Casa dolce casa?

I rischi nel contrarre un mutui pari ad un ergastolo. Il mercato nel Paese dei proprietari è in profonda crisi. Troppi pericoli

Si sa che nell’immaginario collettivo degli italiani la casa rappresenta il bene a cui sono affezionati di  più. Ognuno cerca di acquistare la casa dove risiede, poi magari se ha disponibilità acquista la casa al mare o in montagna, e poi usa spesso parte dei risparmi per fare quelli che vengono definiti “investimenti immobiliari”. Il nostro amore per la casa è tale che siamo  probabilmente nel mondo il paese sviluppato che ha la più alta percentuale di proprietari di prime case (di poco oltre l’83%).

Il sogno degli italiani è stato sempre alimentato da convinzioni più o meno fondate che “il mattone non tradisce mai“, che i valori degli immobili nel tempo sono destinati sempre a crescere – insomma che l’investimento immobiliare conviene sempre.

vendesi2Queste idee (noi diremmo piuttosto preconcette) hanno sostenuto nel tempo le quotazioni immobiliari, che effettivamente sono cresciute – almeno fino agli ultimi decenni del secolo scorso.

Complici altri fenomeni primo fra tutti l’inflazione, in ultimo il passaggio all’euro che ha raddoppiato i prezzi degli immobili (ma anche di tutti gli altri beni).

Le nostre granitiche convinzioni non sono state neanche incrinate dalla lunga crisi che ha investito “il mattone” e che data dal 2007 (siamo a quasi 10 anni). Solo adesso molte persone stanno prendendo coscienza che forse “la pietra” non è sempre la migliore soluzione – soprattutto se la fai per investimento.

E’ vero che nelle grandi città Milano e Roma vi è richiesta (anche dall’estero) ma non si capisce perché in altri posti (Napoli in primis) – dove la qualità della vita non è proprio al top la gente persista nel dare alle case un valore che ormai è fuori da qualsiasi regola di mercato. Forse è perché fenomeni stratificatisi per mezzo secolo ( ora non trovano più riscontro nella realtà), sono difficili da sradicarsi nelle menti dei più. Ma dei segnali di cambiamento ci sono. Qualche dubbio sta incominciando a serpeggiare (almeno tra i più avveduti e meno ostinati). Chissà che questo “sentimenti” non si rafforzi e renda il nostro paese più moderno al pari di quelli anglo sassoni dove il risparmio va a sostenere le imprese o ad integrare il welfare statale. Un esempio sono i PIR (Piani Individuali di Risparmio) che sono stati varati nella nuova legge di stabilità – e che hanno la finalità di alimentare il flusso di capitali verso le imprese soprattutto medio piccole (che sono il tessuto produttivo della nostra nazione).
piantacasaSe scriviamo questo articolo però è perché non vorremmo che questa tendenza venga ostacolata da notizie su ritorni agli antichi fasti dell’immobiliare- Leggendo qualche giornale, o andando in internet vediamo spesso parlare di ripresa dietro l’angolo, di aumento delle compravendite (spesso si sottace che i prezzi continuano a scendere per garantire la conclusione dei contratti), che ormai si sta uscendo dalla crisi.

Indubbiamente c’è una parte del mercato costituito prevalentemente da immobili di prestigio che non è mai entrato in crisi (ma questa è una nicchia). La verità è che nel nostro paese ci sono una quantità di elementi che giocano a sfavore di una evoluzione positiva dell’immobiliare.

villette a schieraInnanzitutto la demografia. Se si vede la piramide demografica ci si accorge di come dagli anni sessanta ci sia stata una costante crescita dei più anziani, e se un paese non ha giovani che creano nuove famiglie mi dite chi deve acquistare casa? Inoltre la crisi economica morde e la gente ci pensa bene ad impegnarsi in mutui la cui durata supera quella di un ergastolo. Le stesse banche non sono tante propense a fare credito (malgrado contrabbandino pubblicità di tassi stracciati per alimentare i sogni).

A ciò aggiungasi che non accogliamo migranti  e diamo loro lavoro in modo da creare ricchezza e spingere a fare figli incrementando il fabbisogno di alloggi. E poi vi è uno stock di immobili costruiti e rimasti invenduti che se fosse messo sul mercato aumenterebbe l’offerta e farebbe scendere ulteriormente i prezzi deprimendo il mercato. Ci sono anche gli immobili in mano alle banche risultato di naufragi immobiliari di privati che non hanno potuto pagare i mutui che si erano accollati. E pure per questi bisogna fare attenzione a come devono essere smaltiti per evitare di affossare i bilanci delle aziende di credito ed il mercato delle case.

A proposito abbiamo anche sentito dire che i prezzi degli immobili non sono cari in Italia (e questo servirebbe a far ben sperare sulla ripresa del comparto). I dati ci dicono invece che da noi ci vogliono dieci anni completi di reddito per coprire l’acquisto di un’abitazione.

graficoEd è la quota più alta rispetto agli altri paesi industrializzati (giudicate voi se si può parlare di mattone a buon mercato)..  Semmai un altro dato è che in media il valore commerciale delle abitazione è di 3,5 volte superiore alle corrispondenti rendite catastali – che da anni non sono adeguate. Ciò potrà servire ai futuri governi per fare cassa ed abbattere  l’enorme debito pubblico che prima o poi andrà ridotto (ma ciò è argomento per futuri articoli).

Quindi abbiamo cercato di fare un pò di verità enunciando almeno una mezza dozzina di ragioni che giocano contro il mattone. Acquistare casa va bene (forse dove si va a vivere stabilmente), ma è necessario non fare passi avventati e considerare  una serie di fattori. Si sa che a noi “la pietra” piace e che i nostri sogni sono facilmente sostenuti più o meno velatamente dalla lobby dei costruttori e degli immobiliaristi, ma evitiamo di perseverare in errori e trasformare le fantasie in incubi che possono precludere ad amari risvegli.

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