CIAO!

Lascia il mondo un uomo che sapeva tutto, presente passato e futuro, la voce critica della generazione di oggi. Il ricordo di Nino Daniele

“Il dialetto napoletano è una lingua che rappresenta la tragedia e il dolore, penso alle commedie di De Filippo e a Malafemmina” così si espresse lo scrittore Umberto Eco l’indomani  della dichiarazione dell’Unesco che sanciva il napoletano come lingua da proteggere.

Colpito da un tumore ci lascia per sempre uno degli scrittori che ha fatto la popolarità e la cultura del nostro Paese. non c’è un giornale del mondo che non da notizia della sua morte, le Monde ha pubblicato anche un inserto molto lungo, per “El Pais  è scomparso un gigante che predicava contro la manipolazione dell’informazione” Al Jazeera ha aperto il suo telegiornale con la scomparsa del grande scrittore italiano, “uomo utile per tutto il mondo” Per il Times invece “muore un esperto di tutto, dalla storia dell’uomo ai cartoon

Umberto Eco era il più grande esperto di comunicazione italiano, aveva previsto l’arrivo di internet e di tutti i suoi risvolti molto tempo prima che si potesse immaginare che il mondo avrebbe fatto attraverso tv, pc e cellulari un infinito giardino comunicativo. Un uomo conoscitore di tutto, storico, scrittore, filosofo, giornalista, critico, addirittura preparatore di programmi televisivi, ha vissuto tutte le parti della materia grigia posta nel cervello.

Allegro, ironico, una simbiosi con il quotidiano “la Repubblica” ove era possibile leggere i suoi pensieri.

Il Capo dello Stato lo definisce “un uomo critico di grande spessore”.

L’Assessore alla Cultura del Comune di Napoli, Nino Daniele, ha partecipato il dolore della comunità napoletana attraverso questa dichiarazione:

“Qual è per me il libro più importante di Umberto Eco? Non esito a dichiararlo:” Come si fa una tesi di laurea”.Ti immagini una scorciatoia (un onesto Bignami) e scopri la serietà degli studi e lo scrupolo delle citazioni. Come si scheda un libro e l’importanza del riassunto. Ora che cultura è sinonimo di comunicazione (viene così denominata una sottospecie demenziale di sofistica senza umanesimo che sforna pure laureati non si sa per cosa) bisognerà ritornare a quel testo pieno di passione pedagogica.Venne dopo il 6 politico. E ridiede un senso costituzionale all’Università per tutti se meritevoli. Un senso alla parola ” democrazia”.

umberto-eco-che-tempo-che-fa-2Critico con la generazione che vive di oggi,  “non ha memoria, non è a conoscenza del passato ma vive solo nel presente, questo è grave perché la memoria è l’anima dell’uomo e senza anima e memoria si diventa vegetali

Restò colpito, disse a Fazio nella sua popolare trasmissione televisiva, dell’ignoranza mostrata d alcuni giovani partecipanti a una trasmissione, l’Eredità”  che non sapevano l’ anno della fine vita di Hitler e Mussolini, “è inconcepibile, e penso che quei ragazzi avessero passato anche delle selezioni, figurati gli altri, quelli eliminati, che dovevano essere” disse sgomento al presentatore.

Sempre a favore della memoria disse che ogni giorno ognuno di noi dovrebbe fare esercizi,  “ se proprio non vi va di ricordare a memoria Ariosto o Manzoni, ripetete le formazioni di calcio delle vostre squadre del cuore, o le tabelline, ma la memoria va esercitata come un muscolo, ogni giorno”

Per il grande scrittore Internet può essere una rivoluzione e lo specchio buono del mondo, ma “bisogna saperlo usare” affermava preoccupato, ma era convinto che “internet non ha migliorato il lavoro dei giornalisti, assolutamente no”

Ci sono donne e uomini che diventano fari illuminanti per giornate grigie e notti fosche, Eco era questo, per chiunque abbia studiato o si sia interessato di letteratura, cinematografia, comunicazione, Umberto Eco è stato un amico sapiente di famiglia che condivideva e, con piacere, tutto il suo sapere, messo a disposizione di tutti. Apparteneva e apparterrà per sempre a quella categoria di personaggi che può morire solo anagraficamente.  Eco non può finire, i suoi libri, scritti e interviste vivranno sempre e saranno sempre una luce per chiunque voglia studiare e occuparsi di cultura, un Manzoni o, o Shakespeare che abbiamo imparato a conoscere e studiare e spesso a confrontarci con i suoi pensieri e lavori.

Sapientemente critico contro i programmi spazzatura che era costretto a vedere per poterne poi parlare e fare memorabili analisi, la sua ironia è stata d’insegnamento a tutti, esprimere luoghi e fatti senza accendere animi e guerre di religione, con questo spirito ha contrastato Berlusconi premier e proprietario-produttore televisivo

eco1Il suo nome è associato ad un libro, Nel nome della Rosa, che ha fatto diventare più popolare e ricco di cultura il nostro Paese, letto ovunque e da cui è stato tratto un film capolavoro con protagonista un’altro eterno  Sean Connery . 30 milioni di copie vendute in tutto il mondo tradotto in 40 lingue, e recentemente il quotidiano La Repubblica ne ha distribuite gratuitamente un milione di copie.

Mancherà molto a tutti noi la sua presenza fisica, la sua voce bonaria di vecchio amico di casa, il suo volto sorridente anche quando parlava di tragedie, ma la fortuna di alcuni è quella di lasciare per sempre la memoria in tutti, lui è stato capace di questo e di farci a volte sentire orgogliosi di essere nati come lui nel Paese di Dante e Virgilio, non è poco.

Che il Nirvana ti protegga

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