Come si risolve in un sol colpo il problema della sanità e delle pensioni

Due grandi temi cui dobbiamo dare tutti il nostro contributo

L’Italia è uno dei paesi al mondo con i record di maggiore longevità della popolazione.

I dati sulla vita media possono essere interpretati in vario modo. A far salire l’età concorrono vari fattori (poche nascite, esodo dei giovani all’estero,e non necessariamente solo una migliore qualità delle condizioni di vita, che spostano le medie verso l’alto, e ci consegnano la fotografia di un paese vecchio, abitato da persone appartenenti alla terza e pure alla quarta età. Il problema è che l’elisir di lunga vita dovrebbe essere accoppiato alla scoperta dell’elisir della giovinezza, altrimenti campare tanto se a prima vista è il sogno di tutti, alla fine ha molti pesanti e spiacevoli risvolti della medaglia.

Un paese “anziano” ha innanzitutto difficoltà a crescere, svilupparsi ed a creare nuova ricchezza, e dall’altro è caratterizzato da una spesa sempre più elevata per l’assistenza sanitaria e le pensioni.  Si sa che sono due capitoli enormi, che drenano risorse immense, attorno a cui gravitano sprechi, malaffare, corruzione, incapacità di gestione, iniquità che non hanno mai trovato soluzione.

anzianiSono anni che da noi si discute, ma le proposte e le realizzazioni di governi di diverso colore, hanno sempre dato la sensazione di tamponare disastri senza veramente risolvere i problemi alla radice. E si può intuire anche facilmente il perché, considerando che si tratta di materie scottanti, dove ci si gioca il consenso (quindi la poltrona).  Allora è meglio dare sempre un colpo al cerchio ed uno alla botte, tirando a campare, e lasciando a coloro che verranno l’arduo compito di sbrogliare la matassa.

Le probabilità di risolvere le questioni della spesa sanitaria e delle pensioni in Italia sono minori di quelle che si avrebbero ad entrare bendati in un campo minato, sottoposti al tiro delle forze nemiche, ed uscirne vivi.  Che esagerazione direte voi! Ma se ci pensate bene, sono anni che se ne parla e le questioni stanno sempre sul tappeto. Segno che non si sanno o non si vogliono chiudere una volta e per sempre.

Diversamente ci avrebbero pensato i commissari alla spending review, i ministri economici e gli economisti chiamati al capezzale dei questi eterni ammalati. E invece … dopo tempi immemori e tanti proclami senti ancora le stesse canzoni: la sanità non funziona, è fonte di sprechi, le liste ed i tempi di attesa per accedere alle cure sono estenuanti. E sul fronte pensioni:bisogna mettere mano agli assegni, rivedere le età per accedere alle prestazioni, modificare i criteri di calcolo e via dicendo.

cantoneInsomma sono cantieri che non vedono mai fine … E intanto le questioni restano, anzi si incancreniscono, se no il giudice Cantone che avrebbe detto a fare: “Sanità terreno di scorribanda per delinquenti di ogni tipo”, esule fronte delle pensioni Boeri parlare al vento di : applicare il contributivo a tutti, prevedere meccanismi più elastici in uscita, rivedere gli assegni dei parlamentari ecc. ecc.

Di recente il CENSIS ha pubblicato dati allarmanti sulla sanità. Sarebbero undici milioni, gli italiani che non si curano più, perché non hanno soldi, e perché hanno rinunciato sfiancati dai tempi di attesa.  E pure a voler depurare questi dati – come alcuni esperti hanno fatto – sono sempre milioni quelli che non accedono alle cure mediche. Speriamo che quelli che ne usufruiscono ne ricevano almeno di adeguate. E allora sembra che, l’attenzione che i politici rivolgono a questi temi sia solo apparente e di facciata.

La mancanza di una volontà vera di risolvere questi spinosi problemi, passa per il continuo rinvio, la sottrazione di risorse, i tagli lineari a fronte di sprechi inauditi, la nomina di ministri non proprio competenti messi la per equilibrismi di maggioranze governative, per accondiscendere supinamente alle decisioni di politica economica che impattano sui loro dicasteri, e via discorrendo. Dato che stiamo parlando si sanità e pensioni forse può calzare bene l’adagio che mentre “il medico studia il malato muore”.

Ma pure la morte ha i suoi risvolti positivi. Senza voler analizzare gli aspetti filosofici e metafisici del fenomeno, per scendere ad un livello più basso, se non ti curi in tempo e bene,  rischi di morire prima. In questo modo contribuisci in maniera positiva a ridurre la spesa sanitaria e pensionistica. Sarà pure cinico, ma è così! Dobbiamo dare tutti il nostro contributo!

 

Un commento

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  • vincenzo bellino
    26 giugno 2016 at 17:50 - Reply

    articolo interessante anche se non da soluzioni realistiche.
    a meno che quello che indica come soluzione nella parte finale dell’articolo non sia il suo reale auspicio. in quel caso potrà inaugurarlo quando vuole…….
    #iomicuro