Centro storico: Sfratti a uso turistico: Titina resta a casa

Ancora un mese di proroga alla donna che lentamente sta diventanto simbolo contro la logica dei B&B. fast food e B&B il nuovo oro di Napoli

E ancora una volta l’Ufficiale giudiziario non è arrivato, lo sfratto di Titina può attendere

Titina è un personaggio che è in modo indissolubile a quella parte di centro che ruota intorno a Piazza del Gesù, aveva una delle trattorie più popolari della zona e era considerata maestra di vita. I più la definirebbero una napoletan-popolare, che ha qualcosa a che vedere con il nazional popolare.

Titina lentamente sta diventando un simbolo, attaccata a quella casa da 50 anni, forse più, vive insieme ad una famiglia a lei collaterale, sarà sfrattata perché la casa ove vive , è con molta probabilità destinata ad un uso turistico anziché familiare.

Ecco perché lentamente Titina sta diventando il simbolo antisfratto per uso turistico, e intorno a lei cresce sempre un gruppo di fedelissimi che non l’abbandona, come non abbandona tutte le linee antisfratto.Questo gruppo è legato ad una rete, SET Napoli – i diritti al tempo del turismo

Già dalle sei del mattino qualcuno si è presentato sotto il portone, l’obiettivo è quello di convincere l’ufficiale giudiziario a prorogare la data dello sfratto, in caso contrario si dovrà procedere a forza, lentamente il drappello di gente è cresciuto fino a diventarne una cinquantina alle otto, tra i partecipanti anche la consigliera della seconda municipalità Bianca Verde  e Pino De Stasio, che poi si è recato sopra nella casa di Titina.

Di fronte a questo drappello, che seppur contenuto è in continua crescita, quattro agenti della Digos, peraltro per nulla discreti, ma dall’apparire sembravano dei semplici osservatori.

Alle 10 l’assemblea è terminata quando dai cellulari si è saputo che a Titina le è stato dato un mese più qualche giorno.” Questo periodo le servirà per trovare una giusta abitazione ad un prezzo equo”, come sostiene la consigliera del gruppo Dema, Bianca Verde, che aggiunge: “questi sono i risultati di una politica turistica da Far West, trovare casa in centro ormai è non difficile, ma impensabile, si sfrattano storiche famiglie e si impedisce l’inclusione di altre famiglie provenienti da altri quartieri, perché chiunque ha una casa in centro si appresta ad aprire un B&B favorendolo a famiglie e tra poco toccherà anche agli studenti, che comunque rendono sempre meno di un B&B”

Quello che la rete SET napoli –i diritti al tempo del turismo,sostiene, è un progetto che vuole sconfiggere la logica del profitto ai danni del cittadino, ormai gli sfatti di famiglie e personaggi storici soprattutto nel centro storico sono all’ordine del giorno, l’apertura completamente indiscriminata di B&B, case famiglie e bassi turistici, sta di fatto cancellando quella che era la preogativa per cui il centro storico di Napoli ha ottenuto il riconoscimento Unesco di luogo da salvaguardare.

Ma in centro ormai c’è poco da salvaguardare, sono pochi gli artigiani che posssono mostrare la loro arte, e il nuovo oro di Napoli si chiama fast food e B&B.

Qusti ultimi nascono nella più totale assenza di normative e leggi, nell’assoluta assenza di professionalità e senza alcun concetto turistico, mettono la casa, prendono i soldi e basta.

Quello del proliferare di attività turistiche aperte da improvvisati del turismo è un problema che già da tempo Vincenzo Benessere di Massa Critica aveva posto, non solo ai cittadini, ma anche all’Assessore Daniele in un incontro da noi proposto, e indicava attraverso uno studio, che è stato applicato a Londra città, come si sarebbe potuto risolvere il problema, mettere un tetto. Ma Nino Daniele rispose che lui sentiva molto questo problema che potrebbe portare ad uno snaturamento della situazione in città, e affermò “i B&B nacquero come un idea per far raggiungere qualcosa alle entrate di una famiglia o qualche giovane coppia, ma oggi la situazione e stravolta, chiunque può comprare o affittare cinque o sei case in centro e aprirci un B&B, sono leggi e normative, e io contro queste posso fare molto poco”.

http://www.cantolibre.it/turismo-opinioni-a-confronto-daniele-benessere/

Ma la questione sfratti è a tenere banco in questo periodo, il consigliere De Stasio si appella al Sindaco:

“A Napoli sono in corso oltre duemila sfratti esecutivi, è ora che l’Amministrazione e il Sindaco in prima persona si faccia carico di questa emergenza, sacrosante le ragioni legate al turismo, ma il centro di Napoli non può diventare solo un percorso di forni e friggitorie e tra poco vuoto di residenti. Si faccia qualcosa di concreto, domani come ulteriore offesa alla città ci sarà lo sgombero di Palazzo Penne, perdiamo pezzi di storia di tutta la città, il centro storico non è solo seconda Municipalità, me è tutta Napoli, bisogna intervenire subito”.

Ieri a Titina è stato dato altro ossigeno, vien da pensare che mondo è questo, una donna anziana, invalida, e tra i saggi del quartiere, alacre lavoratrice, che deve viver questi giorni di “sospensione” tra il tetto e le stelle.

Domani si replica a Palazzo Penne

 

Il corredo fotografico è di Ferdinando Kaiser   

Vincenza Muto

Appassionata di politica e comunicazione, antifascista e militante in diversi collettivi durante gli anni trascorsi alla facoltà di sociologia, mi sono sempre dedicata a tematiche sociali. Mi sono impegnata nelle battaglie per l’acqua pubblica, nella difesa della scuola pubblica, ho lottato per difendere l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, per i diritti civili e per l'autodeterminazione delle donne e in generale lotto per la difesa dei diritti della fasce più deboli della società.
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