Caccia: quando i cieli diventeranno silenziosi

Arrivano i migratori, una incredibile mattanza si prepara sullo stretto di Messina complice l'assenza di una coscienza ecologica

Con l’arrivo della primavera comincia uno di quei fenomeni che ancora oggi ci è difficile spiegare, gli uccelli migratori si trasferiscono dall’Africa al Nord Europa per nidificare.

Tutti i tipi di uccelli sono costretti a passare nel cosiddetto imbuto dello “stretto di Messina” percorso obbligato, una volta, fino a pochi anni fa era addirittura lecita la caccia, oggi per fortuna non più, le specie sono “protette” ma delinquenti e nemici dell’ecosistema sono sempre in agguato.

Oggi si è celebrata la “Giornata Mondiale degli Uccelli Migratori” giornata  istituita nel 2006 per sensibilizzare sull’importanza della tutela degli uccelli migratori, ma dalla LIPU, l’organizzazione italiana che protegge tutte le specie di volatili fanno sapere che non ci sono buone notizie.

uccelli 1“Gli uccelli migratori subiranno nel loro passaggio obbligato, dello stretto, e nel resto d’Italia ad attenderli almeno mezzo milione di doppiette pronte a sparargli contro, in barbe a leggi e normative, mondiali, europee e italiane”.

Non c’è ne per nessuno, sotto il mirino dei cacciatori, soprattutto nella provincia di Reggio Calabria, ci sono tutti, dalle anatre alle cicogne, dai falchi, tortore e tordi, perfino i fringuelli e passerotti,pettirossi e storni, quest’ultimi in particolare oltre le doppiette devono sopportare anche altri metodi subdoli di battaglia dalle famigerati e proibitissime reti, fino a quintali di colla sparsi sui rami degli alberi per lasciarli incollare nel momento di stanchezza, ed essere messi nel cestino delle carogne il giorno dopo, è immaginabile la terribile agonia cui sono costretti a passare.

In tutto sono interessati almeno 2 mila specie di uccelli. La  LIPU fa sapere che l’Italia è seconda in una triste classifica sulle nefandezze a carico degli uccelli migratori, in Italia perdono il volo oltre 6 milioni di uccelli ogni anno.

Nel totale, tra Egitto, Italia e Libia, luoghi obbligati del “passaggio” ne muoiono almeno 26 milioni di esemplari.

I sostenitori animalisti attraverso la Lipu fanno sapere che sopratutto in Calabria, in particolare in prossimità di torrenti e agrumeti alle prime luci dell’alba e al tramonto, i bracconieri approfittando dell’assenza della forestale, cominciano l’opera di mattanza.

caccia-smallA combattere contro il bracconaggio quindi ci sono i volontari, a tutte le luci e ore del giorno, e gli agenti della guardia forestale, non tanti, e sicuramente in un numero irrisorio per combattere un fenomeno che sta distruggendo il nostro ecosistema, specie importantissime ormai ridotte al lumicino e il famoso “disegno universale”.

La domanda che pongono provocatoriamente gli organizzatori della “Giornalta Mondiale Uccello Migratore” è “come sarà il giorno che i cieli diventeranno silenziosi?”

In realtà in Italia l’ambiente e la sua conservazione sono visti ancora come cose stupide o leggere, non c’è la volontà di far rispettare normi e leggi con controlli severi e adeguati, poche risorse umane, pochissimo o zero quelle economiche.

Ma tanto che fa? Gli uccelli migratori passano solo due volte all’anno, e non daranno tanto fastidio

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