Chiesa occupata: Non abbiamo paura di avere coraggio

Appello alla città, serve di tutto! vergogna a chi parla di occupazione a scopo elettorale, facciamo questo da sempre, strano se ne siano accorti solo ora

Questa occupazione, o liberazione è l’atto terminale di un processo cominciato da molto tempo.

Un anno fa noi organizzammo un centro accoglienza presso il locali dell’ex OPG e del collettivo Je so pazzo, un’iniziativa svolta insieme a Napolinsieme, quando c’era ancora Salvatore D’Amico  Allora ospitammo una ventina di persone, tutte catalogate come “gli ultimi” e ai quali offrimmo tutti i tipi di accoglienza possibile, anche legale, perché alcuni di questi non avevano le carte in regola per potere soggiornare nel nostro Paese a causa delle leggi del nostro Stato che divide gli imigranti in buoni e meno buoni, se vieni dalla guerra sei buono, se dalla miseria no, che follia è mai questa?

Ma questo problema non è solo riscontrato negli stranieri, ma anche italiani, che non hanno nè domicilio nè residenza, si trovano negati da tutti i diritti fondamentali, peraltro sanciti dalla Carta Costituzionale.

Quell’esperienza fu utile perché conoscemmo molte associazioni e cittadini che portarono, oltre la solidarietà, anche un sacco di cose, quindi ci venne spontaneo continuare su quella strada, così nacque una “rete di solidarietà popolare”.

In città oggi ci sono circa 300 posti letto mentre ce ne sarebbe bisogno di almeno mille. Detto questo, noi negli scorsi anni cominciammo a fare un’operazione preventiva, prima che si arrivasse alla famosa “emergenza freddo” e individuammo tutti gli spazi che consentissero l’ubicazione dei senza fissa dimora.

La chiesa che abbiamo liberato e, dopo tanti anni  restituito alla città, era tra queste. Scrivemmo una lettera alla Curia, la quale non ci ha nemmeno risposto, neanche formalmente.

Su questa chiesa va detto che la proprietà non è della Curia, ma dei”Padri Redentoristi” che sono fedeli alla “Madonna del Soccorso”e che hanno deciso di vendere parte della struttura.

Questa Chiesa ha visto la luce nel 1559, ha subito negli anni numerose trasformazioni, l’ultima nel 2015 a causa dell’ennesimo saccheggio, e allora… la chiesa comunque ha una funzione sociale, è nata ed è stata sostenuta per questa ragione, noi vogliamo che continui a svolgere questa funzione, vorremmo adibire le altre zone della stessa a luoghi ove poter dormire e costruirsi, anche nelle difficoltà strutturali, un decoro personale, la vendita a privati è una cosa che è fuori del mondo.

Oltretutto c’è da dire che non siamo soli, come ci succede sempre abbiamo trovato grande disponibilità del vicinato e anche da ambienti cattolici, infatti, il nostro movimento è molto diversificato, abbiamo dalla nostra parte dei sacerdoti, come il cappellano del carcere di Poggioreale Don Franco Esposito o Padre Michele Madonna di Montesanto, il quale ha anche esternato degli appelli ai fedeli per venirci incontro, sta facendo molto per noi e di tanto lo ringraziamo, così come siamo sostenuti anche da molti cattolici di base e semplici credenti. Anche la seconda Municipalità ci ha mostrato da subito la sua vicinanza.

A chi ci accusa di avere fatto un’operazione elettorale rispondiamo che noi facciamo questo da anni, di fatto ci sostituiamo al sistema, abbiamo tra centri medici, supporti legali, doposcuola, centri di accoglienza e ricreativi una ottantina di attività, per quale motivo dovremmo aver fatto oggi un’operazione elettorale per giunta speculando sui poveri?

Chi ci conosce sa bene che per noi quest’operazione è nella norma. È vero, di noi e di questa occupazione ne stanno parlando in tanti, organi di stampa e soprattutto candidati alle elezioni, ma tutti parlano solo dell’occupazione, e non dei motivi che ci hanno spinto a farla, così come nessuno si occupa di noi  durante l’anno, quando la campagna elettorale non c’è, e egualmente facciamo operazioni simili.

Nella verità dei fatti sono altri che stanno facendo campagna elettorale speculando sulle attività che facciamo da sempre, la situazione è in emergenza, e la povertà e gli ultimi non possono camminare di pari passo con l’agenda elettorale, che dovevamo fare? Occupare e aprire spazi solo dopo il 4 Marzo? Ma non è ridicolo tutto ciò?

Abbiamo sentito cose assurde, che la nostra occupazione ha dello scandaloso e del vergognoso, a costoro rispondiamo che lo scandalo e la vergogna è fuori di quì, nelle strade e nelle piazze della città, nei quartieri adiacenti la stazione e  anche il centro storico, la vergogna è vedere persone che trovano il sonno sopra i cartoni e riparo sotto i portici.

La differenza tra noi e chi ci critica è che noi le cose le facciamo, gli altri fanno e contrabbandano programmi che per primi loro sanno di non potere applicare

E ovvio che per fare queste cose abbiamo bisogno di aiuti, ad esempio ci servono tante cose, coperte, lenzuola, un fornellino elettrico, stufe,  generi alimentari, siamo certi che la parte sana della città ci dia ascolto e ci aiuti, anche a migliorare lo stato del luogo ove ci troviamo.

Ci siamo dati delle regole, gli ospiti di questa struttura, ad esempio, vengono la sera, se c’è possibilità cenano e vanno a dormire, ma al mattino escono a cercare lavoro o a svolgere i loro compiti, e pensiamo anche alla loro felicità, ad esempio domenica abbiamo cenato tutti insieme ascoltando musica, raccontandoci le nostre storie e regalato qualche sorriso.

La verità è che ai “benpensanti” dà fastidio proprio questo, che i poveri e i disperati non vivano eternamente nella sofferenza e nella sconfitta, ma che parlino, sorridano e sperano che almeno domani può essere un giorno diverso, senza timore di restare al freddo e nella solitudine e, la paura di subire attacchi da teste calde che si divertono a fargli del male. Forse è  questo che li scandalizza, perché per loro l’ultimo deve restare tale.

Il problema più grande è figlio del famigerato “decreto Minniti” questi ultimi non hanno diritto alla strada, in alcuni Comuni è proibito ai cittadini portare generi di prima necessità, cibo e coperte, ma insomma dove vogliamo arrivare, si vuole che spariscano?

A Torino si è arrivati a un paradosso, in un blitz contro i clochard la Polizia Municipale ha sequestrato le coperte che lo stesso Comune aveva loro consegnato.

Non abbiamo paura di nulla, di uno sgombero, di denunce e di attacchi politici, il motivo è semplice, sappiamo noi tutti che stiamo facendo una cosa giusta. La ragione è dalla nostra parte, adesso vorremmo che la chiesa faccia la sua. Noi non abbiamo paura di avere coraggio“.

 

Ringraziamo Antonio Giardino, Abdel El Mir e gli altri che ci hanno raccontato questa volenterosa storia di pace e amore

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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