Cambiare per non essere travolti definitivamente

Il grido di Salvatore d'Amico: Le responsabilità di tutti, dagli antagonisti ai compagni eletti nelle Istituzioni, tanto parlare ma nessun risultato. A pagare sono gli emarginati
Riceviamo e pubblichiamo di: Salvatore d’Amico
Un popolo di emarginati, di sfruttati, di discriminati, di dimenticati:senzatetto, rom, migranti, detenuti, ex detenuti, dipendenti da droghe, alcool, farmaci, gioco…, malati psichici, persone in emergenza abitativa, vittime di disastri ambientali,vittime di malasanita’, LGBTQ, disoccupati di lungo corso, operai espulsi dalle fabbriche, giovani costretti ad emigrare, precari di ogni tipo, lavoratori in nero supersfruttati e ricattati, vecchi abbandonati a loro stessi con pensioncine di fame… troppi poveri e diseredati…
Milioni di persone oppresse da un sistema creato dai ricchi per i ricchi che controlla spietatamente che nulla cambi con i suoi eserciti, le sue forze dell’ordine costituito da loro, le sue televisioni, i suoi giornali, il suo strapotere economico, le sue connivenze con la criminalità‘ organizzata, la sua corruzione endemica, la sua capacita’ di rigenerarsi continuamente, il tutto in una parvenza di democrazia.
A tutto questo strapotere si contrappongono una miriade di partitini più’ o meno comunisti, comitati, associazioni, movimenti, collettivi, centri sociali, gruppetti spontanei e forze antagoniste di varia natura in una frammentazione spaventosa che si risolve spesso nella tentazione di coltivare un proprio orticello, di coltivare talvolta il narcisismo di capi e capetti, di inseguire carriere politiche nelle istituzioni, costi quel che costi… Sembrano spesso dei testimoni di Geova che non ammettono altre idee che le loro.
Eppure, allo stesso tempo, quanta energia, quanta passione, quanta generosità’, quante buone iniziative, quanta capacita’ di lotta sono a volte capaci di mostrare.Quante volte sono gli unici a protestare con forza contro le tante ingiustizie che siamo costretti a subire.
A volte riescono anche a farci sognare. Da sempre desideriamo tutti un fronte unito, capace di parlare alle persone non politicizzate, capace di contrastare efficacemente la propaganda becera della destra populista, capace di rimettersi in discussione per acquisire una credibilità’ a volte perduta, a volte mai conquistata.
Forse oggi più’ che mai e’ venuto il momento di fare un passo indietro per poter fare un balzo in avanti. Per fare questo, pero’, bisognerebbe rimettere in discussione molte cose… Per esempio che contano le azioni e non le eterne diatribe ideologiche che allontanano le persone non politicizzate e che sembrano confermare il fatto che molti compagni amano parlarsi addosso alla ricerca di una superiorità’ teorica che ormai non interessa più’ a nessuno…se fossi cattivo direi che alcuni sanno solo parlare, parlare, parlare…
Per esempio evitare le decine di assemblee necessarie per fare la minima cosa, quando poi si fa qualcosa…una frase agghiacciante che si sente spesso e’ “speriamo che questa sia la prima di una lunga serie di assemblee”… Per esempio rendersi finalmente conto che la partecipazione a manifestazioni pubbliche si risolve spesso in una passerella in cui farsi vedere e incontrare sempre le stesse persone, quasi come marcare un cartellino…o per diffondere i volantini della propria setta…
Per esempio che quando si riesce, di tanto in tanto, ad organizzare un corteo più’ unitario del solito bisognerebbe evitare quello sconcio ridicolo di voler piazzare le proprie bandiere al primo posto… Per esempio rompere alcuni schemi rigidi per avere maggiore credibilità’: Gli spazi occupati, o liberati se preferite, che appaiono a tanta parte dell’opinione pubblica spazi di proprietà’ degli occupanti potrebbero aprirsi ospitando piccole quote di migranti, di senzatetto, di famiglie in emergenza abitativa, di associazioni che non si possono permettere una sede…e questo per radicarsi sempre piu’ nel territorio e non essere a volte percepiti come dei corpi estranei.
I compagni eletti nelle istituzioni potrebbero fare un rapporto settimanale in cui ci dicano cosa hanno fatto, per evitare ogni tipo di deriva…e per garantire quella trasparenza che spesso ci viene negata. Un fronte unito potrebbe sicuramente creare una rete di soccorso rosso, un gruppo di avvocati che lavorino per la difesa dei diritti e per attaccare le inadempienze pubbliche anche con strumenti legali…si pensi al lavoro nero, alla sicurezza sui posti di lavoro e cosi’ via…una sorta di controllo popolare…
Potrebbe anche tentare di fare luce sulla nebulosa del Terzo Settore. E si potrebbe continuare a lungo. Ma certamente altri hanno idee migliori delle mie:se ne potrebbe parlare… In questo contesto ci avviciniamo alle elezioni regionali del 20 e 21 Settembre, che ad oggi si annunciano come un teatrino sempre uguale a se stesso che ci porterà’ un governo di destra dichiarata o un governo di destra con de luca, de Mita, Mastella, Pomicino…che vergogna per noi tutti… Unica alternativa, per chi va a votare, Potere al popolo, purtroppo con poco popolo… Lasciatemi almeno sognare che un giorno saremo finalmente uniti e ci riprenderemo quello che ci appartiene
Il corredo fotografico è di Ferdinando Kaiser
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