Come troveremo il mare questa estate?

Più sporco, più caldo meno ossigenato e con tante specie nuove e aliene piene di veleno. Le cause sempre le stesse, inquinamento, navi crociera e sottomarini

Con la primavera inizia la voglia di mare, anche se proprio tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera si misurano le temperature della superficie marina più basse dell’anno (12-14° nel Tirreno); oggi 17 aprile la temperatura del mare di Napoli è di 15°.

Ma la domanda che tutti ci facciamo in questo periodo è: come sarà quest’estate il mare? Purtroppo la risposta da attendersi è che, rispetto all’anno scorso, molto probabilmente il mare sarà più sporco, più caldo, meno ossigenato, con maggiore acidità, con minore biodiversità, con fioriture di alghe galleggianti più estese, banchi di meduse più numerose; potremmo poi incontrare animali “alieni” provenienti dai mari caldi e stabilizzatisi a vivere da noi e competere con le specie autoctone.

Nei mari italiani sono state osservate negli ultimi anni almeno 42 specie di pesci “alieni” (dati ISPRA); tra questi preoccupano il pesce scorpione, dotato di spine dorsali velenose ed il pesce palla maculato, tossico al consumo.

Preoccupazioni vengono anche da alghe invasive che coprono i fondali e distruggono l’ambiente e dallo ctenoforo noce di mare, che divora uova e larve di pesci e crea seri impatti al settore della pesca. Infine, ci dispiace anche che le vongole filippine si sostituiscano alle nostre vongole veraci, privandoci del piacere di mangiare uno spaghetto a vongole come Dio comanda.

Bisognerà stare attenti che non si accostino alla riva le nuove gigantesche navi da crociera, città galleggianti di migliaia di abitanti che sversano in mare i loro rifiuti, o sottomarini a propulsione nucleare che vanno a fare la guerra nei paraggi.

Ma perché il mare cambia? Le risposte sono complesse e come sempre globali: potremmo dire che la quantità di calore prodotta dall’effetto serra con il riscaldamento globale si concentra essenzialmente nel mare; che la CO2 atmosferica si solubilizza nel mare facendo aumentare l’acidità; che all’aumentare della temperatura dell’acqua la solubilità dell’ossigeno diminuisce e gli animali marini respirano male; che i pesci non ci sono perché se li sono rubati le multinazionali della pesca; che l’inquinamento non è soltanto della plastica, ma anche delle medicine, degli antibiotici, delle droghe ect.

Comunque buon bagno a tutti e a tutte.

P.S. per saperne di più, lunedì 23 alle 18 a Santa Fede Liberata seminario “Stanno uccidendo il mare” nell’ambito dell’iniziativa “Riprendiamoci le acque”

Umberto Oreste Sinistra Anticapitalista

Biochimico attualmente in pensione. In passato ha lavorato presso istituti universitari e del CNR. Tra i suoi interessi scientifici l’evoluzione delle molecole immunitarie, l’adattamento degli animali marini alle variazioni ambientali. Ha collaborato con strutture di ricerca estere ed è autore di numerosi articoli su riviste scientifiche internazionali. Partecipa all’attività politica di Sinistra Anticapitalista.
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