CHURCHILL: l’ Italia non dovrà mai essere una nazione…

L’Italia non è paese di sinistra e fatica anche a mostrarsi di destra, nonostante i 70 anni di vita Repubblicana trascorsi , stentiamo anche ad essere nazione

L’Italia non è un paese di sinistra e fa fatica anche a mostrarsi di destra, e nonostante i 70 anni di vita repubblicana , stentiamo anche ad essere una nazione.

Gli accordi ufficiali e segreti firmati dall’ Italia da paese sconfitto nella più inutile e rovinosa guerra in cui fu trascinata da Mussolini , hanno alterato il nostro sviluppo democratico, trascinandoci una spaccatura profonda presente nel paese, mai sanata.
Il Governo #Renzi nel 2014 tolse il segreto di stato da alcuni documenti dei servizi segreti italiani, tra questi c’era un rapporto molto eloquente , relativo ad un colloquio del 6 NOVEMBRE 1945 avvenuto tra monsignor William Godfrey, delegato apostolico a Londra, e WINSTON CHURCHILL:

“Una totale libertà politica è l’unica cosa che mancherà all’Italia, che provocherà la debolezza dei futuri governi italiani. Tuttavia, Churchill ha affermato che tale mossa è necessaria. Il fascismo e la sconfitta bellica, infatti, hanno causato una rovina tale da rendere impossibile che il popolo italiano goda della tranquillità necessaria alla ricostruzione morale e materiale del Paese utilizzando un’affidabile prassi democratica. Churchill ha aggiunto che il controllo politico sarà effettuato con la maggior discrezione possibile e, comunque, sempre nell’interesse dell’Italia. Lasciata a se stessa, l’Italia precipiterebbe nel giro di pochi mesi in una forma di fascismo peggiore di quello che l’ha condotta alla rovina”.
https://swiftbrains24.wordpress.com/2015/03/08/churchill-litalia-non-dovra-mai-essere-una-nazione/

la_repubblica_italiana1Un documento autentico, una prova di quanto siano complessi , e quanto sia lontana l’origine dei nostri mali.
Mali che affondano le loro radici nei conti lasciati in sospeso, dalla mancata ricomposizione di quella spaccatura nazionale causata dal peggiore dei fascismi nati in Europa.
Al netto della quota fisiologica di malcontento popolare verso chi ci governa, il populismo rappresenta la nuova vera ideologia imperante oggi in Italia, la banalizzazione continua di ogni complessità. Partiti e movimenti sembrano non rappresentati da politici, ma da catechisti che dispensano slogan e dogmi. Alimentano un discredito generalizzato dei saperi e delle conoscenze, contrapponendo l’idea di una presunta democrazia diretta, dove decide il popolo, immagine retorica quanto irrealizzabile, dove il concetto di eguaglianza si deforma in un fuorviante “uno vale l’altro”. La complessità dei problemi che viviamo, richiede invece soluzioni scientifiche e non solo proclami. Occorre bonificare l’agorà della politica da personaggi abietti che con la loro presenza, tengono lontano invece, personalità importanti, portatori di conoscenze preziose.

La globalizzazione del capitalismo e la frantumazione delle ideologie del 900, hanno lasciato irrisolte quelle istanze di eguaglianza sociale, di libertà e di pace, anzi, oggi si ripropongono prepotentemente in un quadro ancora più complesso del passato, rendendo le soluzioni molto più difficili. In assenza di valori di riferimento ecco riemergere allora , quella spaccatura da sempre esistente nel paese :

downloadPopulisti contro neo Liberisti, e qualche residuo ideologico rimasto ad abbaiare alla luna.
La demagogia prospera sulla disinformazione, sull’ignoranza e la frammentazione sociale, la dimostrazione di come il tasso di quel fascismo latente presente nel DNA dell’italiano medio, sia ancora molto alto , alimentato anche dall’assenza di un modello economico concretamente applicabile e realmente alternativo al Capitalismo..
Sono loro la famosa maggioranza silenziosa italiana, il populismo parla soprattutto a loro, a quella parte dell’Italia apparentemente indifferente agli eventi, che sembra preferire non immischiarsi e restare a guardare, l’Italia del “tanto sono tutti uguali”, apparentemente rassegnata a subire le idee degli altri, ma da sempre, al momento del voto, questa parte del paese risulta essere quella determinante.
Antonio Gramsci sosteneva che “il popolo sente, ma non sempre sa, l’intellettuale invece sa, ma non sempre sente”. Lo definiva scontro tra “pedanteria e filisteismo”, e dopo decenni siamo di nuovo lì, a quello scontro.
La via d’uscita è una sola, riuscire a mettere i saperi degli intellettuali al servizio del “sentire” della gente, diversamente da questo, come si temeva fin dai tempi dell’antica Grecia, il populismo finirà con la degenerazione della democrazia.

Umberto Laperuta

LabManager Dipartimento di Biologia della Federico II. Presidente ODV "Noi&Piscinola", compagni di viaggio del Teatro Area Nord. Tutta la mia passione a sostegno del TAN, terzo teatro comunale di Napoli, unico centro culturale in tutta l'Area Nord della città. Aspettando i tempi della politica, intendiamo contribuire ad unire la città ed i suoi quartieri attraverso la promozione culturale ed artistica, pur consapevoli che: "Ad ogni problema complesso corrisponde una soluzione semplice..... ma è quasi sempre quella sbagliata!!
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