sempre mostrato attenzione e rispetto, puntuale nelle promesse elargite, ma sincero e senza lasciare illusioni “soldi non ne ho, ma posso darvi il resto” era così solito dire a noi quando gli portavamo qualche progetto che lui sembrava apprezzare.e così han fatto tutti.

Qualche mese fa sentimmo parlare addirttura di un manifesto di intellettuali e addetti ai lavori per convincerlo a presentarsi per l’incarico di Primo cittadino, non avendo un Partito, e forse questo è il suo più grande problema, potrebbe essere catalizzatore di tanti intelletttuali e studiosi in città, a cominciare dal mondo accademico.

E’ un rimpasto di stampo politico, che arriverà fino alle prossime elezioni, e all’orizzonte non si vede ancora nessuno in grado di sostituire l’attuale Sindaco de Magistris, grave colpa non avere in tanti anni costruito un quadro, un alter ego, uno che faccia innamorare i napoletani, come neve al sole un sogno sta svandendo, Napoli non è più il laboratorio che credevamo di avere, un laboratorio fatto dal basso, le manfrine di partito sono arrivate nel palazzo che pareva di cristallo.

Con Nino Daniele esce di scena non solo l’Indipendente, molto politico, ma per nulla partitico.

Il rimpasto è anche occasione per cassare l’esperienza in giunta di, in stretto collegamento anche con l’Attuale Assessore alla cultura, speriamo non sia solo casualità…La Marmorale si è impegnata molto nelle tematiche immigratorie e portava avanti un laborario sulla povertà, il suo lavoro è stato più che esaustivo.

Ai più riesce difficile immaginare questa strada dove possaportare o peggio, arrivare

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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