Come un sasso lanciato nello stagno

L'inutile senso dell'ipocrisia, l'urgenza di gesti concreti cominciando dal boicottaggio per immaginare di evitare il peggio

Riceviamo e pubblichiamo

di Roberta Mancini

Non so come si possa dire che ricordare l’olocausto serva alle generazioni future…per non ripetere gli stessi errori… A questo punto non so di quale futuro si parli: forse quello successivo al primo sessantennio permeato da un dolore e un rancore troppo presenti. Ma a questo punto il futuro prossimo sarà permeato dal presente del “nuovo nemico” animato dallo stesso odio. Io ho la sensazione che si sia creata nel tempo presente una frattura: il dolore che si prova nel solo pensare che c’è stato un tempo in cui la follia della ragione ha portato a sviluppare un sentimento di potenza distruttiva contro un proprio simile, in una maniera così efferata e plateale, si è cristallizzato nell’annichilimento rendendoci incapaci di riconoscere che la politica di Israele è una politica che semina l’odio. La repressione operata sul popolo palestinese non sarà così scientifica e plateale, ma è altrettanto sistematica. palestina-israele-onu-protettorato-statoOra dico come si può pensare che io palestinese mi vedo bruciare gli ulivi dalla troppa arsura della terra, quando il mio vicino di casa (ma di quale vicinanza si parla) riempie la piscina con l’acqua potabile? O io lavoratore che vengo licenziato perché faccio tardi a lavoro, perché guarda caso ho dovuto superare i vari check point. O che io, donna con le doglie, sono costretta a partorire per strada – dovendo superare la vergogna di sguardi da porci – perché mi viene negato di partorire in ospedale… E allora forse la disperazione potrà indurmi ad immolarmi. Per non parlare poi di confini sempre più labili che significano case e vite spianate con i bulldozer, da persone che si prendono la briga di attraversare l’oceano nel nome di una patria da presidiare… Un fermoimmagine, un bambino colpito a morte, con un braccio proteso a lanciare un sasso, ma cosa può mai fare un semplice sasso di fronte ad un carroarmato? E allora forse, se ci si mette nella comprensione dell’altro, si può considerare plausibile che si tenga, fra gli accessori , una cintura di tritolo, perché la disperazione può portare ad altrettanta follia. Questa non è una giustificazione ma l’ipocrisia serve a ben poco. C’è la necessità di rompere questa cupola atemporale… gesti concreti, ognuno come può, il boicottaggio per esempio…visto che tutto passa per il dio denaro potrebbe anche darsi che quello che può essere un semplice gesto, come un sasso nello stagno…

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